Alex Da Corte all'Heart, Museo di Arte Contemporanea di Herning
Alex Da Corte all'Heart, Museo di Arte Contemporanea di Herning

Il Museo di Arte Contemporanea di Herning, meglio noto con il suggestivo acronimo HEART, è un centro d’arte inaugurato nel 2009 nella penisola dello Jutland, in Danimarca. In realtà il museo venne fondato nel 1977, ma trent’anni dopo è stato spostato in un edificio nuovo di zecca e soprattutto sviluppato su 5.600 metri quadrati progettati dall’architetto americano Steven Holl.


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"Ricorda un mucchio di maniche di camicia visto dall’alto”, parole dello stesso Holl, che ha disegnato un nucleo inedito e dalle forme fluide partendo da un edificio circolare preesistente, un tempo una fabbrica di camicie che evidentemente ne ha ispirato l’evoluzione.

Dato anche il contesto paesaggistico, con i suoi spazi verdi e gli specchi d’acqua, il risultato è una struttura piena di luce ed armoniosa, molto contemporanea, perfetta per ospitare il nucleo moderno della collezione d’arte danese ed internazionale, che vanta opere prodotte dal 1930 in poi – con una particolare attenzione all’arte italiana del dopoguerra – tra cui pezzi di Piero Manzoni, Lucio Fontana, Mario Merz ed anche Joseph Beuys, Jannis Kounellis, Ingvar Cronhamma e Dennis Oppenheim. HEART è un perfetto contenitore anche di mostre temporanee, ultima delle quali dedicata ad un giovane artista americano alla sua prima personale fuori dai confini degli USA. Si tratta del trentacinquenne Alex della Corte, ad oggi conosciuto come l’erede legittimo della pop art.

Alex Da Corte è nato a Camden, nel New Jersey, ed ha conseguito una laurea presso l'Università delle Belle Arti di Philadelphia, concludendo il proprio percorso didattico con un Master of Fine Arts presso la Yale University.

Con una recensione entusiastica del New York Times dopo la prima retrospettiva al MASS MoCA all’inizio di quest’anno quasi al capolinea, Alex Da Corte ha visto l’alba di uno splendido 2016, che va ora concludendosi degnamente dopo la partecipazione a dieci mostre prestigiose, tra cui citiamo il Whitney Museum di New York, l'Hammer Museum di Los Angeles, e, naturalmente, l’Heart in Danimarca.

Un artista che lavora con colori psichedelici, rotoli di moquette sgargiante e plastica lucida, miriadi di specchi, perspex e superfici riflettenti che invitano lo spettatore ad immergersi in un piccolo universo dove l’ordinario non ha accesso ed i sensi vengono stimolati al massimo. Un artista interessato al confronto diretto con altri colleghi, spesso coinvolti nelle sue esibizioni, le loro opere tradotte attraverso i suoi occhi e le sue sensazioni. “Noi viviamo in un mondo di molteplicità, però c’è un chiaro confine nel modo in cui le nostre opere interagiscono, ognuna ha la propria essenza.”

Anche nel caso della mostra organizzata negli spazi dell’HEART, Da Corte mette in gioco non solo le sue opere ma anche la produzione del papà della pop art americana, il grande Andy Warhol. Il museo dedicato all’icona dell’arte moderna ha infatti aderito al progetto espositivo di Da Corte, consentendogli di prendere in prestito una novantina degli oggetti culto, tra cui cinquanta sue parrucche – da cui il titolo della mostra. Come in generale per ogni sua esposizione, Da Corte non fa un utilizzo celebrativo di Warhol come artista o come persona, ma reinventa i suoi oggetti feticcio dando loro un nuovo significato, creando un contatto tra due momenti definiti dell’arte contemporanea. “C’e qualcosa di importante nel comprendere fisicamente le opere che ammiriamo. Io voglio sapere come sono state fatte prima di diventare questi oggetti super preziosi chiusi nella storia dell’arte sotto campane di vetro. Come funziona una scultura di Mike Kelley nel XXI secolo, per una giovane generazione di artisti che non ha una particolare nostalgia per gli animali fatti ad uncinetto?”

Un viaggio attraverso quattro ambienti differentemente interpretati dall’estro di Da Corte e “arredati” da Warhol, un passaggio affascinante tra passato e futuro, moderno e contemporaneo, affinità e individualità.

@benedettabodo

Alex Da Corte - 50 wigs
Herning Museum of Contemporary Art, Danimarca
03 settembre 2016 – 08 gennaio 2017
http://www.heartmus.dk/en/visit/exhibitions/alex-da-corte-50-wigs.html#

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