Per i cinquant'anni dell'IILA, il Museo MAXXI di Roma ospita mercoledì 15 novembre un incontro tra grandi interpreti della cultura latinoamericana e italiana. 'Per "aprire una porta tra i due mondi". E trovare il modo migliore per fare della cultura un motore di sviluppo economico e sociale 

Conosciuto ufficialmente come Centro di Arti Visive, il museo del fango fu fondato nel 1979 in Paraguay per rendere omaggio al carattere pluriculturale e multietnico del Paese. E per cercare di ammorbidire quella barriera da sempre esistente tra l’arte considerata erudita e quella indigena e popolare. Il gioco di parole poi tra “barro” (in spagnolo fango) e barrio (quartiere) riassume lo spirito e lo scopo del museo: diventare uno spazio comune, accessibile a tutti e che fonda la sua forza proprio sulla diversità culturale. Quello stesso spirito che il suo attuale direttore, Ticio Escobar (avvocato, accademico, critico d’arte), porterà tra pochi giorni a Roma per celebrare i 50 anni dell’IILA, l’organizzazione internazionale italo-latino americana, all’incontro dal titolo “Cultura e sviluppo: una prospettiva italo-latino americana” che si terrà al Museo MAXXI il prossimo 15 novembre.


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L’iniziativa vuole «aprire una porta tra l’Italia e il continente Latinoamericano» spiega María Rosa Jijón, segretaria culturale dell’IILA «aggiornare la discussione sulla cultura latinoamericana, sui suoi attuali protagonisti, sulle tematiche di cui si occupa e sull’imprenditoria culturale nel continente». Nata a Quito, Ecuador, nel 1968, María Rosa Jijón nella sua vita artistica (è artista visiva, attivista e mediatrice culturale) e accademica ha sempre ricercato la collaborazione, la partecipazione diretta e la produzione di conoscenza. E come responsabile culturale si è posta l’obiettivo di promuovere e divulgare progetti e iniziative che permettano di collegare le sponde dei due continenti attraverso il dialogo e lo scambio di saperi.

«La cultura è uno strumento di sviluppo sostenibile - continua Jijón - si mantiene nel tempo e deve essere garantita come diritto fondamentale: nel momento in cui diventa centrale nella vita dei cittadini sono poi loro stessi a partecipare alla loro propria produzione culturale, il che porta alla creazione di più industrie culturali creative che, tra l’altro, realizzano anche un importante indotto economico».

E infatti i temi che saranno trattati durante l’evento vanno proprio dalle industrie culturali e creative e il loro ruolo nella coesione sociale al potenziale della cultura nelle relazioni tra Italia e America Latina. Particolare attenzione sarà data allo sviluppo dei musei come spazio di coesione sociale, per questo partecipanti come Ticio Escobar sono fondamentali «si tratta di un operatore culturale in prestito alle istituzioni». Escobar non è solo.

All’incontro saranno presenti grandi personalità come Susana Baca, interprete, compositrice, ricercatrice ed ex ministra della Cultura del Perù. Centinaia di brani, più di 20 dischi, due premi Latin Grammy al suo attivo e figura chiave del folklore latinoamericano. Con il suo lavoro ha contribuito al riconoscimento dell’apporto della comunità afro alla cultura del Perù ed è attiva nella lotta per i diritti dei bambini e delle popolazioni di origine africana. «Il suo ruolo è stato fondamentale nella messa in valore di argomenti che tradizionalmente sono considerati marginali in America Latina» continua Jijón «la diversità culturale invece deve essere considerata una possibilità e non una barriera: il dialogo, la conoscenza e la condivisione aiutano a costruire». E proprio per questo tra gli invitati spiccano anche Pittura Ortega-Helibron, direttrice del Festival International de cine de Panamà (stato che già ospita il festival di Latin Jazz più importante del continente) e Carmen Romero, direttrice in Cile della Fondazione “Teatro a Mil” e del Festival International Santiago a Mil, il cui lavoro si concentra su progetti che mirano a trasformare la capitale cilena e a riempire il divario di accesso ai beni culturali.

L’Italia, però, non sarà da meno. Ad accompagnare la prima sessione sull’argomento “Politiche pubbliche” ci sarà Martina De Luca, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo: storica dell’arte, accademica, già Responsabile dei Servizi Educativi della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, e ora della Direzione Generale Educazione Ricerca. 

Una squadra dell’arte quindi, per così chiamarla, che mira a uno scambio sempre più assiduo tra i continenti e che vede la cultura come uno degli strumenti più efficaci per il progresso delle società e delle comunità. 

@GiuliaDeLuca82 

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