Bangalore, capitale del Karnataka e centro nevralgico dell'information technology made in India, durante la notte di capodanno ha fatto da sfondo a un episodio allarmante e inedito in una città nota in tutto il paese per i propri standard di sicurezza sopra la media e per uno stile di vita molto più «moderno» rispetto ad altre megalopoli indiane. Il Bangalore Mirror, per primo, ha raccontato di migliaia e migliaia di uomini ubriachi fuori controllo, intenti a molestare verbalmente e fisicamente le ragazze e le donne che stavano festeggiando per le strade la fine dell'anno. Per le autorità del Karnataka, colpa degli indiani che «vogliono copiare i vestiti e i modi degli occidentali».

La denuncia pubblica è partita da un servizio fotografico incredibile pubblicato dal Bangalore Mirror. I fotogiornalisti del quotidiano hanno documentato folle di uomini fuori controllo nel centro di Bangalore che prendevano di mira le donne in giro per festeggiare il capodanno. Da notare che a Bangalore, a differenza di Delhi, le donne generalmente non affrontano alcun problema a frequentare locali dove servono alcol o discoteche, una delle particolarità che fa di Bangalore una città generalmente considerata «progressista e aperta».


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Invertendo bruscamente la fama della megalopoli, il 31 dicembre è andato in scena un copione che i residenti di Bangalore paragonano alla «normalità di Delhi», in senso dispregiativo. Dalle 11 di sera, secondo i resoconti dei presenti, migliaia di uomini si sono riversati nel centro della città per festeggiare la fine dell'anno, approfittando anche della deroga concessa ai locali, aperti fino alle 2 di notte (contro l'orario standard, tra mezzanotte e l'1). A piedi, in moto e in auto, migliaia di uomini hanno letteralmente dato caccia alle donne per strada, facendo commenti pesanti e cercando di palpeggiarle. Il tutto senza che la polizia, dispiegata in forze per l'evento, fosse in grado di rispondere adeguatamente.

Secondo le cifre diffuse dalle autorità del Karnakata, nel centro di Bangalore per la notte di capodanno erano stati inviati 1600 poliziotti, col compito di gestire una folla di oltre sessantamila persone. Di fronte a centinaia di minacce di molestie, la polizia si è resa conto di essere pesantemente in inferiorità numerica e, racconta il Bangalore Mirror, ha optato per interventi lampo per disperdere la folla nei casi più pericolosi: nelle foto del quotidiano di Bangalore si vedono agenti armati di lathi, i bastoni di legno con cui sono equipaggiati i poliziotti urbani in tutte le città indiane, intenti a tenere a bada la folla impazzita.

I primi giorni del 2017 l'episodio ha tenuto banco sulla stampa nazionale, amplificato dall'indignazione di migliaia di residenti di Bangalore che non si sono capacitati di questa regressione dei propri concittadini. La Bbc ha pubblicato il resoconto di Pooja, una ragazza letteralmente circondata da molestatori che è riuscita a mettersi in salvo unendosi a un altro gruppo di ragazze accompagnate da amici maschi: i loro amici avevano fatto un cordone tutto intorno alle ragazze per proteggerle.

Sfatando il mito che le «mele marce» siano solo indiani «poveri e ignoranti», Pooja racconta: «Anche nel pub tutti cercavano di palpeggiarmi. Quando si pagano 6000 o 7000 rupie d'ingresso (80, 90 euro) in un locale per festeggiare ci si aspetta che la gente sia di un certo tipo. Almeno, che non facciano questo tipo di cose. Questa non è gente analfabeta o non educata».

La testimonianza di Pooja è particolarmente significativa poiché scardina una delle tradizionali scappatoie dell'opinione pubblica indiana quando alle prese con episodi del genere. Per le molestie contro le donne la classe media è solita incolpare gli «altri indiani»: i lavoratori migranti, i poveri, gli ignoranti, gente dei villaggi. Quanto è successo a Bangalore - e quanto succede in tutti i locali «hip» di Delhi ogni weekend - sfata questo mito e dovrebbe invitare la società civile a una riflessione più profonda sull'educazione relazionale impartita ai maschi del subcontinente.

G Parmeshwara, Ministro degli interni del Karnataka, in un comunicato rilasciato all'agenzia di stampa Ani ha commentato: «In eventi come la fine dell'anno ci sono sempre donne molestate o trattate male. Cose come queste succedono. [...] [Gli uomini e le donne a festeggiare in strada] tentano di copiare gli occidentali, non solo nel vestiario ma anche nella mentalità. Perciò si creano problemi, le donne vengono molestate e cose del genere possono capitare. [...] [Io] non posso obbligare tutti a vestirsi come dei kannadiga [col vestito tradizionale della maggioranza etnica del Karnataka, ndr]...».

Evidentemente, anche a Bangalore, c'è molta molta strada da fare.

@majunteo

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