Photo credits: Luigi Toscano
Photo credits: Luigi Toscano

Una straordinaria galleria ritratti segnati dalla storia


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Contro l’oblio Luigi Toscano si batte da anni. Contro l’oblio si è messo in viaggio, è stato in Ucraina, negli Stati Uniti, in Israele, ha trovato testimoni, sopravvissuti all’Olocausto, si è fatto raccontare le loro storie, li ha immortalati. Sono in tutto 200 i ritratti che Toscano ha scattato. Sono sono i volti degli ultimi testimoni: non solo ebrei, ma anche rom, omosessuali, ugualmente perseguitati dai nazisti.

“Contro l’oblio” è anche il titolo del progetto fotografico realizzato da Toscano e dai suoi collaboratori, e presentato per la prima volta a Mannheim nel 2015: lì i ritratti in grande formato erano stati appesi alle finestre della Alte Feuerwa che, un edificio fine Ottocento, sede storica dei vigili del fuoco e oggi centro culturale dove si tengono concerti, mostre, rappresentazioni teatrali e tutto quello che ha attinenza con la cultura.

Fine settembre, per l’esattezza dal 27 settembre al 1 ottobre, cinquanta di questi ritratti sono stati portati in Ucraina, a Kiev. Al momento forse la tappa più importante, visto che ha accompagnato il ricordo del più feroce massacro di ebrei ucraini: allora, tra il 29 e 30 settembre del 1941 le SS uccisero e gettarono nelle fosse di BabijJar, ai margini della capitale, oltre 30 mila ebrei.

Photo credits: Luigi ToscanoPhoto credits: Luigi Toscano

Oggi quelle fosse sono il Giardino della Memoria di Kiev e lì, lungo le due assi principali. sono stati esposti i ritratti in forma di gigantografia (circa 2 metri per 3). Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, presente il 29 settembre durante la commemorazione ufficiale (nonché tra i patrocinanti e sostenitori), ha voluto sottolineare l’espressività toccante di ognuno di quei volti, segnati dall’età e ancor piùda un vissuto così traumatico che una vita intera non ne ha cancellato le tracce. A Toscano il ministro ha riconosciuto il grande merito di aver realizzato foto incredibilmente intese e al tempo stesso caratterizzate da una sobria distanza.Ed è proprio grazie a questo difficile equilibrismo tra partecipazione e rispettoso distacco, si può, seppur solo vagamente, intuire “l’impietoso destino che l’Olocausto e la guerra di distruzione della Germania nazionalsocialista hanno inflitto a milioni di esseri umani” ha affermato il ministro. E’ così che le immagini diventano “testimoni silenziosi del tempo”. E’ così che “Tempo presente e tempo passato, sono forse entrambi presenti nel tempo futuro”come recitano i versi di Eliot.

Nel caso di “Contro l’oblio” c’è però anche un altro elemento che vale la pena sottolineare perché mette in luce una delle ragioni fondanti dell’Ue, che l’Ue stessa sembra aver smarrito. Il progetto è stato infatti realizzato da chi per biografia racchiude in modo emblematico quel futuro del quale parla Eliot, e anche l’unica Unione Europea possibile.

Ad accompagnare la mostra, c’è il volume fotografico che porta lo stesso titolo “Gegendas Vergessen” (Edition Pandora): in tutto 125 ritratti, ognuno con un breve commento, una breve biografia. Lì l’autore scrive: “Questo progetto lo dedico a un uomo che nel 1970 è giunto come semplice operaio da un paesino della Sicilia qui in Germania. Questo uomo è padre di sette figli. Questo uomo non aveva alcun nesso con la fotografia. Questo uomo non aveva tempo per l’arte e la cultura. Questo uomo mi ha insegnato a lavorare duro. Questo uomo è mio padre. Il suo nome è Paolo Toscano ed è morto il 31.07.2015 all’età di 68 anni. Luigi Toscano, il tuo primogenito”.

Le radici italiane di Luigi Toscano, fotografo e film maker,non sono evidenti solo dal nome, anche la fisionomia non lascia dubbi al riguardo. Capelli nero corvini, occhi scuri, tratti decisamente mediterranei.

Photo credits: Luigi ToscanoPhoto credits: Luigi Toscano

Ma quando poi parla, racconta della famiglia originaria di Caltanisetta, lo fa in un tedesco perfetto, senza accento, senza sbavature grammaticali. E chi l’ascolta ha un momento di straniamento. Toscano racconta del padre che in Germania non ha fatto altro che lavorare, lavorare e ancora lavorare. Ritorni in Sicilia ce ne sono stati pochi, eppure, racconta Toscano incontrato un paio di settimane fa alla Fiera del Libro di Francoforte:“Fino all’ultimo mio padre non ha mai veramente parlato in tedesco”. Il padre gli ha insegnato la concretezza e Toscano ne ha fatti di lavori, prima di ritrovarsi per caso in mano una macchina fotografica e scoprire in sé non solo la passione, ma anche il talento.

Toscano dunque, con quel suo aspetto tipicamente mediterraneo, quel tedesco impeccabile e quel suo interesse per la storia del Vecchio Continente, che è quella fatta di mille sfaccettature, di milioni di volti, di storie finite nell’oblio ma che vale la pena riportare alle coscienze, non solo è il prodotto di questa Europa, ma ne incarna anche il senso.

La mostra “Contro l’oblio” continuerà il suo viaggio attraverso l’Ucraina, in gennaio farà tappa al Museo dell’Olocausto di Dnipropetrovsk, Ucraina orientale, e poi a Lviv (ex Leopoli) Ucraina occidentale. Successivamente tornerà in Germania per poi sbarcare molto probabilmente in Israele e negli Stati Uniti.

Per saperne di più, seguire le tappe dell’esposizione: http://luigi-toscano.de

@affaticati

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