Santiago del Cile. Un Museo di Arte Contemporanea che da oltre cinquant’anni – nonostante i terremoti che ciclicamente hanno danneggiato l’ala ovest del Palazzo delle Belle Arti – ospita nei suoi 7000 metri quadrati espositivi esempi di tenacia e creatività su scala mondiale. Con un occhio di riguardo alla capacità di ricostruire e reiventarsi, sempre alla ricerca di nuovi punti di vista, mantenendo ben salde le proprie radici latine.

photo credit: www.internazionale.it
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Sarà per questo che all’interno di queste mura il lavoro di Carlo Gavazzeni risuona particolarmente suggestivo, perfettamente accordato. E Gavazzeni di tonalità se ne intende, dal momento che il nome della sua famiglia è scritto nella storia della musica italiana da generazioni.


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Casa Ricordi è infatti la più grande casa editrice musicale nazionale, un’istituzione che parla e respira musica ma anche teatro, danza, letteratura. Una sinfonia culturale che ha guidato con naturalezza il giovane Carlo, classe 1965, permettendogli di crescere artisticamente e facendolo approdare infine ad un mezzo espressivo che si affida allo sguardo e ai colori, più che alle note e alle parole. Si dice che fu con la Leica M4 di suo nonno che Carlo scattò i primi ritratti in bianco e nero, rimanendo folgorato dall'immediatezza del mezzo fotografico.

Sarà poi una Linhof a guidare i suoi occhi, a catturarne visioni e ricordi, a spingerlo ad esplorare nuove possibilità espressive. Gavazzeni infatti non si limita a scattare fotografie, ma sperimenta tecniche e impostazioni in autonomia, manipolando e spesso danneggiando la pellicola attraverso i processi chimici di sviluppo. La mia idea è quella di giocare con l’impressione della luce, che porta un segreto, come se potesse raccontarti tutto ciò che è successo attraverso gli anni. Le mie foto tentano di mostrare tutte le immagini che il nostro cervello riesce ad immagazzinare e a rielaborare. Immagini, quindi, che si fondono l’una sull’altra; in questo modo tutte le volte che si chiudono le palpebre, quel paesaggismo diventa sempre più interiore”.  Nelle sue opere è sempre presente la sua storia, le sue origini così profondamente caratterizzanti che gli permettono di trasformare in vere e proprie scenografie teatrali ciò che osserva e su cui imposta uno scatto.

Una modella d’eccezione per Gavazzeni è la capitale per eccellenza, la decadente e carismatica Roma, ammirata in tutti i suoi secoli di gloria, fasti e rovine tutte da reinventare. Perché la poesia degli scatti dell’artista – che in questo caso ha scelto di utilizzare una tecnica che combina la sovrapposizione di più fotografie – risiede nella capacità di movimentare la luce ed i colori all’interno della scena, vivificandola. Ed ecco che la fotografia, il mezzo attraverso cui solitamente fissiamo un momento della storia, in cui cristallizziamo il tempo che in realtà continua inesorabilmente a scorrere, diventa invece un ponte tra passato e presente, un’opera viva e senza tempo.

Al MAC di Santiago del Cile sono esposte – oltre ad una sintesi del lavoro realizzato dall’artista milanese per le sue mostre romane, dove la protagonista indiscussa è proprio la capitale italiana - sedici fotografie di dimensioni monumentali che ritraggono una serie di vedute della Puglia, altro luogo del cuore di Gavazzeni.

La mostra è a cura di Claudio Strinati, estimatore del lavori di Gavazzeni Ha rielaborato la tecnica fotografica in un modo personalissimo, attraverso un percorso di ricerca e di studio. Il risultato finale è una specie di stratificazione di molte immagini con luci diverse, una cifra stilistica che è nello stesso tempo fotografica e pittorica”.

@benedettabodo

Memoria de la retina

MAC - Museo de Arte Contemporáneo, Parque Forestal di Santiago del Cile

4  novembre 2016 - 22 gennaio 2017

http://www.mac.uchile.cl/exhibiciones/expo/memoria-de-la-retina

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