Disponibile nei cinema italiani dal 27 aprile The Circle è un cyber-thriller psicologico estremamente contemporaneo che narra le possibili evoluzioni o “involuzioni” della realtà social. Tratto dal romanzo Il Cerchio di Dave Eggers del 2013, best seller paragonato più volte al capolavoro letterario 1984 di George Orwell, un’opera visionaria e politica che ha anticipato le paure e le angosce della società moderna, legate indissolubilmente alla manipolazione occulta dei mezzi di comunicazione, strumenti che nelle pagine del libro vengono utilizzati per controllare le menti e le masse, mostrandoci attraverso una forma di narrazione profetica un mondo conturbante e terrificante, eppure così familiare, dove è sempre l’individuo a pagarne le conseguenze maggiori.

Locandina del film "The Circle".
Locandina del film "The Circle".

“La guerra è pace”, “La libertà è schiavitù”,“L’ignoranza è forza”

Eggers ci mostra un futuro distopico con la medesima chiave di lettura di Orwell rivisitata però in una versione iperconnessa, dove le nuove tecnologie prendono il posto del Grande Fratello - personaggio immaginario descritto nel celeberrimo romanzo del 1949 - capaci di costruire un sistema totalitario per mezzo di un linguaggio soft e moderno in grado di utilizzare la Rete per monitorare la società attraverso un controllo esasperato della vita privata che punta all’annientamento della privacy, suggerendoci i possibili e inquietanti sviluppi dei social network. Una realtà dove la trasparenza obbligatoria rappresenterebbe l’unica forma di democrazia possibile.


LEGGI ANCHE : La nouvelle vague che arriva dalla Siria


A James Ponsoldt è spettato l’arduo compito di portare sul grande schermo l’acclamato libro, descrivendo i poteri e i limiti estremi dei social media attraverso la macchina da presa, offrendo al grande pubblico la possibilità di vedere le conseguenze della perdita del privato, affidando dati estremamente personali ai diversi social network. Una pellicola che tenta di muovere una riflessione circa i comportamenti compulsivi che caratterizzano gli utenti di oggi sempre più esibizionisti e bramosi di notorietà, schiavi dei feedback immediati.

“Ogni segreto è una bugia”

La giovane protagonista Mae Holland interpretata da Emma Watson è una neolaureata estremamente ambiziosa con diverse problematiche in famiglia, tramite un’amica riesce ad ottenere un colloquio che le permetterà di accedere al lavoro dei suoi sogni all’interno della più moderna e tecnologica società al mondo, The Circle appunto, azienda leader nel settore informatico. The Circle rappresenta una fusione dei servizi offerti dalle più importanti multinazionali tecnologiche odierne, guidate dal veterano Eamon Bailey - interpretato dal talentuoso Tom Hanks - che incarna contemporaneamente tutti i CEO a noi più noti, il personaggio raffigura i lati migliori e “peggiori” di Jobs, Zuckerberg, Gates e infine Dorsey. Fiore all’occhiello dell’azienda hi-tech a cui tutti devono adeguarsi è il social network dal nome TruYou basato sulla gestione a 360° del rapporto Utente-Rete, canalizzando in una sola piattaforma tutte le identità social degli utenti sparse precedentemente e caoticamente nel web.

“Perché conoscere è un bene … ma sapere tutto è meglio!”

Ben presto l’euforia iniziale che porterà Mae a muovere goffamente i primi passi all’interno della nuova realtà lavorativa si trasformerà in una consapevolezza sempre maggiore delle proprie capacità e potenzialità, permettendole di proseguire agevolmente l’ascesa aziendale. Ammagliata dai benefit offerti dal Cerchio alloggiati in una struttura/panopction trasparente e completamente alla luce del sole - che garantisce all’osservatore la possibilità di poter sorvegliare costantemente tutti i soggetti al suo interno - l’intraprendente protagonista si lascerà inizialmente cullare dal carismatico fondatore della società che si mostrerà capace di esaltare il potenziale della giovane donna, incantata dagli slogan filosofici del Guru - che ripete costantemente quasi fossero dei mantra - accetterà di prendere parte ad un esperimento che le ruberà totalmente la privacy, ritrovandosi ad essere una cavia monitorata 24 ore su 24 in diretta streaming, in un regime di totale trasparenza.

Il cast è ricco e variegato, un doveroso omaggio deve essere rivolto in favore del compianto Bill Paxton, che grazie a quest’ultima interpretazione mostra ancora una volta le grandi capacità recitative nella parte del padre malato di Mae. La Watson si mostra all’altezza del ruolo anche se non regge il confronto diretto con Hanks, capace più volte di rubarle completamente la scena. Il film di Ponsoldt, caratterizzato da una estetica perfetta, mantiene molti punti nodali del libro risultando più che godibile per tutta la sua durata fino a quando il regista americano decide di cambiarne il finale a favore di uno più prevedibile e ambiguo, facendo perdere la forza trainante del romanzo. Leggermente fuori tempo, la trasposizione cinematografica non regge l’originalità del fortunato romanzo datato oramai di quattro anni, complice la rapidità evolutiva di internet e la contemporaneità degli eventi a cui siamo sempre più abituati a vivere, il lungometraggio estremizza il nostro presente online senza mai realmente interpretarlo, accontentandosi di descriverne la superficialità a differenza delle indovinate serie tv Black Mirror e Mr Robot, che hanno anticipato magistralmente le tematiche del lungometraggio.

 @dg_greco 

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE