Particolare locandina del film "La parte degli angeli"
Particolare locandina del film "La parte degli angeli"

Inizia a gamba tesa e con pochi sorrisi, in tribunale. Siamo a Glasgow, in mezzo a bianchi poveri che sopravvivono tra furti, alcolismo e più o meno piccoli reati. Il giovane protagonista, Robbie/Paul Brannigan ne ha già una bella sfilza alle spalle.


LEGGI ANCHE : La street art al servizio delle città e dei cittadini


Feccia era suo padre e feccia anche suo fratello, in un destino di brutte periferie dove è difficile riuscire a liberarsi dal giogo di un futuro predestinato. Sei nato lì e lì morirai, ripetendo gli errori dei tuoi predecessori senza via di scampo. Grazie ad una moglie incinta e al figlioletto in arrivo, viene invece graziato dal giudice, nonostante le sue pesanti colpe. Il desiderio di cambiare di Robbie è reale e per questo dovrà lottare. Per farlo capire alla sua compagna e ai di lei parenti, non solo per uscire lui per primo da quella spirale di violenza che sembrava aver deciso il suo cammino. Condannato a trecento ore di lavori socialmente utili, avrà la fortuna di diventare un esperto di whiskey e soprattutto di cogliere l’opportunità di svoltare - in meglio - la propria vita. Con l’aiuto di un gruppo variegato di colleghi, la working class deviante ma pentita saprà guadagnarsi un posto al sole, strappandoci più di un sorriso.

Il regista è quel genio di Ken Loach e questo mette subito in chiaro come questi fatti verranno narrati. Il grande cineasta sceglie la qualità autoriale alla sua maniera: senza rompere le palle agli spettatori e senza tediarli inutilmente e più del dovuto. La forza di questo racconto è non voler diventare teoria. È una fiaba, è una commedia che viene dal dramma umano e reale, sapendo però farci ridere e sorridere con sagacia ed intelligenza. Un inno alla vita, all’amicizia e alle seconde opportunità. Nonostante tutto.

È un titolo più leggero del solito, più spensierato della cinematografia classica alla quale il maestro ci ha abituato. La vita è dura e l’attenzione agli ultimi è ancora protagonista, ma questa volta c’è una inattesa speranza a fare la differenza.

La parte degli angeli è un buon film che si posiziona tra la desolazione post industriale di Full Monty, la saccenteria alcolica di Sideways e una bella favola a lieto fine.

@brillabbestia 

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE