Stimolato dal nostro dossier dello scorso numero sui Balcani dimenticati, l’ex ministro Fassino, forte della sua esperienza di 20 anni fa, prova a sollecitare una più convincente risposta europea ai bisogni dei paesi nati dall’implosione della ex Jugoslavia.


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In un orizzonte internazionale oscurato da molte nubi, raramente i Balcani appaiono all'attenzione della politica e delle cancellerie europee. Eppure tutti abbiamo nella memoria lo spaventoso massacro di Srebrenica e le atrocità che soltanto due decenni fa devastarono i territori della Jugoslavia, dalla cui dissoluzione nacquero nazioni segnate dalla guerra e dalla pulizia etnica. Tant'è che per mettere la pace di Dayton al riparo da nuovi odi etnici e conflitti nazionalistici, la comunità internazionale decise di schierare nei Balcani 60.000 soldati della Nato, grazie alla cui presenza da vent'anni la regione non conosce più guerre.

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