Il Ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan. REUTERS/Tony Gentile
Il Ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan. REUTERS/Tony Gentile

10 - 17 aprile 2017 - Il punto sulle notizie politiche della settimana in Italia


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In Italia, la situazione è ancora caotica, in attesa delle Primarie del Partito Democratico, previste il prossimo 30 aprile.

Varato il Def, con il sostegno di Bruxelles

Martedì 11 aprile il Consiglio dei ministri approva la manovra correttiva di bilancio e il Documento di economia e finanza (Def). In verità i testi dei due documenti devono ancora essere definiti e quel che emerge sono solo i temi generali, senza veri dettagli sulle misure che saranno concretamente varate. Il governo s’impegna a rispettare gli obblighi assunti a suo tempo con la Commissione europea, ed in particolare la riduzione del deficit all’1,2 per cento del Pil nel 2018. Ma si tratta di un obiettivo difficilissimo da raggiungere, se non a prezzo di grandi sacrifici e di una nuova stretta depressiva. Si punta, quindi, a rinviare il problema al prossimo autunno, quando sarà messa a punto la legge di bilancio che, immancabilmente, richiederà una nota di variazione al Def. Le previsioni si basano su una crescita dell’1,1 per cento quest’anno, su un tasso d’inflazione dell’1,2 per cento e su un calo molto graduale della disoccupazione, che dovrebbe arrivare all’11,1 per cento alla fine del prossimo anno. Per raggiungere questo obiettivo si punta su alcune misure di spesa che, in teoria, dovrebbero favorire la crescita: un rilancio della decontribuzione per i nuovi assunti, limitata però a donne e giovani con meno di 35 anni d’età; il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, con aumenti per 85 euro netti mensili; una campagna di assunzioni nella scuola. Nel frattempo, si prevede di aumentare le accise su tabacco e alcolici e si punta su di un forte ampliamento del versamento diretto dell’Iva da parte di tutte le amministrazioni pubbliche e persino delle maggiori società quotate in Borsa. Una misura, questa, che dovrebbe limitare notevolmente l’evasione fiscale.

Il presidente della Commissione europea, l’ex premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, è consapevole delle difficoltà dell’Italia e teme l’affermazione del Movimento 5 stelle nelle prossime elezioni politiche. Un timore condiviso dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel, e dalle forze che in Francia sostengono il candidato indipendente, Emmanuel Macron. Padoan ha buone speranze di poter far accettare a Bruxelles un rapporto deficit-Pil all’1,8 per cento, in modo da limitare la legge di bilancio 2018 a 17 miliardi, compresa la cancellazione delle clausole di salvaguardia.

L’M5s inizia la fase “governista”

La conferenza organizzata dalla Casaleggio e associati ad Ivrea, sabato 8 aprile, sancisce una svolta netta nella storia del Movimento 5 stelle. Il discorso di Davide Casaleggio, figlio del guru del Movimento, appare concreto, moderato, lontanissimo dai toni accesi dei membri del "direttorio" grillino. Egli stesso dice di non avere ambizioni politiche, precisa che non sarà lui il candidato premier dell'M5s, che il suo contributo si limiterà alle idee, e che il leader resta Beppe Grillo. Questi, una volta chiusa la conferenza - tutta dedicata agli interventi di professionisti, nella totale assenza d'interventi del leader o dei parlamentari - dichiara: "Non è più tempo di manifestazioni in piazza a carattere provocatorio, facili a sforare nella violenza, è diventato il tempo di disegnare il nostro futuro". All'evento sono presenti il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio; il deputato Alessandro Di Battista; il sindaco di Roma, Virginia Raggi. Ma a prendersi la scena, pur senza interrompere la sequela d'interventi "non politici", è il sindaco di Torino, Chiara Appendino, sempre più proiettata verso la candidatura alla presidenza del Consiglio.

Sicilia: M5s al 40%

Per contrastare l'avanzata dell'M5s, Matteo Renzi punta sulla riedizione della decontribuzione per i nuovi assunti, limitata però, questa volta ai giovani e alle donne. Il premier accusa inoltre i grillini di aver cavalcato l'inchiesta sugli appalti Consip, che vede coinvolti - non si sa ancora quanto giustamente - il ministro dello Sport, Luca Lotti, e il padre dell'ex premier, Tiziano Renzi. La tattica propagandistica del leader del Pd, tuttavia, non sembra dare risultati. Nei sondaggi nazionali l'M5s supera costantemente il 30 per cento, sopravanzando il Pd di 3-4 punti. Quel che è peggio, per Renzi, è il tasso di popolarità che i grillini raccolgono in Sicilia. Secondo un sondaggio riservato, realizzato per conto di Forza Italia nell'isola, l'M5s supererebbe di poco il 40 per cento, a fronte del 30 per cento attribuito al centrodestra allargato ai centristi, e del 20 per cento assegnato al centrosinistra. Le elezioni regionali si celebreranno in Sicilia nell'ottobre prossimo, ed un'eventuale vittoria dell'M5s rappresenterebbe una spinta fortissima per le politiche di inizio 2018. È comunque sempre possibile che fino ad allora qualcosa cambi...

@GiuScognamiglio

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