Il Künstlerhaus - Halle für Kunst & Medien, tempio del modernismo austriaco situato all’interno di un parco verdeggiante, è un luogo simbolo di cultura che ha visto sorgere due albe ugualmente significative. La prima nel 1952, quando venne costruito con un’impronta architettonica unica da Leo Scheu, a testimonianza di un’Austria capace di risorgere dalle ceneri del conflitto mondiale, la seconda nel 2013, quando la firma dei Bramberger Architects ha riportato agli antichi splendori i suoi 670 metri quadrati espositivi pronti ad accogliere, oggi come allora, la testimonianza e l’innovazione dei tempi moderni.


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Il Künstlerhaus fa del suo impegno espositivo, di sostegno alla produzione e di confronto su temi artistici e d’attualità un vanto, un motivo in più di connessione per un pubblico nazionale ed internazionale in continua evoluzione. La collettiva Abstract Hungary presenta per il periodo estivo ventiquattro artisti ungheresi di diverse generazioni, uniti dal fil rouge dell’arte astratta, e si pone come ulteriore capitolo all’interno di un progetto narrativo incentrato sul concetto di astrazione molto caro al museo. Gli artisti invitati a partecipare coprono tutte le aree di interesse sia dell’istituzione sia dei visitatori: non mancano quelli famosi e riconosciuti a livello mondiale - László Moholy-Nagy e Victor Vasarely, Dóra Maurer e János Fajó – pionieri degli anni Sessanta, come i giovani che direttamente o meno sono stati ispirati dai maestri, ed espongono da pochi anni o addirittura per la prima volta i loro lavori.

L'arte astratta in Ungheria ha una storia travagliata lunga decenni, molti dei quali trascorsi senza che le sue motivazioni intrinseche venissero riconosciute o apprezzate, e tuttavia queste si sono evolute nel tempo come gli stessi portavoce, una volta evidentemente più minimalisti e riflessivi, oggi più esibizionisti e istintivi, entrambe le parti alla ricerca della possibilità di lasciare una traccia duratura e senza tempo. In ambedue i casi, quello che salta all’occhio nella visione d’insieme è l’atteggiamento mentale condiviso che trascende la forma e il linguaggio, e cerca di andare oltre le barriere politiche, sociali, economiche e tecnologiche. Per questo motivo, nonostante il titolo Abstract Hungary circoscriva con precisione l’esposizione, in realtà non definisce nulla a livello nazionale, non vi è alcuna riconoscibilità di tempi e spazi. In qualche modo è proprio questo titolo a sottolineare l’ampiezza di vedute, di approcci e di percezioni vividi anche all’interno di un microcosmo regionale, amplificando e rimarcando la complessità di un movimento artistico diffuso a livello mondiale.

La produzione in mostra ne è un esempio, dal momento che spazia dalla pittura alla scultura, dalle installazioni alla ceramica, fino a fotografia e video, in dialogo tra loro come nel caso di Stage Monument di Tamás Kászas (2017), un intervento scultoreo e performativo ispirato alla produzione di Lajos Kassák, uno spazio funzionale a spettacoli e workshop, come punto di incontro per i visitatori, come palcoscenico per chiunque voglia trovare un luogo e un’occasione per esprimersi.

  @benedettabodo

Abstract Hungary

Künstlerhaus, Halle für Kunst & Medien, Graz

24 giugno — 07 settembre 2017

http://www.km-k.at/en/exhibition/abstract-hungary/text/

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