Siamo alla ricerca del personaggio che ha maggiormente influenzato il 2017 per renderlo protagonista della prima copertina del 2018della rivista Eastwest. Chiediamo aiuto a voi lettori. 

Abbiamo selezionato i 10 personaggi protagonisti del 2017. Potete votare in un sondaggio su Facebook qui.


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Alcuni personaggi, nonostante la loro importanza, non sono stati inseriti nella lista per le seguenti motivazioni:

- non sono stati inseriti di nuovo i personaggi che hanno vinto nei precedenti sondaggi (Merkel, Putin, il Papa);

- almeno 5 personaggi non sono mai neanche stati candidati nei sondaggi precedenti, sono ‘nuovi’.

E ora, vi presentiamo i nomi selezionati e i loro brevi profili.

1. Donald J. Trump: Dalla "grande guerra" alla Corea del Nord del giovane Kim Jong Un alle diatribe con il Messico, dal “Russiagate” all’imposizione di più aspre sanzioni contro Mosca, dal rilancio dell'economia interna (piano “bazooka”, spinta protezionistica e cancellazione dell'accordo commerciale sulla Trans-Pacific Partnership) alle prime disfatte (come ad esempio la “riforma sulla sanità” post Obamacare), dall’uscita dagli accordi di Parigi, al Muslim Ban e alla recente abrogazione della “Daca” (Deferred Action for Childhood Arrivals), il miliardario diventato il politico più potente del mondo ha fatto parlare di sé ed è sicuramente un personaggio da non potere escludere dalla compagine degli “influencer” internazionali del 2017. Curiosità: Trump si è fatto portavoce di una nuova politica, più “social” e diretta alle masse. Nei suoi primi sei mesi alla presidenza, Trump ha trovato il tempo per scrivere 1001 tweets, ovvero uno ogni quattro ore, per un totale di 19mila parole e 124mila caratteri. Un libro di 60 pagine.

2. Emmanuel Macron: Il 2017 è senza ombra di dubbio anche l’anno del nuovo presidente francese, un leader capace di arrivare giovanissimo all’Eliseo, riuscendo a farsi strada tra i partiti tradizionali e ponendosi come nuova “salvezza” non solo per il suo paese ma anche per l’intero progetto europeo. Su questo ultimo aspetto, Macron si è trovato subito in sintonia con la Cancelliera Merkel, sostenendo che l’Europa debba essere più efficace davanti alle grandi migrazioni, riformando il sistema di protezioni delle frontiere, la politica migratoria ed il diritto di asilo. Il presidente francese si è speso anche durante l’ultimo vertice sull’immigrazione di Parigi di fine agosto, lodando il “piano Minniti” attuato dall’Italia (per la gestione del flusso migratorio dalla Libia) e chiedendo che tale venisse “europeizzato” (ciò sembrerebbe aprire finalmente le porte al superamento della Convenzione di Dublino).

3. Justin Trudeau: Leader giovane, empatico, moderno e aperto alla minoranze, Trudeau è stato capace di rendere la politica di accoglienza e di solidarietà del suo paese esempio per un mondo che, soprattutto in questo ultimo anno, sembrerebbe dirigersi sempre di più verso una politica di chiusura e di isolazionismo. Il 2017 è soprattutto l’anno in cui Trudeau si è proclamato “provocatoriamente” l’anti-Trump, offrendo la residenza temporanea a tutti quelli che sono stati colpiti dalla politica isolazionista del presidente americano, e diventando così il nuovo volto del multiculturalismo. Info: lo scorso maggio, in occasione del G7 di Taormina, Justin Trudeau si è recato ad Amatrice dove ha ufficializzato una donazione di circa €2.6mln per la ricostruzione.

4. Kim Jung Un: Ritenuto da molti come "un folle", da altri come un attento “stratega”, il dittatore nordcoreano sta seminando sconcerto all’interno della comunità internazionale passando dalle minacce di distruzione degli Stati Uniti ad una guerra contro la Corea del Sud. L’escalation di test e lanci missilistici (13 dall’inizio del 2017) e le innumerevoli dichiarazioni pesanti, rivolte soprattutto agli Stati Uniti, ne hanno sicuramente fatto uno dei protagonisti assoluti del 2017. Rimangono dubbi sulle continue provocazioni che il leader nord coreano porterà avanti, soprattutto all’indomani delle ultime sanzioni imposte dal Consiglio di Sicurezza ONU (bando alle esportazioni tessili di Pyongyang e il divieto alle esportazioni di petrolio e gas naturale verso la Corea del Nord).

5. Margrethe Vestager: Danese, 49 anni, dal 2014 nella veste di Commissaria europea alla concorrenza nella Commissione Juncker, la Vestager, anche nel 2017, continua ad avere i riflettori puntati su di sé. E’ ormai considerata il “nemico numero uno” dalle multinazionali dell'altra sponda dell'Atlantico. Dopo aver imposto nel 2016 ad Apple di restituire all'Irlanda €13mld in tasse evase (la cifra si riferisce ai profitti del periodo 2003-2014 ottenuti grazie ad aliquote vantaggiose basate su accordi fiscali stipulati con il Paese), nel 2017, la Vestager ha portato avanti la sua lotta accanita contro l’unfair play delle aziende “dai grandi fatturati” e, in special modo, contro il colosso americano Google. Il gigante di Mountain View ha ricevuto dalla Commissione europea una multa record di 2.42mld, la sanzione più salata mai imposta da Bruxelles, per avere violato le regole sulla concorrenza. Secondo l'Antitrust europeo, Google avrebbe abusato della sua “posizione dominante" mostrando agli utenti i risultati delle ricerche dei prodotti "senza una verifica nel merito" e penalizzando quelli della concorrenza. 

6. Mario Draghi: Il numero uno della Banca Centrale Europea (BCE) non è da escludere da questa lista. il 2017 rappresenta sicuramente un anno da non dimenticare per Mario Draghi, non solo per i suoi 70 anni, di cui gli ultimi sei passati alla guida dell’Istituto centrale di Francoforte, ma soprattutto per la politica monetaria portata avanti e per la strenua e combattiva difesa dell’Euro. Dopo un 2016 passato ad abbassare i tassi di interesse e a stimolare la crescita con il Quantitative Easing, il 2017 ha dato i primi frutti. Come sottolineato dallo stesso Draghi durante il suo atteso intervento al forum delle banche centrali a Sintra, in Portogallo, lo scorso giugno, la politica monetaria europea deve essere “persistente” e “prudente”. Dall’inizio del programma di acquisti di titoli pubblici a gennaio 2015, l’economia dell’area euro è cresciuta del 3.6% e ha creato 4mln di posti di lavoro, più degli Stati Uniti nello stesso lasso di tempo. Draghi ha le idee chiare: per garantire che la crescita economica e il maggior benessere durino nel tempo, sono necessarie riforme strutturali e una nuova comprensione degli obiettivi dell’Unione Europea. Su questo ultimo punto, la sicurezza, la gestione dei migranti e la difesa sono sfide importanti che possono essere affrontate solo mettendo insieme la sovranità degli Stati membri.

7. Michelle Obama: La vera rivale di Hillary Clinton alle presidenziali 2016. Celebrata in tutto il pianeta e una First Lady già molto rimpianta. Afroamericana, nata e cresciuta in una periferia, madre segretaria e padre impiegato comunale, è l’essenza del sogno americano. Ha costruito la sua vita con impegno, intelligenza e determinazione, dalla laurea a Princeton in sociologia a quella in legge a Harvard. La sua personalità è considerata un fattore fondamentale del successo di Barack Obama e non è dimenticato il largo consenso a lei tributato dall’elettorato democratico. E’ ben rappresentata da suo discorso di fine mandato ai giovani: ‘Non abbiate paura. Siate concentrati, determinati. Migliorate voi stessi. Miglioratevi con una buona educazione. E poi uscite e usate quello che avete imparato per costruire un Paese degno delle vostre enormi aspettative.’ Per ora declina ogni futuro impegno pubblico e si dedica alla neonata Obama Foundation. Ma per molti l’unica vera First lady – e non solo - è lei.

8. Jeff Bezos: Personaggio che ha dato vita alla rivoluzione del “delivering”, il CEO di Amazon si guadagna, a mani basse, un posto di rilievo tra i personaggi che hanno lasciato il segno nel 2017. Grazie ai continui successi inanellati, quest’anno Amazon è riuscita a superare per la prima volta la soglia dei $500mld di capitalizzazione, entrando in una ristretta élite, che include Apple e Alphabet. A partire da gennaio 2017, la ricchezza personale dei Bezos è cresciuta di ulteriori $25mld, arrivando a superare quota $90mld. Ma la vera mossa di Bezos sta nell’entrata “a piè pari” nel settore della grande distribuzione tradizionale, attraverso l’acquisizione della catena di supermercati Whole Foods Markets (per $42 per azione), che si occupa di vendita di cibo biologico, nell’ambito di un’operazione valutata circa $13.7mld, la più importante della sua storia. Dopo la creazione di Amazon lending, un servizio di fornitura di credito alle PMI che collaborano con Amazon (la piattaforma, lanciata sei anni fa, offre finanziamenti a breve termine, con scadenza massima a un anno e tassi di interesse tra il 6 e il 17% alle aziende che vendono i loro prodotti su Amazon) con all’attivo $3mld di crediti erogati, l’acquisizione di Whole Foods Markets segna un momento storico per Amazon, un’espansione oltre ogni aspettativa. Dal cibo ai libri, dall’elettronica al credito, si prospetta un futuro in cui tutti passeremo obbligatoriamente da Amazon, un po’ come tanti anni fa, giocando al Monopoli, tutti dovevamo passare dal “Via”. 

 9. Xi JinpingIl Presidente cinese, recentemente diventato uno dei leader più potenti e carismatici nella storia della Cina moderna, si appresta ad ottenere il suo secondo mandato consecutivo (il congresso del partito comunista è previsto per il prossimo 18 ottobre e lì si deciderà indirettamente chi verrà eletto alle elezioni presidenziali del Marzo 2018), e potrebbe addirittura mirare ad ottenere un terzo mandato, fatto oggi mai accaduto nella storia del paese. Xi ha sicuramente voce in capitolo nella scena globale del 2017. Il Presidente ha dato lustro alla Cina, offrendole un ruolo sempre più preminente all’interno della comunità internazionale, soprattutto dopo l’elezione di Donald Trump. Xi, in occasione del vertice BRICS di inizio settembre, ha promosso la Cina a “motore” e “guida” del libero scambio internazionale, in opposizione al protezionismo del presidente americano, grazie soprattutto al suo progetto “One Belt One Road”, che si propone l’obiettivo di rafforzare scambi commerciali, infrastrutture e vie di comunicazione fra Cina, Asia ed Europa (anche attraverso l'Africa).

10. Jack Ma: Vero nome Ma Yun. Fondatore del portale di e-commerce Alibaba, oggi l’uomo più ricco della Cina. Di umili origini, una vita di duro lavoro e poi nel 1999 – a 35 anni - l’intuizione che ha cambiato la sua vita. Alibaba vende oggi più prodotti online di Amazon e Ebay messi insieme. Jack Ma aveva 15 anni quando il leader Deng Xiaoping disse ai cinesi ‘arricchitevi’, un invito alla prosperità che l’ex professore di inglese Jack Ma ha accolto e realizzato in 35 anni senza mai fermarsi. Ha spiegato il suo successo in 5 regole: 1 – Sii previdente, 2 – Soldi non significano felicità ma responsabilità, 3 – Aspettati l’imprevisto, 4 – Non c'è bisogno di raccomandazioni per raggiungere il successo, 5 – Per cambiare il mondo bisogna investire sui giovani, quelli che vogliono avere successo.

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