Laddove normalmente proliferano gessi, marmi e sculture classiche di vario genere, da ieri fioriscono distese organiche, frutto di una natura vivace, colorata, morbida. Parliamo dell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, che ospiterà per tutto il periodo estivo un grande protagonista - specialmente quest’anno, indiscutibilmente il suo anno - del panorama artistico nazionale ed internazionale.

Photo credit Leo Gilardi
Photo credit Leo Gilardi

Dopo la grande retrospettiva inaugurata ad aprile al MAXXI di Roma, che approderà anche al Centre Pompidou di Parigi e al Centro Reina Sofia di Madrid, dopo convegni e giornate di studio a cui è stato chiamato a partecipare come relatore insieme ai responsabili del PAV – Padiglione d’Arte Vivente di Torino -, ecco inaugurato un nuovo momento di incontro con Piero Gilardi, papà delle spiagge e dei cieli in poliuretano espanso.


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L’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Carrara si fa infatti teatro - o meglio serra, giardino - di un approfondimento dedicato ad un tema da sempre caro a Gilardi, ovvero il rapporto tra uomo, cultura e natura. Un confronto incoraggiato dalla presenza di nove lavori prodotti a partire dagli anni Sessanta, due installazioni interattive e sette Tappeti-Natura, opere che rappresentano angoli di natura incontaminata fatti di gommapiuma, un materiale morbido al tatto e in un certo senso anche alla vista. Parliamo della tipologia di lavori più famosi di Gilardi, scorci universalmente riconoscibili nel mondo dell’arte, paesaggi intrisi di una poetica che rimanda alla Pop art ed omaggia il suo mentore, Claes Oldenburg.

L’esposizione a Carrara si serve delle spiagge e dei gabbiani, dei greti di torrenti come dei campi coltivati ed ancora dei boschi innevati, per creare un paesaggio inedito, sospeso tra natura e artificio, che accoglie il visitatore con l’intento di istruirlo ed aprirgli gli occhi. Infatti, scopo ultimo della poetica gilardiana è di riportare nel mondo la giusta dose di attenzione e dedizione nei confronti dell’ambiente, non solo per ammirarne la bellezza e l’eterogeneità, ma anche per responsabilizzarci – finchè siamo in tempo – rispetto ai pericoli dell’industrializzazione e dei cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento. Gilardi, classe 1942, si è distinto fin dall’inizio della sua carriera per il suo impegno politico e sociale, sostenuto da una creatività dirompente e dal fascino delle nuove tecnologie interattive. La sua espressività, la sua indipendenza come artista, la piena coscienza delle problematiche relative il disastro ecologico corrente, sono alcuni dei punti di forza ed anche di partenza per approfondire non solo la sua produzione, ma l’evolversi della stessa con il passare del tempo.

Il titolo della mostra, Estetiche dell’Antropocene, porta quindi a riflettere sull’era geologica attuale, nella quale all'essere umano e alla sua attività sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche.  Siamo in grado di utilizzare quello che abbiamo a disposizione – l’arte, la tecnologia, i mezzi di comunicazione – per svegliarci dal nostro torpore, per agire a difesa della natura e della vita? Come ricorda Gilardi, “L’Arte deve entrare nella vita, ma dato che la vita è alienata, occorre impegnarsi anche a liberare e disalienare la vita.”

 @benedettabodo

PIERO GILARDI. Estetiche dell’Antropocene
Accademia di Belle Arti di Carrara
7 luglio - 26 agosto 2017
www.accademiacarrara.it

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