Da sempre, tendenze dispotiche e derive autoritarie rappresentano le sfide alla democrazia. Platone fu tra i primi a scrivere che i risentimenti creati dalla democrazia ed il desiderio di autorità forte sono le condizioni ottimali per un tiranno. Poco meno di due secoli fa, Tocqueville affermava come nuove forme di dispotismo possono sorgere dalle disfunzioni della democrazia rappresentativa. Oggi, il successo dei populismi pone delle domande cruciali su come salvare le nostre democrazie dai nuovi rischi autoritari.


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Negli ultimi anni, l’esito delle urne ha dimostrato che i cittadini non vogliono più sostenere le élite e preferiscono credere nella promessa dei populismi. Sembra ripetersi la fine dell’Ancien regime, quando i popoli reclamarono il loro ruolo nella storia, ribellandosi contro i palazzi del potere. Vale la pena di ricordare che quel momento di rottura non fu solo l’inizio della Rivoluzione francese, ma anche delle dittature moderne. Come in quell’occasione, e poi negli anni Venti e Trenta del secolo scorso, anche oggi nuovi regimi autoritari possono nascere dalle proteste di piazza e dagli appelli al popolo. Questi rischi sembrano preoccupare sempre di più, ora che la politica populista sta conquistando il potere, affermando il ritorno alle sovranità, la chiusura al mondo globale e la difesa dei confini.

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