I lavori dei migliori artisti del continente sono stati raccolti nella città sudafricana dal collezionista Jochen Zeitz. Nel weekend di apertura i visitatori del Zeitz Mocaa erano 24 mila. Lo spazio sarà aperto gratis a tutti gli africani, mentre le opere esposte sui mercati toccano quote accessibili a pochi.

Si dice che a volte i numeri parlino più delle parole ed, in effetti, in questi ultimi giorni il mondo dell’arte non conta che quelli sul pallottoliere della lontana Cape Town, a pochi giorni dall’inaugurazione del più grande museo dedicato all’arte contemporanea africana, lo Zeitz Mocaa.


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A partire da un edificio simbolo della capitale del Sud Africa - il Grain Silo Complex - completamente ristrutturato ed adattato dal prestigioso studio Heatherwick in collaborazione con il V&A Waterfront, cuore del porto di Città del Capo. Proseguendo con 9 piani espositivi per altrettanti anni di preparativi, 80 gallerie distribuite su 57 metri d’altezza per 9.500 mq totali che ospitano anche18 aree educative, un giardino di sculture sul tetto, un deposito, un centro per la performance; terminando con 34 milioni investiti nel progetto e 24.000 presenze nel primo week end di apertura.

Tornando alle parole, un progetto grandioso, reso possibile grazie alla volontà e alle disponibilità di un manager tedesco che a soli trent’anni divenne amministratore delegato del marchio Puma ed oggi è nel consiglio di amministrazione di Harley-Davidson. Jochen Zeitz, classe 1963, è conosciuto per essere un manager brillante, un filantropo dedito alla sostenibilità ambientale, un amante del continente nero – dove ha casa da quattordici anni -  ed un incredibile collezionista di arte contemporanea africana.

Non poteva esistere dunque una casa più adatta di Città del Capo per ospitare la sua collezione, che ha visto la luce quindici anni fa ma è da una decina che cresce a contatto di artisti come Marlene Dumas e Chris Ofili, Owusu-Ankomah e Kudzanai Chiurai, Rashid Johnson e Julie Mehretu, Nandipha Mntambo e Ghada Amer, Andrew Putter e Liza Lou. Come ha detto lo stesso Zeitz in una recente intervista “In termini di ubicazione, Cape Town è una città incredibilmente creativa, unica, diversa; una sorta di portale verso l’Africa. Una città che è spesso raggiunta da visitatori locali e stranieri da tutto il mondo. Dopo molti anni di ricerche per trovare un luogo in grado di ospitare la mia collezione in crescita, fortunatamente abbiamo avuto un incontro con lo staff del V&A Waterfront e abbiamo compreso che avremmo potuto lavorare in parallelo. Loro stavano cercando di comprendere come ridestinare al meglio lo storico Grain Silo, mentre io e Mark (Coetzee, curatore sudafricano N.d.R.) stavamo costituendo una collezione d’arte africana che volevamo trovasse collocazione in Africa e che potesse essere vista il più possibile.

E non poteva esserci un momento migliore per inaugurare le prime undici mostre temporanee, stando ai dati comparati delle vendite delle case d’asta dall’anno scorso ad oggi. Si consideri infatti che le quotazioni delle opere d'arte africane contemporanee sono cresciute dalle cinque alle dieci volte negli ultimi 10 anni, ed il mercato delle aste internazionali di arte africana contemporanea si è allineato velocemente al nuovo trend, tanto che dopo una decade in cui Bonhams aveva mantenuto il monopolio, oggi anche Sotheby's ha un dipartimento di arte africana contemporanea e Christie's non è da meno.

A questo proposito Giles Peppiat, responsabile del settore di Bonhams ha dichiarato: "l'Africa è una nuova Cina nel settore dell'arte. Quando la Tate, lo Smithsonian e le altre istituzioni similari cominciano a spingere per organizzare esposizioni di arte africana contemporanea, vuol dire che qualcosa di rivoluzionario è avvenuto nel mercato dell'arte”.

Per lo Zeist Mocaa la sfida sarà dimostrare che questo grandioso investimento privato non è fine a se stesso ma si pone come istituzione ormai imprescindibile e innovativa, trampolino di lancio per gli artisti di in un Paese che solo da pochi anni ha la reale percezione della potenza della propria produzione artistica contemporanea, e può crescere ancora molto.

Zeitz ne è consapevole, “Per troppo tempo si è ritenuto che non ci fossero occasioni o momenti per presentare la stessa arte africana che visitavamo nei musei di tutto il mondo, in Africa, alla sua gente. Il libero accesso a tutti (formula ‘Access for All’) assicura che il pubblico locale sarà sempre in grado di visitare il museo e fruire dell’esperienza dell’arte. […] Il mio desiderio è che più persone possibili, di qualsiasi età, possano trovare conforto visitando il museo, dal quale si dovrebbe uscire ispirati ed eccitati.”

@benedettabodo

www.zeitzmocaa.museum

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