Photo credit: Valerio Vincenzo
Photo credit: Valerio Vincenzo

Valerio Vincenzo è un fotografo napoletano, classe 1973, con una vita scandita dagli scatti e molti ricordi alle spalle legati al suo nomadismo professionale, diviso tra i Paesi Bassi, Parigi e Milano. Vincenzo ha vissuto i suoi primi vent’anni in un’Europa totalmente differente da quella che conosciamo oggi, un paese fatto di dogane e frontiere che dal 1995 si trovò ad attraversare, giovane studente di economia, con in tasca i documenti e una partnership in International management, direzione Francia.


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Passare i controlli? Non una banalità, ha raccontato in un’intervista “Dovevi rispondere a certi requisiti, per esempio, avere una certa somma di denaro su un conto bancario francese. Noi, che eravamo tutti studenti, avevamo sviluppato questa tecnica: versavamo tutti i soldi sul conto di uno che faceva la sua domanda. Poi questi soldi passavano sul conto del secondo che faceva la sua domanda e così via. Io credo di essere stato chiamato in Prefettura cinque o sei volte, l'ultima volta, perché avevo firmato dei documenti con la penna blu, mentre avrei dovuto firmarli con quella nera”.

La possibilità di viaggiare e circolare liberamente, sancita dall’Accordo di Schengen tra gli anni Novanta e Duemila, è un privilegio che Vincenzo ha voluto ricordare e raccontare attraverso le sue immagini, scattate all’interno di un progetto fotografico cominciato dieci anni fa. Un percorso lungo più di 20.000 km, intrapreso lungo le rotte indicate dai GPS e dalle mappe stradali, alla ricerca di una traccia di quei confini oggi cancellati dalla natura e dall’uomo, una celebrazione della libertà resa attraverso la profonda serenità che alberga in più di 130 vedute. Percorrendo a zig-zag la frontiera, Vincenzo ha allenato il proprio occhio, capace negli anni di scovare posti forti, interessanti visivamente e storicamente “Uno dei posti più emozionanti che ho visto è la frontiera tra l’Austria e l’Ungheria: un posto molto intenso, dove, durante la Guerra Fredda, c’è stato il famoso pic-nic che ha dato il via all’abbattimento della Cortina di Ferro.”

Il progetto è stato ispirato dal ricordo del suo vissuto, ma è ad una foto di Cartier Bresson che raffigura una dogana a Bailleul, tra la Francia e il Belgio, che si deve la scintilla che ha fatto divampare Borderline - Frontiers of Peace. I 26 paesi appartenenti allo spazio Schengen, con i loro 16.500 km di confini oggi liberamente valicabili, sono stati attraversati dal fotografo nel corso di diversi viaggi. Il primo ha visto Vincenzo seguire la frontiera orientale della Francia, dal Belgio fino a Ventimiglia, scattando centinaia di fotografie di cui ne ha selezionate una decina, servendosene per finanziare i viaggi successivi. Così, anno dopo anno, ha raccolto i fondi per ogni nuovo viaggio, compiuto nel periodo estivo, cioè quando le giornate sono più lunghe e più luminose, ed è riuscito a portare a termine il progetto quasi allo scadere del decimo anno.

Anche se non è detto che si concluda definitivamente, anche vista l’attualità del tema proposto. “Per quello che vedo e che leggo, in realtà ormai è tardi: non si può più tornare indietro. La libera circolazione in Europa ha già mostrato tutti i suoi lati positivi per poterla cancellare in un attimo. […] Quella che si vede oggi è una situazione di crisi che non è destinata a durare. Anche la guerra in Siria un giorno finirà e, quel giorno, le migliaia di rifugiati che oggi bussano alle porte d’Europa torneranno nel proprio Paese. Quando è stata concepita l’area Schengen non si era previsto che potessero ricrearsi situazioni come quella attuale per cui si stanno creando dei problemi amministrativi che non si è in grado di risolvere.”

Fino al 15 giugno una selezione di immagini è stata esposta all’Italian Cultural Center di Zagabria, a seguito di altre esposizioni in Francia e Belgio susseguitesi a partire dall’inizio di quest’anno, consacrate in una pubblicazione dedicata.

@benedettabodo

Borderline - Frontiers of Peace

http://www.valeriovincenzo.com/content/borderline-frontiers-peace

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