Bate Boyko ce l’ha fatta ancora. Dopo una campagna elettorale accesa e dagli esiti incerti, le urne hanno dato il loro responso definitivo, restituendo a Boyko Borisov, leader del partito conservatore bulgaro GERB, la poltrona di primo ministro. Una poltrona che lo stesso Borisov aveva lasciato, dimettendosi nel novembre 2016 a seguito delle elezioni presidenziali che videro trionfare il socialista Rumen Radev contro Tsetska Tsacheva, candidata del GERB. Una sconfitta, quella delle elezioni presidenziali, che Borisov ha voluto personalizzare, usandola per mettere in difficoltà gli avversari e aprendo una crisi di governo che solo ora sembra risolversi. Ma i problemi per la Bulgaria non sono affatto risolti, anzi la lunga crisi parlamentare ha aggravato la situazione economica, allontanando gli investitori spaventati dalla troppa instabilità politica.


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