Fino a poco tempo fa si pensava che il 2017 sarebbe stato un annus mirabilis per la politica europea, un anno in cui l’establishment liberale dei principali Paesi dell’Ue sarebbe stato spazzato via, cedendo il posto ai populisti. Quegli esponenti dell’ondata illiberale che erano già al potere, come Kaczynski in Polonia o Orban in Ungheria, si consideravano i pionieri di un nuovo mainstream europeo. I nazionalconservatori polacchi (PiS) erano talmente certi che il vento stesse soffiando a loro favore da vedere nell’euroscettico Regno Unito (e non nella Germania) il proprio alleato chiave all’interno dell’Ue.


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