Il Forrest Gump del cinema esiste davvero ed è originario di un piccolo villaggio del Zhejiang, nella Cina orientale; si chiama Chen Penbin, 36 anni di professione pescatore e ultra-maratoneta in condizioni estreme.

 Vincitore con un record di 13 ore 57 minuti e 46 secondi della 100 km Antarctic Ice Marathon, Chen è anche l’unico atleta estremo al mondo ad aver partecipato – e completato – tutte le ultra-maratone nei sette continenti. Ad arrivare secondo un italiano, Oscar Giazzi con 16:03.39 ore e il giapponese Kenichi Okazaki con 17:34.48 a completare il podio.


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Seguito a vista d’occhio dalle telecamere dell’emittente di Stato CCTV, in una gara dalla difficoltà estrema, Chen ha vinto grazie ad una forte determinazione e un allenamento mirato: 42 chilometri al giorno con pesi da cinque chili addosso e un training nella regione nord-orientale dell’Heilongjiang dove le temperature raggiungono i 30 gradi sotto zero.

Ma Chen non è nuovo alle ultra-maratone. Prima di prendere il volo che lo avrebbe portato alla medaglia d’oro in Antartide, l’uomo è arrivato terzo nella ultramaratona di Doliho da 255k all’inizio dell’anno e ancor prima secondo nella Jungle Marathon del 2012 nella foresta amazzonica in Brazile, il pescatore del Zhejiang ha gareggiato in numerosissime maratone in Australia, Cina – la Gobi March nel Xinjiang, nella Cina nord-occidentale, da 250 km – Grecia e nel deserto del Sahara in Marocco, tutte dai 100 ai 250 km. Quest’ultima una maratona ai limiti del possibile, denominata ‘la Maratona dell’inferno’, sei giorni estenuanti per percorrere 243 chilometri con soli 11 corridori su oltre 850 ad aver raggiunto il traguardo. La prima ultra-maratona nel 2009 quando ha corso sulle Alpi francesi per 106 km.

Una passione, quella per gli sport estremi, nata durante la sua prima “spedizione” su un monte nei pressi del suo villaggio per prendere l’acqua. Da lì la partecipazione, contro la volontà dei suoi genitori che non lo ritenevano una fonte di guadagno, a diverse gare a livello locale e nazionale che lo hanno poi portato alle ultra-maratone. “Quando pescavo, immaginavo il mondo e ora sono riuscito a girare il mondo correndo”, ha dichiarato Chen che ha sempre sognato di poter mettere il naso fuori da quel villaggio di pescatori posto su un isolotto la cui unica connessione con il mondo era il villaggio sulla riva opposta.

@GiTescione

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