In ogni momento storico, ed in ogni angolo del globo, non esiste momento in cui non si preghi per la fine dei conflitti, non ci si batta per affermare i diritti dell’individuo, non si desideri la sicurezza e la serenità per sé e per i propri cari. Ogni minuto vissuto nel mondo porta con sé un pensiero di Pace, e benché ciascuno prenda forma in un contesto diverso non ci sarebbe da stupirsi se la rappresentazione dell’idea di Pace risultasse simile, o perlomeno accomunata da una simbologia familiare, ad esempio una colomba o un ramoscello di ulivo.

Photo credit Schirn
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E se non fosse sempre così? Se provassimo a dare un’altra faccia, un’altra definizione di cos’è la Pace? Un tema così universale e condiviso eppure così ambivalente e discusso, a livello artistico può diventare una vera sfida.


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Una sfida che la Schirn Kunsthalle di Francoforte ha raccolto e rilanciato ad un collettivo di artisti contemporanei, a cui ha domandato di rappresentare il funzionamento di un contesto pacifico. Philipp Demandt, direttore della Schirn Kunsthalle, ha infatti detto a proposito degli intenti della mostra "Che cosa è la pace? La domanda è semplice, la risposta è difficile. Per questo abbiamo deciso di cambiare la prospettiva e chiedere: come funziona la pace effettivamente? La pace è un tema molto rilevante per la società, sfida le discussioni e il coinvolgimento attivo. Le opere esposte nella mostra mostrano come gli artisti del nostro tempo si avvicinino alla questione, fornendo risposte e provocando contemporaneamente pensieri".

In dodici artisti hanno risposto alla chiamata, tutti provenienti dai quattro angoli del mondo, tra cui Jan De Cock (belga) e Minerva Cuevas (messicana), Ed Fornieles (inglese) e Surasi Kusolwong (thailandese), Isabel Lewis (Reppublica Domenicana) e Lee Mingwei (cinese), ed ognuno di loro ha preso in esame l'argomento PEACE da una prospettiva diversa, legata alla propria attualità. Il percorso espositivo si apre con l'installazione partecipativa, The Letter Writing Project (1998 – in corso), di Lee Mingwei, classe 1964, pensata dall’artista dopo la perdita della madre. Sentendo di non averle detto tutto ciò che avrebbe voluto quando era ancora in vita, Mingwei ha continuato a scriverle per un anno dopo la sua morte, ed il fatto di aver espresso concretamente i propri sentimenti, la gratitudine, il rimorso, il perdono, lo ha confortato, spingendolo a creare un’installazione che accoglie il pubblico e lo invita a fare lo stesso, a scrivere per non lasciare nulla in sospeso, per riconciliarsi con sé stessi e con il destinatario della missiva. L’installazione Golden Ghost (2011/2017), di Surasi Kusolwong, classe 1965, si compone invece di cumuli di residui della lavorazione e produzione tessile industriale, tonnellate di rifiuti prodotti dall’industria in nome del consumismo, dentro cui si celano piccoli ciondoli d’oro che l’artista ha realizzato in edizione limitata per questa esposizione. I visitatori possono cercarli, mentre l’atto della ricerca di qualcosa di prezioso tra così tanto scarto solleva domande e riflessioni su arte, prodotti e valori.

Partendo dal presupposto che la Pace non si presenta sotto una singola forma, ma si tratta piuttosto di un risultato ottenuto tramite il contatto tra singoli individui e veri e propri ecosistemi, questa selezione di opere ed artisti esamina le condizioni di vita create dall’uomo in diversi paesi del mondo. L'attenzione non è incentrata sull’essere umano, ma sulla conseguenza delle sue azioni e delle sue scelte a livello mondiale, a cominciare dall'ambiente. Se vogliamo vivere in Pace ed in equilibrio con tutto ciò che ci circonda, dobbiamo stabilire quale priorità dare a cose, situazioni, persone e via dicendo. La mostra PEACE vuole proprio accendere una riflessione prima ed una discussione a seguire su ciò che può essere considerato Pace. Per questo oltre l’esposizione sono stati organizzati eventi live come lezioni, letture, spettacoli di danza e musica, costantemente aggiornati e promossi anche dal sito internet della mostra, curata da Matthias Ulrich secondo una linea di pensiero precisa "La pace è presente, è armonia, è essere presenti e responsabili con il mondo e con gli altri“. Che spinge ad un ulteriore approfondimento "La storia della pace è vecchia quanto l'umanità stessa. Mentre la guerra è spesso considerata nella natura umana, la pace è considerata qualcosa di molto più fragile e fugace. In un’epoca mediatica come la nostra, la guerra e la violenza sono eventi redditizi e i politici concentrano una grande attenzione su di essi. La pace riceve un più ampio riconoscimento sociale solo quando la disparità economica diventa meno importante e la crescita collettiva è più attraente. La mostra PEACE costruisce connessioni con l'aiuto di cui si riconoscono altri approcci a una vita in pace e in pace".

È la solita vecchia storia, ovvero sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

@benedettabodo

Peace
Schirn Kunsthalle, Francoforte
1 luglio – 24 settembre 2017
http://www.schirn.de/en/exhibitions/2017/peace

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