Il nuovo presidente dell'India Ram Nath Kovind. REUTERS/Cathal McNaughton
Il nuovo presidente dell'India Ram Nath Kovind. REUTERS/Cathal McNaughton

24 - 31 luglio 2017 - Il punto sulle notizie politiche della settimana nel mondo.


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Sono le ultime schegge prima della pausa estiva, in questo ampio formato. Durante il break, mi limiterò a pochi commenti sui principali eventi internazionali.

India: nuovo presidente

Ram Nath Kovind ha giurato come 14° presidente dell’India. È il primo esponente di un partito nazionalista indù ad assumere questa carica e il secondo appartenente alla casta dei dalit, “gli intoccabili”, ovvero  il gruppo che si trova alla base della piramide delle caste indiane. Supportato dalla coalizione nazionalista indù al governo, Alleanza democratica, Kovind è stato eletto con il 65% dei voti di tutti i componenti del Parlamento e delle Assemblee statali, superando la sfidante Meira Kumar. In India,  il presidente ha poteri per lo più cerimoniali, visto che il potere esecutivo è affidato al primo ministro. Nondimeno, il suo ruolo è importante durante le crisi politiche. Inoltre, la sua appartenenza alla casta dalit potrebbe rappresentare una mossa decisiva per la conferma del primo ministro Modi nel 2019.

Usa: rimane l’Obamacare

Il Senato statunitense ha bocciato la legge che avrebbe abolito in parte l’Obamacare. Con 51 voti a sfavore (48 democratici e 3 repubblicani, tra cui quello del senatore John McCain) la legge che garantiva la copertura sanitaria a milioni di americani, voluta da Obama nel 2010, rimane in vigore. Di diverso segno invece, un altro importante voto del Senato che ha approvato (con 98 voti a favore e 2 contrari) un disegno di legge che introduce nuove sanzioni verso Russia, Iran e Corea del Nord.

Israele: via il metal detector

Via i metal detector per l’accesso alla spianata. È questo il primo effetto della visita dell’inviato Usa Jason Greenblatt, giunto a Gerusalemme per cercare di placare la tensione nella regione. La sua visita è stata decisa dopo la morte di cinque palestinesi e tre israeliani nelle violenze esplose a Gerusalemme in seguito alle nuove misure di sicurezza introdotte da Israele sulla spianata delle moschee. Dopo le violenze, gli israeliani avevano arrestato 25 militanti di Hamas. Le tensioni si sono spinte fino alla vicina Giordania, dove si è verificata l’uccisione di due giovani giordani da parte di un agente di sicurezza israeliano. Per la Giordania la decisione israeliana di ritirare tutte le misure di sicurezza dagli accessi alla spianata delle moschee è positiva e un “primo passo per riportare alla calma” la situazione.

Libia: competizione Italia-Francia

Arrivano le navi italiane in Libia. Il presidente del consiglio Paolo Gentiloni ha spiegato che si tratta di una missione di supporto alla guardia costiera libica per affrontare i flussi migratori. La missione  sarà composta da alcune navi e aerei, un sottomarino, alcuni droni e diverse centinaia di militari. Il provvedimento sarà sottoposto il 1 agosto al parlamento. È evidente il tentativo di riprendere l’iniziativa dopo lo scippo dì Macron, che il lunedì precedente aveva ricevuto a Parigi i due grandi nemici, Sarraj, appoggiato dall’Italia e dalle Nazioni Unite, ed il generale Haftar, sostenuto da Egitto, Emirati Arabi Uniti e appunto dalla Francia. I due avevano firmato un impegno a rinunciare all’uso della forza tra le loro fazioni e a favorire le elezioni presidenziali e parlamentari, assegnando un indubbio successo al prestigio del Presidente francese. Riusciremo a condurre un’azione concertata a Bruxelles o continueremo ad assistere a questa avvilente  competizione italo-francese?

UNIONE EUROPEA - Rifugiati, l’UE si impone a Polonia e Ungheria

Brutte notizie per i paesi del gruppo di Visegrad – Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria – nella loro battaglia contro il ricollocamento obbligatorio dei rifugiati deciso dal Consiglio nel 2015. Questa settimana, l’avvocato generale della Corte europea di Giustizia ha respinto il ricorso di Slovacchia ed Ungheria contro la decisione del Consiglio. Il parere non è vincolante, ma la Corte è solita seguire l’opinione dell’avvocato generale. La Commissione europea ha poi ribadito di voler portare avanti le procedure di infrazione già avviate a giugno contro il gruppo di paesi (ad eccezione della Slovacchia), considerando insufficienti le risposte ottenute dai rispettivi governi. Il commissario europeo all’immigrazione, il greco Avramopoulos, ha ribadito che l’Italia in particolare si trova sotto una “pressione enorme” ed ha esortato tutti gli stati membri ad accelerare gli sforzi. La Commissione ha inoltre annunciato che le operazioni di ricollocamento dei rifugiati attualmente in Italia e in Grecia stanno accelerando, nonostante i ritardi. Giugno ha fatto infatti registrare un record, con oltre 3mila ricollocamenti, mentre dall’inizio del programma sono stati ridistribuiti circa 25mila rifugiati, anche se l’obiettivo complessivo di 160mila persone in due anni rimane distante. Sostegno all’Italia da parte della Commissione ma anche un richiamo a facilitare le operazioni di ricollocamento. L’esecutivo europeo, ad esempio, sottolinea che 15mila dei 25mila cittadini eritrei arrivati in Italia non sono ancora stati registrati per partecipare alla procedura. Si moltiplicano intanto le iniziative per contenere i flussi in arrivo, a partire dalle azioni intraprese in Libia.

@GiuScognamiglio 

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