Per la prima volta nella mia vita martedì scorso verso l’ora di pranzo mi sono ritrovato a pensare qualcosa che solo pochi mesi fa avrei giurato di non poter pensare mai, almeno non con quella leggerezza che spesso si accompagna al lunguorino pre-pasto: “beh, che succede? oggi niente attentato?”.

REUTERS/Vasily Fedosenko

In effetti questo potrebbe essere un segnale di come i recenti eventi stiano cambiando la nostra percezione, facendo diventare il terrorismo parte della nostra quotidianità e, forse in modo più fastidioso, facendo diventare improvvisamente la possibilità di poter morire o comunque capitare in mezzo a un attacco terroristico una eventualità non più paragonabile a quello di essere uccisi da un meteorite o che un exit-pool azzecchi il risultato del prossimo referendum — ovvero praticamente impossibile — ma più simile alla possibilità che Di Battista diventi presidente della Commissione Europea, che il Fatto Quotidiano ritratti in prima pagina accuse manettare dopo una assoluzione, o che Pokemon Go diventi sport olimpico: insomma un qualcosa di certamente remoto, assurdo, grottesco.. ma in qualche modo POSSIBILE.


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È quindi questo quel che ci dobbiamo aspettare? Un micro-attentato tutti i giorni? Addirittura un aumento? Probabilmente no. Anzi, è molto probabile che questo genere di micro-attentati fai-da-te inizi a diminuire dopo aver raggiunto un picco a cui probabilmente siamo molto vicini. Il motivo è piuttosto semplice e implica l’applicazione di una materia normalmente usata per spiegare dinamiche di vendita e di marketing, cose del tipo “perché quei pantaloni con scritto RICH sulle chiappe che ieri ti facevano sentire tanto “in” oggi non fanno altro che farti giustamente sembrare lo sfigato che sei”: la microeconomia.

Per capire come le leggi della microeconomia ci possano aiutare a comprendere l’inevitabile diminuzione di questi attentati a sciame — attenzione, non di quelli lungamente organizzati e supportati da una organizzazione terroristica vera e propria — dobbiamo partire dalla natura stessa dei fautori di questo tipo di attacchi: il cosiddetto “lone-wolf” (o “lupo solitario”, se nel dirlo vi volete sentire decisamente meno cool). Il lupo solitario per antonomasia non agisce infatti con alle spalle una grossa organizzazione, qualcosa che quindi divide radicalmente la natura di attacchi come quelli di Parigi del 13 novembre 2015, che avevano alle spalle intere reti di supporto in Belgio e in Francia, da quelli avvenuti in Germania o in Francia in questi ultimi giorni. Il lupo solitario agisce di propria iniziativa, in modo quasi spontaneo, per motivi primariamente legati a una propria condizione personale piuttosto emarginata, sociopatica e, come si dice del mio quartiere, sfigata (più sull’argomento qui). Egli decide, quando lo fa, di appiccicare sulla propria azione l’etichetta di questo o di quel gruppo terroristico che al momento va di moda (ora l’Isis, ma non sottovalutiamo il fascino sempre-verde dei nazisti come Breivik che sembra abbia ispirato l’attacco al centro commerciale di Monaco). Egli si converte quindi a una certa causa DOPO aver deciso di commettere qualche tipo di azione che sfoghi le proprie frustrazioni, dietro la promessa più o meno credibile di un posto in paradiso dopo la morte e, soprattutto, di una notorietà che gli dia “immortalità” qui tra i vivi che, pensa, essendo un po’ sfigato non potrà mai raggiungere in altro modo. E così, se prendiamo il lone-wolf dell’Isis medio possiamo ora iniziare a analizzare il primo step del suo comportmento sotto la lente microeconomica analizzando la sua “funzione di utilità”, che non è altro che l’idea che l’aspirante lupacchiotto ha del guadagno che otterrà dal compiere un attacco terroristico. Nel caso specifico possiamo riassumerla pressappoco in

Funzione di utilità lupo solitario Isis = (paradiso con 40 vergini + immortalità terrena)

Se assumiamo che l’immortalità terrena sia riassumibile nella visibilità ottenuta in seguito all’attacco possiamo semplicemente riscrivere la formula con:

Funziona di utilità lupo solitario Isis = (40 vergini + visibilità)

Ora è chiaro che la prima variabile di questa funzione, le 40 vergini, sia fuori dal nostro controllo e sia interamente nelle mani di Allah. Certo, potremmo speculare che un aumento esponenziale di martiri possa causare una carenza di vergini che porti i funzionari del paradiso ad adottare regole di austerità (meno vergini pro-martire) o di diluizione (20 subito, 20 tra quattro secoli), oppure il ricorso a “vergini non proprio più così vergini”, eccetera. Ma comunque tutti interventi di cui, fino a prova contraria, non ci è dato sapere. Anzi, possiamo assumere che la maggior parte di coloro che si danno al terrorismo in leasing non credano veramente alla storia del paradiso pieno di gnocche. Almeno non più di quanto coloro che comprano in leasing la Smart della Redbull pensino veramente che la Redbull ti metta le ali.

Possiamo quindi assumere tranquillamente che per la maggior parte la funzione di utilità sia approssimabile a:

Funzione di utilità lupo solitario Isis = visibilità a scopo di passare alla storia (immortalità tra i vivi)

Se da una parte nulla possiamo sapere dell’amministrazione del paradiso, dall’altra parte possiamo invece affermare con sicurezza che la seconda variabile, la visibilità, è irrimediabilmente destinata a diminuire con l’aumento degli attacchi terroristici.

Immaginate per esempio che dopo l’attacco al centro commerciale di Monaco non ci fosse stato il secondo in Baviera e subito dopo lo sgozzamento del prete in Francia. Ora giornali e commentatori starebbero ancora tutti lì a parlare dell’attentatore David Ali Sonboly, della sua triste storia, del commovente scambio di insulti col vecchio alla finestra ecc. ecc. E invece no. Dopo due giorni già tutto dimenticato perché un altro stronzo in Francia ha deciso di fare qualcosa di nuovo: sgozzare un prete. Se ci pensate, dal punto di vista del povero David Ali è un’ingiustizia; tutto sto casino per soli 2 giorni scarsi di gloria. Lo avrebbe fatto lo stesso se l’avesse saputo? Forse. Ma forse no. Il punto è che il prossimo che ci penserà saprà che, proprio come accade nel caso delle mode come quella dei pantaloni RICH, più gente lo fa meno le persone ti noteranno, meno i giornali si interesseranno a te e alla tua triste storia e perfino la tua remota e mai vista casa-madre Isis non ti riserverà più di un comunicato striminzito in un sito internet ameno in una lingua che non conosci. Non più tanto figo, no?

Il punto è che con l’aumento degli attentati diminuisce l’esposizione — e la glorificazione — del singolo attentatore che è poi uno dei motori principali del terrorismo lone-wolf. Anzi, il pubblico con il tempo diventa progressivamente più assuefatto riservando all’eroico lupo una attenzione ancora minore. Pensate a quello che è successo ai poveracci che hanno partecipato al Grande Fratello: tutti si ricordano di Taricone, ma quanti si ricordano di uno qualunque dei partecipanti dell’ultima edizione? O, ancora peggio, della penultima?! Insomma, la variabile visibilità per gli aspiranti lupi solitari così come per gli aspiranti partecipanti del Grande Fratello ha quello che in microeconomia si chiama utilità marginale decrescente: più attentati ci sono già stati meno il prossimo attentatore ha speranze di essere ricordato per più di qualche ora.

Sull’asse orizzontare trovate il numero degli attacchi e su quello verticale trovate, a sinistra, l’aumento di utilità per ogni attacco. Come vedete la curva fa aumentare l’utilità a ogni attacco sempre meno fino ad appiattirla, ovvero a farla convergere verso lo zero. Tale diminuzione “marginale” viene mostrata in modo più intuitivo nel grafico a destraSull’asse orizzontare trovate il numero degli attacchi e su quello verticale trovate, a sinistra, l’aumento di utilità per ogni attacco. Come vedete la curva fa aumentare l’utilità a ogni attacco sempre meno fino ad appiattirla, ovvero a farla convergere verso lo zero. Tale diminuzione “marginale” viene mostrata in modo più intuitivo nel grafico a destra

Certo, l’Isis non sarebbe la prima organizzazione che incorre questo tipo di guaio microeconomico. Prima di lei già organizzazioni che hanno fatto uso di attacchi suicidi come Hamas o Hezbollah hanno dovuto ovviare, oltre che ai bombardamenti israeliani, all’annoso problema dell’utilità marginale decrescente del farsi saltare in aria. Per farlo hanno ricorso a espedienti volti a limitare l’inclinazione della curva decrescente, ovvero volti ad aumentare il periodo di esposizione e glorificazione del martire. La tv satellitare di Hezbollah al-Manar, per esempio, trasmette quotidianamente lunghi spot che passano in rassegna i volti e i nomi dei martiri del gruppo. Hamas sostiene economicamente e contribuisce affinché le famiglie dei martiri abbiano una posizione di rilievo all’interno del loro villaggio o quartiere ecc. ecc. Isis, non avendo televisioni o controllo territoriale (quantomeno ne ha sempre meno e non in Europa) potrebbe farsi furba e ricorrere a iniziative sui propri canali online come, ad esempio, la sua rivista digitale Dabiq (da oggi in edicola elettronica con l’inserto “I MARTIRI DELL’ESTATE”) o cose così. Ma finora, per fortuna, niente di significativo all’orizzonte. È inoltre opportuno ricordare che questo genere di espedienti non cambia le carte in tavola. Non trasformano assolutamente la curva del guadagno marginale in senso CRESCENTE. Semplicemente la rendono MENO DECRESCENTE. Il che significa che gli attentati lone-wolf sono comunque destinati a diminuire progressivamente, ma più lentamente.

Infine, c’è un ultimo aspetto da analizzare prima di cantare vittoria: ok, questi micro-attentati sono destinati a diminuire perché gli aspiranti lupi avranno sempre meno incentivi a attuarli. Ma non è l’unica opzione. Un aspirante lupo in cerca di immortalità avrà a questo punto di fronte a sé due opzioni: da una parte cercare vergini e immortalità in altro modo (fondare un rock band, inscriversi a un meet-up, avere un carteggio con papa Francesco, ecc.) e dall’altra cercare di attuare un attacco talmente spettacolare e letale da essere ricordato nonostante la grande quantità di competitor.

Questa seconda opzione, particolarmente fastidiosa, è assai probabile: è facile che nel prossimo futuro assisteremo a una diminuzione del numero di attacchi ma quelli che ci saranno saranno più letali e spettacolari dei precedenti. C’è però anche in lato positivo, per modo di dire, della medaglia. Organizzare un attacco più grande e spettacolare dei “soliti” richiede più preparazione, più logistica, più materiale. Una cosa possibile, ma difficile, già per una organizzazione strutturata, soprattutto con i controlli che ci sono ora, figuriamoci per un attore solitario o quasi. Come dicono giustamente numerose analisi pubblicate in questi giorni il grande vantaggio dei lupi solitari è la quasi totale mancanza di complici e logistica che li rende quasi impossibili da individuare a arrestare preventivamente. Nel momento in cui i prossimi vorranno distinguersi dalla massa dovranno decidere, o di farsi saltare vestiti da Pokemon, oppure per forza aumentare il carico letale del proprio atto e rendersi così più individuabili dalle intelligence dei vari paesi. Mi rendo conto che questa prospettiva non sia proprio tra le più rosee e che la maggior parte dopo aver letto questo pezzo non avvertirà l’impellente bisogno di stappare una bottiglia di champagne. Ma è comunque una lettura migliore di tante altre apocalittiche e guerrafondaie che circolano ultimamente basate spesso più sulla voglia di scatenare paura e disperazione (e un sacco di click) che di offrire una lettura un po’ più fredda di un fenomeno nuovo, inquietante e feroce. Ma pur sempre umano. Una lettura che prenda in considerazione il lume di razionalità anche nelle motivazioni più folli, comprese quelle di coloro che posseggono un pantalone con scritto RICH sulle chiappe o che considerano Libero un organo di informazione. Comprese quelle di chi si suicida, e uccide, per cercare vita eterna.

@Ibn_Trovarelli

Questo articolo è stato precedentemente pubblicato sul blog dell'autore al seguente link https://medium.com/@ibn_trovarelli/di-microeconomia-e-lupi-solitari-perch%C3%A8-londata-di-attacchi-in-europa-%C3%A8-destinata-a-diminuire-69f99acc0625#.k5vpz1tl4

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