È un prete eritreo che aiuta i migranti dal Nord Africa a salvarsi: perché Padre Mussie Zerai, prima di divenire sacerdote, è stato lui stesso emigrante. Candidato al Nobel per la pace  inserito da Time fra le figure più influenti al mondo, racconta la sua storia e quella di chi attraversa il mare.


LEGGI ANCHE : Il respiro dell'Africa. Intervista a Richard Mason


Un uomo a cui rivolgersi in un momento di necessità, ma anche una voce autorevole nel mondo delle migrazioni. Padre Mussie Zerai − o semplicemente Padre Mosè − è molto più che un numero di telefono al quale aggrapparsi in un momento di disperazione: è un ponte di dialogo fra l’indigenza del Corno d’Africa e il dibattito sulle politiche europee dei flussi migratori. Critico nei confronti degli accordi bilaterali, Don Mussie Zerai è conosciuto soprattutto per essere un “call center umano”. Il suo numero di telefono è scritto nei cellulari dei migranti, sulle pareti dei centri di detenzione della Libia, nelle oasi del deserto o sulle magliette di chi affronta un viaggio pieno di incognite. Chi è in difficoltà lo chiama, sapendo di trovare un alleato dall’altra parte del telefono. Padre Zerai risponde sempre: anche lui ha lasciato l’Eritrea nel 1992 per un futuro migliore in Italia.

Per continuare a leggere, acquista il pdf del numero.

Per abbonarti, visita la nostra pagina abbonamenti.

concorso