L'Art Gallery of Ontario venne fondata nel 1900 con il nome di Art Museum of Toronto, anche se divenne nota a tutti come “The Grange", amichevole appellativo che faceva riferimento all’ispirazione vagamente campestre della sede espositiva. Successivamente ampliata nel 1974, venne costruito un nuovo edificio comunicante con la struttura principale, necessario per accogliere le nuove ingenti donazioni che arricchirono la già consistente collezione.


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Finché non fu la volta dell'architetto Frank Gehry, chiamato a cambiarle definitivamente i connotati nel 2008, a seguito di un ulteriore generoso lascito di oltre 2.000 opere d’arte canadese ed europea per volontà di Ken Thomson, uno dei collezionisti canadesi più importanti, venuto a mancare dieci anni fa.

In questo modo la collezione dell’AGO oggi conta di più di 90.000 opere d'arte, ed è quindi ufficialmente tra i più ricchi ed importanti musei d'arte del Nord America. Volendo far onore a questo primato, L'AGO investe ogni anno in attività interattive, di divulgazione e coinvolgimento per le famiglie ed i visitatori, motivo per cui quest’estate ha scelto di inaugurare un'ambiziosa mostra contemporanea interamente incentrata sulla storia del paese, sulle sue ambizioni, i suoi irrisolti e le nuove promesse.

Non è un caso, poichè risale al primo luglio 1867 la proclamazione della nascita di questo giovane paese, fino ad allora colonia britannica comprensiva di solo quattro delle attuali province, cioè l’Ontario, il Quebec, la Nova Scotia e New Brunswick. L’anniversario dei 150 anni viene celebrato in tutto il paese e l’AGO non ha voluto essere da meno, proponendo una mostra dinamica che mira a ripercorrere le tappe salienti della sua storia – compresi gli errori del passato - per arrivare preparata ad affrontare il futuro con nuovi propositi.

Per questo motivo è stato scelto il titolo Every. Now. Then: Reframing Nationhood e sono stati invitati artisti emergenti ed affermati provenienti da tutto il Canada, tra cui Gu Xiong e Yu Gu, Robert Houle, Meryl McMaster, Seth, Esmaa Mohamoud, Ed Pien e Shuvinai Ashoona. I curatori Andrew Hunter, Quill Christie-Peters, Anique Jordan e Laura Robb hanno selezionato oltre trenta progetti artistici e multimediali del tutto inediti - oppure realizzati in tempi molto recenti - ed hanno allestito l'intero quarto piano di AGO.

"Al centro di questa mostra vi è la nostra convinzione che il Canada sia un paese dinamico, di “lavori in corso", dice Andrew Hunter. Molti artisti contemporanei stanno riflettendo e confrontandosi su ciò che il Canada è stato, quello che è, quello che sarà. Attraverso una varietà di supporti visivi intendiamo attirare l'attenzione dei visitatori su questioni di assenza, cancellazione e memoria, chiedendo loro in modo creativo: "Come facciamo ad andare avanti, a migliorare come paese?"

Le opere presenti in mostra sono state selezionate perché offrono una panoramica variegata di storie culturali, tradizionali e spirituali differenti, a sottolineare il complesso tessuto di culture e di identità che compongono il Canada. Come quella degli inuit, testimoniata dalle illustrazioni di Shuvinai Ashoona, una delle prime artiste ad esprimersi attraverso il disegno e a raccontare la realtà della sua gente. Oppure la storia di Esmaa Mohamoud, artista che ha vissuto il razzismo in prima persona ed attraverso i suoi lavori vuole affrontare il rapporto conflittuale che i suoi connazionali hanno con il colore della sua pelle. Nel caso di Meryl McMaster, l’artista utilizza la fotografia per esplorare la storia della sua famiglia, indigena, e in generale il vissuto che si cela dietro le colonizzazioni, poco argomentato a scuola ed in generale nel sociale.

Centocinquant’anni di storie che hanno scritto il passato, determinato il presente e devono poter condizionare il futuro del Canada, meglio ancora perchè raccontate attraverso le opere e lo sguardo di artisti contemporanei.

@benedettabodo

Every. Now. Then: Reframing Nationhood

Art Gallery of Ontario, Canada

29 giugno – 10 dicembre 2017

http://www.ago.net/every-now-then-reframing-nationhood 

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