Photo credit: Boy Balancing Knowledge, Fibreglass mannequin, Dutch wax printed cotton textile, books, globe, leather and steel baseplate. 156 x 94 x 120 cm. © 2015, Yinka Shonibare MBE.

Una delle tre Pearl Lam Galleries, sedi espositive di stampo orientale, trova casa nel cuore della città Stato più famosa del sud-est asiatico, situata sull'estrema punta meridionale della penisola malese. É proprio a Singapore che il nuovo anno è stato inaugurato con la prima personale in galleria dell’artista anglo-nigeriano Yinka Shonibare, che in quest’occasione ha presentato i suoi ultimi lavori, immagini finora conservate nei recessi della sua memoria.


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I ricordi d'infanzia in Nigeria, le favole e le tradizioni locali, gli scorci ed i colori tipici della cultura africana sono emersi dal personale di Shonibare, che li ha tradotti principalmente in sculture e dipinti sgargianti e onirici, molto diversi dai connotati politici dei protagonisti che solitamente animano le sue opere.

Yinka Shonibare, nato in Gran Bretagna nel 1962, all’età di tre anni fece ritorno con la famiglia a Lagos, in Nigeria, dove visse fino al suo rientro in terra britannica, coerente con la sua volontà di studiare arte prima in quello che oggi è il prestigioso Saint Martins College of Art and Design, ed in seguito all’altrettanto noto Goldsmiths College. Entrato a pieno titolo in quello che è conosciuto come il movimento della Young British Artists’ generation, fu quando quest’ultimo prese piede negli anni Novanta che la carriera di Shonibare prese il volo, forte delle sue riflessioni sulla globalizzazione contemporanea e di una personale interpretazione del concetto di colonialismo.

Per questo motivo il percorso artistico di Shonibare è costellato di opere che mettono l’accento - attraverso i media più disparati, da pittura a scultura, da fotografia a film e performance - su argomenti caldi, come le differenze di razza e di classe. Il fulcro attorno al quale Shonibare ha modellato tutto il suo fare artistico è dunque la costruzione di un’identità contemporanea, sia individuale che collettiva, una costruzione cha passa attraverso l’analisi delle differenze culturali, sociali, economiche e politiche tra Africa ed Europa.

Tranne che in pochi casi, come per le opere in mostra alla Pearl Lam Galleries.

Per questa esposizione, dal titolo Childhood Memories, l’artista si è allontanato dal suo contesto e dall’impegno politico per realizzare sculture e dipinti spiccatamente surrealisti, come se volesse discostarsi da vincoli sociali o ideologici che avrebbero potuto limitare l’immaginazione ed il ricordo. L’unico elemento che è rimasto saldo sono le stoffe batik, con cui da anni veste le sue sculture ed i modelli delle sue fotografie.

La prima parte della mostra comprende sculture basate su ricordi d'infanzia, a metà tra i personaggi dei suoi sogni e delle sue fantasie di bambino, e le immagini legate alla sua educazione, al folklore e alla natura che lo hanno accompagnato fin da piccolo. Ad esempio, con l’opera Ibeji (Twins) Riding a Butterfly, l'artista si sofferma sul significato dei gemelli nella cultura nigeriana, che li identifica come esseri divini capaci di benedire o rovinare la propria famiglia, mentre con la scultura Boy Sitting Beside a Hibiscus Flower rappresenta un ragazzo seduto all’ombra di un grande fiore, ricordando quelli nel giardino della sua infanzia a Lagos. Ancora, la scultura Girl Balancing Knowledge raffigura una ragazza che sembra danzare reggendo una pila di libri vacillanti con la mano sinistra, una riflessione sulle opportunità offerte dall’apprendimento e sul peso della conoscenza, sul concetto di volontà e di possibilità.

Un album di ricordi in tre dimensioni, fortemente caratterizzato da una ricchezza di dettagli multicolor e da fantasie esotiche che sono ormai un tratto distintivo della pratica artistica di Shonibare, attento osservatore in bilico tra due mondi agli antipodi, eppure connessi da secoli.

@benedettabodo

Childhood Memories. Yinka Shonibare

Pearl Lam Galleries , Singapore

21 gennaio - 13 Marzo 2016

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