Photo credit: www.badcomics.it
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Cosa accade quando la fantascienza si fonde con il genere noir e viene farcita con le nostre odierne fobie digitali? 


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BAO Publishing ha presentato l’11 maggio in fumetteria e in libreria un’opera partorita dalla fervida immaginazione di Briant K.Vaughan e illustrata magistralmente dagli spagnoli Marcos Martìn e Muntsa Vicente: The Private Eye. Graphic novel premiato nel 2015 come Best Digital/Web Comic e vincitore anche di un Harvey Award come Best Online Comics Work, che ci invita - attraverso una narrazione immaginifica - ad un’attenta riflessione circa gli attuali pericoli rappresentati dalla sempre più fragile barriera esistente tra la sfera pubblica e quella privata, che rischia di assottigliarsi sempre più a causa del boom dei social media.

Una webcomic pop che nasce inizialmente in digitale nel 2013 sul sito Panelsyndicate (where you can acquire the entirety of the story for whatever you’d like to pay!) e riproposta - dato il grande successo - in una versione cartacea nel 2015 attraverso un grande volume cartonato orizzontale - 29 x 18 cm - decisamente inusuale per gli standard tradizionali del fumetto ma molto accattivante, che strizza l’occhio ad un pubblico di nicchia e maturo, un formato widescreen simile ad uno schermo del cinema in 16:9 che ha permesso al maestro Martìn la possibilità di dare libero sfogo alla propria creatività, fecondità inventiva che ha letteralmente gettato sulle tavole del libro. Le decisioni stilistiche ricordano il film A Scanner Darkly, lungometraggio del 2006 ispirato dall'omonimo racconto di Philip K. Dick, in grado di offrire un’esperienza visiva unica attraverso il rotoscoping - tecnica di animazione ideata per creare uno stile fumettistico partendo da una pellicola girata precedentemente.

The Private Eye possiede dunque tutte le carte in regola per assicurarsi un posto d’onore fra le grandi opere distopiche cult, grazie ad un linguaggio graffiante, ironico e fresco ma che al tempo stesso non rinuncia ad una forma di narrazione complessa in grado di comunicare le fragilità e i pericoli del sistema. Un prodotto grafico di oltre 300 pagine che descrive il collasso della società da un punto di vista differente rispetto ai canoni standard a cui siamo abituati, ma sicuramente più attuale. Sfogliando le accese pagine del volume veniamo infatti catapultati in una Los Angeles futuribile in cui ad un certo punto il Cloud esplode e con esso tutti i dati e le informazioni private, facendo divenire la cronologia accessibile e fruibile a chiunque. Il cedimento del complesso sistema informatico genera una fuga di dati mondiale che comporta un nuovo inizio per la società, dove internet e i social network rappresentano solo un vago ricordo e i cittadini sono costretti ad uscire di casa e a vivere la quotidianità indossando una maschera o addirittura un costume intero per tutelare la propria privacy, utilizzando al posto del proprio nome uno pseudonimo per relazionarsi nella nuova realtà dove la vita privata è oramai di dominio pubblico. Il nodo del fumetto è dunque il ribaltamento della prospettiva, rompendo il preesistente equilibrio tra l’identità virtuale e quella reale. I giornalisti sono divenuti i nuovi garanti dell’ordine pubblico, chiamati a riportare in prima pagina ogni evento degno di nota e rilevante, in questo mondo si muove il protagonista del racconto, un moderno paparazzo che per sbarcare il lunario smaschera le identità e le realtà che si celano dietro i tecnologici costumi indossati dai paranoici cittadini di L.A. Il primo caso che seguiremo assieme all'investigatore privato ci porterà a vivere le vicende di una giovane cliente che commissionerà al detective una ricerca decisamente atipica, ovvero di scrutare tutte le informazioni che la riguardano, il caso si rivelerà in seguito essere molto più complesso del previsto.

@dg_greco

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