Nell’era dei social media e della democrazia diretta, l’incontro dei Grandi non potrà avere nulla di esoterico, ma essere concreto, pena l’irrilevanza.


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Era il mese di maggio del 2016 quando il capo di gabinetto del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker provocò non poche reazioni con un tweet provocatorio. #G7 2017 with Trump, Le Pen, Boris Johnson, Beppe Grillo? A horror scenario that shows well why it is worth fighting populism, “G7 2017 con Trump, Le Pen, Boris Johnson, Beppe Grillo? Uno scenario dell’orrore che mostra bene perché è necessario combattere il populismo”, aveva scritto su Twitter Martin Selmayr, un ex portavoce dell’esecutivo comunitario diventato l’omnipresente braccio destro dell’ex primo ministro lussemburghese. È passato un anno, e la boutade di un brillante comunicatore si è rivelata per ora solo parzialmente corretta.

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