Si è da poco conclusa la quinta edizione della Biennale Democrazia organizzata dalla città di Torino, che ha previsto come di consueto una maratona di quasi cinque giorni di confronto tra personalità operative in svariati ambiti, unite nell’obiettivo comune di incentivare una cultura della democrazia, dialogando direttamente con il pubblico e con i giovani.


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All’interno del programma della Biennale, la Fondazione Merz ha partecipato attivamente ospitando un progetto di mostra che pone al centro della riflessione collettiva la condizione dei migranti, intesa come viaggio non solo fisico ma anche culturale, e soprattutto come sintesi evidente del tema chiave della Biennale 2017, proposto in un’unica parola: emergenza.

Cosa si cela dietro questa parola, così utilizzata negli ultimi anni, così spesso da noi associata a situazioni di allerta per la nostra sicurezza, ma raramente analizzata nella sua etimologia, ovvero un riferimento sia all’atto di emergere, sia alla circostanza imprevista? Si parla di una condizione non necessariamente pericolosa, ma di improvvisa difficoltà e più in generale, appunto, di nuova “emersione”. Nel caso specifico, non riguarda tanto noi nativi europei che la subiamo passivamente, quanto coloro che si trovano a percorrere nuove strade, alla ricerca di possibilità finora sconosciute, e che rappresentano i nuovi europei.

Luisa Passerini - professoressa di Storia culturale all’Università di Torino e di Storia del Ventesimo Secolo all’Istituto Universitario Europeo di Firenze - ha coordinato questa esposizione in Fondazione, visitabile fino al 30 aprile, portando il cuore di un progetti attivo da oltre tre anni - Bodies Across Borders: Oral and Visual Memory in Europe and Beyond (BABE) – e ponendo l’interrogativo su un nuovo livello: che cosa ci offrono le persone che ogni giorno, in condizioni così difficili, cercano di raggiungere l’Europa?

Questa mostra è una raccolta di interviste, filmati, disegni e fotografie attraverso cui è possibile documentare le migrazioni, con un focus particolare sull’Europa - nonostante non sia l’unico continente interessato da forti correnti migratorie, basti pensare all’Australia - e ancora di più su Italia ed Olanda, paesi rappresentativi del vecchio continente da un lato perché molto emotivi e tendenti alla chiusura nei confronti dei cambiamenti e delle novità, dall’altro perché entrambi molto condizionati dall’aspetto culturale e dalle sollecitazioni artistiche.

BABE lavora sulla consapevolezza e l’archiviazione di una memoria fondamentale, quella dei nuovi europei. Una memoria che deve considerare anche l’aspetto visivo, così sollecitato al giorno d’oggi attraverso i social e la condivisione di immagini, uno stimolo importante per comunicare con le comunità di migranti, contattate attraverso le scuole che, sul nostro territorio, insegnano loro la lingua e le basi della nostra cultura. Attraverso le immagini di artisti che hanno lavorato sul tema della migrazione sono stati aperti nuovi canali di comunicazione, nuovi collegamenti, sono venuti alla luce ricordi ed è stato possibile tracciare una geografia delle emozioni sempre più consapevole della mobilità mondiale, delle esistenze e delle personalità dei soggetti coinvolti. In mostra troviamo i racconti ed i disegni di danze e feste religiose, tradizioni locali e visioni di luoghi lontani, mezzi di trasporto e bandiere, colori e leggende. Infatti, non tutte le mappe rappresentano un itinerario di mobilità, alcune raffigurano luoghi della memoria e dell’identità, come la casa, e si contrappongono con forza ancor più evidente a tutti quei disegni che, soprattutto attraverso le parti del corpo, simboleggiano invece un passaggio sofferto, una soglia, un confine.

Tutti i materiali di memoria raccolti dal progetto BABE, inclusi quelli in mostra, saranno depositati presso l’Archivio Storico dell’Unione Europea (EUI) di Firenze, e saranno accessibili a ricercatori, studenti, operatori culturali e al pubblico interessato.

@benedettabodo

Corpi attraverso i confini. Memorie dell’Europa di oggi
29 marzo – 30 aprile 2017
Fondazione Merz, Torino
http://fondazionemerz.org/evento/biennale-democrazia-2017-corpi-attraverso-i-confini-memorie-delleuropa-di-oggi

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