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Schengen è sotto pressione. Ammette con un po' di fatica anche la Commissione Europea. D’altronde stiamo vivendo  un’Europa di egoismi che non fanno che ostacolare l’integrazione Ue e l’accoglienza di chi fugge. Se di migranti come opportunità parlava Angela Merkel nel discorso di fine anno, non tutta l’Europa concorda. Anzi la cancelliera appare poco più che solitaria nei suoi slanci verso l’accoglienza e l’integrazione degli ultimi mesi.


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A pochi giorni di distanza la Svezia decide di reinserire i controlli ai confini per i pendolari provenienti dalla Danimarca e quest’ultima prende le stesse misure con la Germania. Chi attraversa il ponte Oresund tra la Danimarca e la Svezia in treno o in autobus dovrà mostrare i documenti, esclusi solo gli automobilisti per ora. Un effetto a catena, forse, che però rischia  di rivelarsi pericoloso per la libera circolazione in Europa, per Schengen, uno dei simboli dell’Unione Europea.

L’Ue convoca Danimarca, Svezia e Germania

“Stiamo lavorando per riportare la situazione alla normalità attraverso una serie di misure per difendere in modo più efficace le barriere esterne, nessuno ha la bacchetta magica perché la situazione è complessa ed in rapida evoluzione” afferma il porta voce dell’esecutivo UE Margaritis Schinas.

Le sorti della libera circolazione tra stati membri preoccupano anche la Commissione Europea che ha deciso di convocare i rappresentanti dei governi di Danimarca, Svezia e Germania per gestire la pressione dei flussi migratori tra i paesi coinvolti. La Commissione Ue  sta controllando anche le basi legali della normativa introdotta dalla Svezia che impone alle compagnie di trasporto l’obbligo di controllare i documenti. Nel frattempo però l’Ue ha pubblicato anche i dati  per fare il punto della situazione della strategia europea in materia di  immigrazione, salta all’occhio un dato  riguardo i ricollocamenti: da settembre in poi su 39.600 sono solo 190 i trasferimenti partiti dall’Italia, e dalla Grecia su 66.400 sono 82 i ricollocamenti avvenuti. Mentre in totale i rimpatriati sono 683. L’obiettivo ancora lontano sarebbe ricollocare 160mila persone, i risultati per ora sono questi.

Dopo l’incontro con i rappresentanti dei governi di Danimarca, Svezia e Germania il Commissario per l’Immigrazione Dimitris Avramopoulos ha riferito che si è concordato rispetto alla salvaguardia di Schengen e che le misure messe in atto saranno mantenute per lo stretto necessario. Nessun impegno però sulla durata dei controlli al confine. Mentre per il segretario di stato per gli Affari interni tedesco, Ole Schroeder, ha sottolineato la necessità di applicare le norme Ue sull’immigrazione e il diritto d’asilo “altrimenti i  paesi membri continueranno a dare risposte singole”.

La Svezia chiede di rispettare il principio del regolamento di Dublino e di prendere misure per rallentare il flusso migratorio.

“Schengen non è solo il più grande successo della storia dell'integrazione europea , ma il simbolo più puro di una Europa unita . Una volta  distrutto questo simbolo , l'intera Europa è a rischio di crollo .- commenta accorato il Presidente dei Socialisti  e Democratici Gianni Pittella- Nel frattempo , rifugiati, donne e bambini continuano a morire tra la Turchia e la Grecia e i populisti in tutta Europa stanno guadagnando più sostegno sull'onda della paura . I leader politici europei devono ora prendere in mano questo tema cruciale .  Il futuro dell'Europa è in gioco”.

Migranti opportunità per l’Ue

Tra maggio e ottobre , secondo dati Eurostat, si sono registrate in Europa 729mila richieste d’asilo l’82% delle quali sono di giovani al di sotto dei 34 anni.  Come riportato recentemente da l’Economist, l’età media dei migrant è circa la metà di quella dei tedeschi , intorno ai 46 anni. Molti avrebbero comunque una formazione liceale e alcuni persino universitaria, soprattutto i siriani. L’Europa ha un gap di competenze in diversi settori : la Germania, che si sta invecchiando, da sola necessita di riempire 173mila posti in ambiti matematici,tecnico-informatici e delle scienze naturali. Questa carenza potrebbe quadruplicare nel 2020 senza interventi di altro genere spiega l’Economist.

@IreneGiuntella

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