Si è concluso da una manciata di giorni il Korea Film Fest, appuntamento fisso che daquindici anni mette in collegamento Firenze con la cultura coreana, proponendo un palinsesto ricco di eventi unico nel suo genere nel nostro Belpaese. Obiettivo del Festival, oltre alla collaborazione istituzionale tra i due paesi coinvolti, è la sensibilizzazione del pubblico italiano nei confronti del poliedrico universo culturale coreano, un approfondimentoportato avanti attraverso diversi canali di comunicazione,dal grande schermo ed il cinema d’autorealleesposizioni temporanee e iconvegni dedicati.

Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, centro di ricerca e produzione artistica fiorentino, un complesso monumentale originariamente convento di clausura, recuperato nel 2004 e trasformato in edilizia residenziale pubblica, attività commerciali e spazi sociali, ha aderito all’iniziativa del Festival ospitando in residenza sette artisti e due curatrici coreane.


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Jiyoung LEEe Kko-kka LEE, due capisaldi della curatela coreana, già impegnate in progetti legati alla Biennale di Venezia del 2016, hanno selezionato per l’evento alcuni nomi importanti del panorama artistico coreano, ancora poco conosciuti nel nostro paese. I sette artisti coinvolti ed ospitati, che hanno dato vita ad un’esposizione di una ventina di opere tra videoinstallazioni, fotografie, dipinti e sculture, sono Chanhyo BAE, Minjeong GUEM, Sungpil HAN, Yiyun KANG, Jongku KIM, Seoungwon WON, Jihye YEOM.

Straniamento, in italiano sinonimo di lontananza e alienazione, è il titolo scelto dalle curatrici per tradurre i sentimenti condivisi contemporaneamente dal pubblico italiano nei confronti dell’arte contemporanea coreana, e dagli artististessi rispetto alle relazioni tra la loro arte e quella di altri paesi. Attraverso l’accettazione di una resistenza culturale che implica un maggior impegno per comprendere e comunicare, il percorso espositivo è stato studiato per affrontare questa distanza ed attenuare il senso di straniamento al termine dell’esperienza di mostra. Si pensi alla serie Existing in Costume di Chan-Hyo BAE, in cui l’artista si immagina negli estranei panni – dettagliati fin nel minimo particolare - di una nobildonna occidentale in varie epoche storiche.

Un esercizio di stile di alto livello, utile ad esorcizzare il senso di straniamento geografico provato dall’artista durante il periodo trascorso a Londra, portandolo all’estremo. Sungpil HAN s’interroga invece sulla complessità delle differenti culture proponendo attraverso la fotografia – di grandi dimensioni, paragonabile alle riproduzioni su edifici in ristrutturazione, a mascheramento di un cantiere - nuove interpretazioni del nostro quotidiano, elementi architettonici totalmente estranei al contesto eppure evocativi, simbolo di una identità culturale precisa. Yiyun KANG è famosa per i suoi progetti di video mapping, installazioni che prevedono proiezioni site specificattraverso cui è possibile esplorare lo sviluppo di ambienti relazionali, in questo caso una tela bianca che si modifica sotto i movimenti dell’artista.

Si tratta di una manipolazione tecnologica e illusionistica alla quale è associata una sequenza di suoni che ricordano il bussare dei prigionieri una volta rinchiusi nel vecchio complesso delle Murate. Per arrivare infine a Jongku KIM, scultore che lavora macinando con fatica il ferro, fino a ridurlo in polvere, trasformandolo da materiale forte e solido in qualcosa di leggero e imprevedibile. Usando forme calligrafiche, egli applica la polvere di ferro sopra una tela, su cui stende uno strato di colla poliuretanica per fermarne la volatilità in maniera più o meno calcolata. Infatti, una volta sollevate le tele, la gravità fa cadere l’eccessoe lascia una serie di parole scritte in coreano ma di difficile comprensione.

Un’esposizione che equivale ad un’esplorazione attraverso il linguaggio visuale di sentimenti condivisi e valori comuni, espressi in maniera differente ma non meno incisiva rispetto all’arte occidentale.

@benedettabodo

Straniamento. Seemingly familiar or seemingly unfamiliar
30 marzo – 29 aprile 2017
Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Firenze
http://www.lemuratepac.it/straniamento-seemingly-familiar-or-seemingly-unfamiliar-30-marzo-29-aprile

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