photo credit Helene Schjerfbeck, Self-portrait with Palette, 1937 © Helene  Schjerfbeck/Bildupphovsrätt 2016. Albin Dahlström/Moderna Museet
photo credit Helene Schjerfbeck, Self-portrait with Palette, 1937 © Helene Schjerfbeck/Bildupphovsrätt 2016. Albin Dahlström/Moderna Museet

L’artista come centro. Colui che “opera nel campo dell'arte come creatore o come interprete” in qualche caso anche identificabile come “persona di temperamento gentile” a volte contraddistinto “dai gusti raffinati” in qualche modo sempre “eccezionalmente sensibile alla bellezza.”


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Non a caso, nel corso della storia, gli esempi di incredibili vite d’artista, in accordo con le produzioni che hanno lasciato ai posteri, sono assolutamente variegate e affascinanti.

Non a caso le personalità che hanno lasciato un segno indelebile nelle più importanti corti europee hanno firmato interi capitoli di storia dell’arte, e spianato la strada a nuove possibilità, a giovani colleghi che hanno osato ancor di più. Basti pensare al passaggio di secolo in secolo, dal prestigio dell’essere la prima scelta del sovrano al vivere – spesso brevemente - ai margini della società, senza alcun riconoscimento se non quello del movimento artistico di appartenenza. 

Non a caso il Modern Museet di Malmö - fratello minore del Museet di Stoccolma, inaugurato cinquant’anni dopo quest’ultimo - ha scelto di unire le forze con l'Accademia Reale di Belle Arti ed il Museo Nazionale per riunire una carrellata di artisti fra i più importanti, magnetici, rivoluzionari, imprenditoriali, visionari della storia dell’arte dal XIV secolo ad oggi, in particolare delle loro collezioni.

Il risultato ottenuto permette di riflettere su preconcetti quali l’estromissione della donna dal mondo dell’arte fino a tempi molto recenti, scoprendo molte figure poco famose al grande pubblico ma attive fin dal XIX secolo, donne che hanno rivendicato spazio e colore per esprimersi. Un percorso che consente di approfondire in che modo le mosse di un artista hanno influenzato il mercato dell’arte, come addirittura lo hanno guidato verso un porto piuttosto che un altro, partendo dalle esperienze della pittrice Rosa Bonheur fino al regno incontrastato del contemporaneo Jeff Koons.

Ancora, viene incoraggiato il confronto tra il ruolo delle prime botteghe d’artista con quello sempre più autorevole delle Accademie, dove il rigore e la tecnica vengono acquisiti e messi a servizio dell’elaborazione di nuovi stili ed interpretazioni. Attraverso questo passaggio, è più semplice seguire l’evoluzione dal sapere pratico - fatto della conoscenza diretta di tecniche e materiali - alle fondamenta dell’apprendimento teorico, divenuto basilare al giorno d’oggi e che coinvolge direttamente gli artisti stessi.

Inoltre, benchè la maggior parte degli artisti presentati in mostra siano portavoce della cultura occidentale, questa mostra lascia largo spazio alle produzioni frutto di incontri con altre realtà sociali, religiose e politiche.

Tra gli artisti presentati in mostra, attraverso autoritratti oppure opere chiave della loro ricerca, si segnala in particolare la svedese Siri Derkert, famosa per le sue opere espressioniste e soprattutto per i dipinti sulle pareti della metropolitana di Stoccolma, messaggi di pace e di attivismo politico a favore delle donne che le valsero una personale al Moderna Museet di Stoccolma nel 1960, a due anni dall’apertura del museo. Non è da meno la connazionale Hilma af Klint, la cui ricerca di una dimensione spirituale del quotidiano si tradusse in un astrattismo magnetico, espressione di un contesto al di là di ciò che gli occhi possono percepire. Helene Schjerfbeck, pittrice finlandese vissuta a cavallo del XX secolo, è nota invece per uno stile molto variegato, definito con il passare del tempo realistico, romantico, impressionistico, simbolistico, espressionistico e addirittura astratto, evoluzioni di una ricerca letteralmente leggibili sul suo volto, dal momento che prediligeva gli autoritratti. Senza tralasciare ovviamente nomi illustri ed opere altrettanto importanti nella storia dell’arte come quelle di Vassilij Kandinskij e Picasso, Rubens e Renoir, Cindy Sherman e Jeff Koons.

Un viaggio attraverso i secoli, guidati da occhi e spiriti illuminati, perché “Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale.” (Proust).

@benedettabodo 

The Artist

Moderna Museet, Malmö

24 settembre 2016 – 19 febbraio 2017

http://www.modernamuseet.se/malmo/en/exhibitions/the-artist/

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