«Intendono distruggere la Siria, l'unico Stato Arabo indipendente rimasto, nonché cuore dell'Asse della Resistenza (in sinergia con Iran ed Hezbollah)». Quello che lo scrittore e studioso australiano Tim Anderson attua nel suo accurato e ben documentato saggio, La sporca guerra contro la Siria – pubblicato nel 2016 dalla Global Research Publishers e l'anno successivo in Italia da Zambon Editore –, è un radicale ribaltamento della prospettiva riguardo la guerra in Siria, le sue vere cause e gli interessi nascosti delle potenze coinvolte.


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Tim Anderson, chi vuole distruggere la Siria e auspica un suo cambio di regime?
I principali aggressori sono gli USA insieme al Regno Unito e la Francia – ex-dòmini coloniali della Siria –, con i loro partners regionali, Arabia Saudita, Turchia, Qatar e Israele.

Cosa si intende per “Osservatorio Siriano per i Diritti Umani”?
Esso è costituito da un solo uomo stabilitosi in Inghilterra – un individuo legato ai Fratelli Musulmani siriani –, chiamato Rami Abdul Rahman. Si è accreditato con successo come fonte-chiave di 'informazione' per i media occidentali in relazione a questa guerra. Appoggia i jihadisti e si dimostra con tutta evidenza fazioso, ma sembra che ciò non infastidisca più di tanto i media.

Che tipo di legame unisce gli Stati Uniti alle forze di opposizione confessionali?
L'ex vice-presidente degli Stati Uniti Joe Biden ammise, alla fine del 2014, che gli alleati USA – Arabia Saudita, Turchia, Qatar e altri – avevano finanziato e armato TUTTI i gruppi jihadisti, inclusi al-Nusra e ISIS. I poteri occidentali hanno cercato solo di tenere a distanza ISIS/DAESH; l'ISIS, tuttavia, utilizza principalmente armi americane.

Qual è il ruolo dei Fratelli Musulmani e dei Wahabiti nella destabilizzazione di questa regione?
I Fratelli Musulmani siriani hanno comandato e armato i gruppi ostili al governo siriano fino alla penetrazione dell'ISIS nella regione, avvenuta nel 2013. I loro principali sponsor erano Qatar, Turchia e altri. I Sauditi, tuttavia, divennero piuttosto invidiosi dell'ascendente dei Fratelli Musulmani, così preferirono finanziare e armare altri gruppi jihadisti, come l'ISIS, da loro creato in Iraq. La maggior parte delle volte i Fratelli Musulmani siriani hanno cooperato con i gruppi a vocazione internazionale di Al-Qaeda, ma altre volte (quando stanno perdendo o sono occupati in guerre territoriali) si scagliano gli uni contro gli altri.

Ha trovato elementi di discontinuità tra le amministrazioni Obama e Trump in relazione alla guerra in Siria?
Sembra che vi sia maggiore continuità, anche se ciò non è ancora chiaro. Nel 2016 Trump ventilò la possibilità di un ritiro dalla guerra in Siria, ma il suo attacco missilistico ad aprile mostra che evidentemente intese di dover attaccare la regione per dimostrare la propria credibilità all'interno dei confini americani. Allo stesso tempo, truppe americane hanno apertamente invaso lo Stato siriano, utilizzando come loro intermediari due gruppi di estrazione curda, l'YPG e l'SDF.

Quali sono le responsabilità di ONG come Avaaz, Human Right Watch e Amnesty International?
Questi gruppi non sono strettamente governativi, ciò nonostante penso che vadano piuttosto considerati alla stregua di società di pubbliche relazioni. Non possono essere ritenute vere e proprie ONG (NGO), che si sottopongono a qualsiasi controllo comunitario e mantengono la propria indipendenza dai poteri forti. Sotto l'amministrazione Obama non si riscontravano differenze tra la Casa Bianca e Avaaz/Human Right Watch/Amnesty International in nessuna particolare questione legata alla guerra. Infatti, sia i funzionari di Human Right Watch che quelli di Amnesty International lavoravano intercambiabilmente con il Dipartimento di Stato americano. Vedremo se qualche differenza emergerà con la presidenza Trump.

Cosa potrebbe dirci circa le distorsioni della verità operate dai media occidentali (BBC, The Guardian, ecc...)? E su Al-Jazeera?
Vi sono molti, molti casi inerenti la realizzazione di propaganda di guerra ad opera di al Jazeera, della BBC, dell'inglese Guardian e altri. Non mi riferisco solo alla distorsione delle notizie quanto al loro ruolo attivo nella produzione di prove.

Molte di queste provengono dai media occidentali a vocazione 'liberale', come chiarisco in questo articolo.

Cosa si intende per false flag (Houla, Daraya, Aqrab, l'impiego di armi chimiche nella Ghouta orientale, ecc...)?
False flag significa un atto di guerra o un crimine di cui viene deliberatamente incolpata la fazione avversa. Il conflitto siriano è pieno di atti di questo genere, come spiego nel mio libro La sporca guerra contro la Siria. In due capitoli documento i false flags relativi al massacro del villaggio di Houla nel maggio 2012 e l'incidente delle armi chimiche nella Ghouta orientale nell'agosto del 2013. L'obiettivo di fondo è il tentativo di nascondere la violazione della legge internazionale implicita nell'aggressione contro la Siria e di diffondere un messaggio relativo a 'circostanze straordinarie' che ne giustifichi la violazione della sovranità.

Cosa ne pensa del recente, presunto impiego di armi chimiche nella zona di Idlib e delle successive ritorsioni a opera degli Stati Uniti?
Un altro caso di false flag, molto simile a quello occorso nella Ghouta orientale più di tre anni prima, entrambi presentati come falsi dalle prove indipendenti raccolte dal Professor Ted Postol, consulente in medicina legale del Pentagono.

Molti profughi fuggono dalla Siria per poter accedere a cure urgenti. Qual è il vero impatto delle sanzioni contro questo Paese?
Molti sono fuggiti dalla Siria, ma molti altri sono diventati degli sfollati interni, che nella maggioranza dei casi cercano rifugio nelle zone controllate dall'esercito siriano. Mentre il terrorismo sostenuto dagli occidentali crea il caos nel Paese, le sanzioni occidentali rendono la vita estremamente difficile. Il WHO (World Health Organization) ha recentemente fatto notare che le sanzioni economiche occidentali impediscono l'accesso a medicine, cibo e carburante.

In che modo l'ISIS riceve armi dagli Stati Uniti e da altri Paesi?
Per la maggior parte attraverso intermediari, come Turchia e Arabia Saudita.

Cosa ne pensa riguardo l'accordo sulla creazione di quattro zone-cuscinetto?
Dipende da chi controlla queste zone. Il pericolo attuale è che gli Usa e i loro alleati useranno queste zone per demolire la Siria – per esempio provando (illegalmente) a ritagliare lo staterello curdo fuori dalla Siria. Se, al contrario, ciò rappresenta un prolungamento della tregua, aiuta a isolare i gruppi terroristi e favorisce il processo di riconciliazione interna promosso da Musalaha [organizzazione no-profit che favorisce il riavvicinamento e la riappacificazione tra Israeliani e Palestinesi, ndr.], potrebbe risultare alquanto utile.

Lei ha messo in guardia sulla manipolazione della verità. A chi credere?
Non possiamo credere a questi governi – e a questi media assoggettati – che negli ultimi sei anni hanno tentato di distruggere la Siria. L'inganno si annida al cuore di questa sporca guerra. Per lo meno, le persone dovrebbero tenere presente anche il “versante opposto”, in questo caso i media siriani, iraniani e russi. Nei media in lingua inglese vi sono validi giornalisti e analisti indipendenti,  come i seguenti: Sharmine Narwani, Vanessa Beeley, Eva Bartlett, Stephen Gowans, Stephen Lendman, Tom Duggan, Caleb Maupin, Mnar Muhawesh, Kevork Almassian, Rick Sterling, Marwa Osman, Alexander Mercouris e Brandon Turbeville. 

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