Particolare della locandina del film "Truman, un vero amico è per sempre".
Particolare della locandina del film "Truman, un vero amico è per sempre".

Questa settimana voglio parlarvi di Truman, un vero amico è per sempre. Uscito nella primavera del 2016, è un titolo spagnolo molto interessante.


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Ci racconta del dolore della fine di una vita senza scendere nel melodrammatico, senza urlare, senza strapparsi le vesti. Che non vuol dire prendere sottogamba la situazione, vuol dire accettarla e cercare di vivere al meglio il nostro tempo sulla terra.

Julian è un attore di teatro argentino che vive a Madrid. È un seduttore, un brillante, un campione. È un malato terminale. Un tumore diffuso lo sta portando al capolinea. Va incontro alla morte con il sorriso sulle labbra, con vicino gli amici di sempre. Ha lottato e a lungo, ma adesso, è ormai giunto il momento di accettare la sorte avversa. In queste ultime settimane, vuole essere affiancato da persone che gli vogliono bene. Non solo persone, ma anche un cane, lo splendido Truman. Si fa raggiungere per l’occasione dall’amico Tomas, madrileno che adesso vive in Canada. La vita reale non permette all’amico di poter restare più di quattro giorni in Europa e quindi non vivrà l’esperienza del suo capezzale. I due vivono questo tempo con serenità, stando lontani dai cliché e guardandosi bene dal parlare di addii lacrimosi e strazianti. La forza di questo film è proprio raccontarci l’avvicinamento alla morte senza lacrime manifeste, presentandoci al contempo non freddi automi ma personaggi reali e credibili. Seguiamo il protagonista nei suoi ultimi giorni, vivendo di sorprese. Nella gente che lo incontra e che già conosce il problema, rivediamo i diversi tipi umani. Diverse reazioni al dolore ed alla morte. Chi vuole salutarlo e chiarire dei non detti, chi si nasconde e fa finta di non vederlo. Chi semplicemente perde la parola davanti a questo male, chi pensa al denaro, chi lo saluta con nonchalance come se nulla fosse. Tutto ciò, odora di realtà.

La narrazione del regista Cesc Gay è perfetta, bravo nel dosare le informazioni facendoci capire la gravità della situazione passo dopo passo, senza sbatterci subito davanti agli occhi la tragedia. Ci suggerisce cosa vuol dire avere una data di scadenza e cosa negli ultimi giorni, sia davvero importante. È un film che fa sorridere e che fa pensare. Ovviamente, per il tema trattato, sarà difficile non esser tristi alla fine della proiezione. Forse, guarderemo alla vita con un sorriso, cercando di farci scivolare le piccole insidie che ci impediscono, quotidianamente, di essere sereni.

Truman ha vinto numerosi premi Goya, tra cui Miglior Regista, Miglior Attore Protagonista, Miglior Attore Non Protagonista, Miglior Film e Miglior Sceneggiatura Originale. Un palmares di tutto rispetto.

È un film delicato. Sulla morte, ma soprattutto sulla vita.

Gli attori Ricardo Darín/Julian e Javier Cámara/Tomas sono bravi nel mantenere in scena quanto richiesto dal copione, non permettendo al lutto imminente di diventare lui stesso il centrale protagonista del film, lasciandolo comunque presente in ogni scena. Di sfondo, anche quando ci sarebbe da sorridere, come a ricordarci che sulla morte è giusto scherzare ma solo fino ad un certo punto.

Un ottimo film, da vedere.

@brillabbestia 

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