L'attacco sferrato contro un autobus di pellegrini di ritorno dal tempio di Amarnath, in Kashmir, ha scosso tutto il paese: negli ultimi anni, pur nella continua tensione tra i miliziani kashmiri e le forze dell'esercito regolare indiano, i pellegrini di Amarnath erano risparmiati dal conflitto, una linea rossa che l'identità sincretica kashmira non permetteva di sorpassare. Lunedì sera, un commando di terroristi ha nuovamente spezzato il tabù, facendo sette morti, in un attentato condannato da tutte le parti della società indiana. Le autorità, a caccia dei responsabili, puntano sulla pista del terrorismo pachistano.


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Lunedì 10 luglio, in uno degli attentati simbolicamente più gravi dell'anno, dopo il tramonto un commando di miliziani ha aperto il fuoco contro un autobus di pellegrini di ritorno dal santuario di Amarnath, in Kashmir. Il tempio, situato a oltre tremila metri nella parte nord dello stato, ogni anno nei mesi più caldi della stagione pre-monsonica è meta di pellegrinaggio per centinaia di migliaia di fedeli hindu.

Nonostante i ciclici scontri tra le diverse fazioni dell'indipendentismo kashmiro e l'esercito regolare di New Delhi in Kashmir tendano ad acuirsi durante la stagione estiva, i pellegrini dell'Amarnath Yatra negli ultimi anni erano stati risparmiati dalla brutalità del conflitto: reazione della società civile kashmira all'ultimo attentato mosso contro i fedeli hindu in pellegrinaggio nel 2000, come a voler riaffermare il carattere tradizionalmente sincretico della popolazione locale.

Con l'attentato occorso nei pressi della cittadina di Anantnag, la rottura di questo tabù rischia ora di far precipitare una situazione già molto tesa, in seguito all linciaggio di un poliziotto in borghese fuori da una moschea di Srinagar, capitale del Kashmir, alcune settimane fa. Nonostante le ultime ricostruzioni pare che i pellegrini siano finiti «per sbaglio» nel fuoco incrociato tra i miliziani e l'esercito indiano, l'idea che i «terroristi kashmiri sparino contro i pellegrini hindu» si è purtroppo radicata profondamente nell'opinione pubblica nazionale, complice la copertura mediatica martellante degli ultimi giorni.

L'attentato è stat condannato da tutte le forze politiche, con l'opposizione pronta a strumentalizzare l'accaduto chiedendo spiegazioni circa una tale falla nel sistema di sicurezza in Kashmir, praticamente militarizzato giorno e notte dalla presenza dell'esercito di New Delhi. Condanne, come indica Indian Express, sono arrivate anche dalla società civile kashmira, compresi i gruppi separatisti. MY Tarigami, su Indian Express, scrive: «Gruppi della società civile e diverse organizzazioni dei settori del turismo e del commercio hanno immediatamente condannato questo orribile attacco, chiedendo indagini approfondite sull'incidente. I separatisti hanno denunciato l'attacco in termini chiari. Tra le sezioni del separatismo kashmiro emerge una presa di coscienza che le questioni politiche del Kashmir devono rimanere credibili, separate dal crescente estremismo che non farà altro che portare la popolazione del Kashmir ai ferri corti col resto della popolazione indiana».

È opinione diffusa che un simile attacco condotto contro civili hindu, molto diverso dagli scontri con l'esercito armato, sia stato architettato da elementi dell'estremismo islamico la cui agenda non comprende l'indipendenza kashmira: sparare contro pellegrini inermi non ha nulla di politico e difficilmente può essere ricondotto alle sigle dell'indipendentismo armato locale, pur spietate con gli uomini in divisa.

A seguito delle indagini preliminari, le autorità indiane sono ora alla caccia dei responsabili dell'attentato, che non è ancora stato rivendicato da nessuna sigla terroristica. Il sospettato numero uno, riporta Ndtv, è Abu Ismail, cittadino pachistano a capo di una cellula di Lashkar-e-Taiba (principale sigla dell'estremismo islamico pachistano) attiva nel Kashmir meridionale.

Il primo ministro Narendra Modi, in una serie di tweet, ha condannato l'attentato, chiarendo che «l'India non si piegherà mai di fronte a simili attacchi vigliacchi e ai maligni piani di odio». 

@majunteo

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