Il divario digitale o digital divide è la differenza di possibilità e capacità di accedere effettivamente alla tecnologia. Ovvero chi può effettivamente e realmente accedere ed ha la capacità per fruirne e chi no.

Le prime personalità politiche di peso internazionale che hanno affrontato il tema del digital divide sono stati Al Gore e Bill Clinton nei primi anni novanta, quando decisero di dare vita ad un forte sviluppo dell'infrastruttura di internet in tutti gli Stati Uniti.


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Il concetto può riferirsi sia ad un divario esistente tra diverse persone, o gruppi sociali dello stesso Paese che al divario esistente tra diverse regioni di uno stesso Stato, o tra diverse regioni del mondo.

Ma chi è che rimane escluso dall’accesso alla tecnologia e perché?

Le variabili sono diverse, prendiamo in considerazione solamente le principali.

- Strutturali: in alcuni paesi la qualità delle infrastrutture non consente l’accesso, vale a dire che non esistono fisicamente le reti. Questo divario è, oggi, solo parzialmente migliorato dalla diffusione di device che utilizzano tecnologia satellitare (ad esempio smartphone e tablet).

- Economiche: insufficiente reddito per acquistare computer o smartphone o tablet e i necessari canoni di accesso alla navigazione

- Sociali: l’età è un divario molto forte, perché per le generazioni più anziane la comprensione e la dimestichezza con le nuove tecnologie sono molto più ostiche. Il livello di istruzione è anche un motivo di difficoltà, sia nelle popolazioni in cui saper leggere e scrivere è un privilegio di pochi, sia nelle popolazioni del cosiddetto primo mondo dove è molto diffuso l’analfabetismo di ritorno.

- Politiche: non in tutti i Paesi l’accesso alla rete è libero. In molte parti del mondo i contenuti sono censurati e i cittadini possono vedere solo quello che è consentito dal potere politico centrale, più o meno democratico che sia. Esempio più famoso di questo tipo particolare di digital divide è la Cina.

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