“Dobbiamo accogliere i rifugiati, è un nostro dovere, un nostro onore”. La frase, pronunciata da Emmanuel Macron durante la conferenza stampa di Versailles, non deve trarre in inganno. Perché contemporaneamente a quella presa di posizione - allineata sui valori storici della Francia del diritto d'asilo, una dichiarazione più di facciata che di sostanza – il ministro degli interni Gérard Collomb, qualche migliaio di chilometri più a Nord, nel campo-ghetto di Calais più volte sgomberato, chiedeva senza mezzi termini alle ONG di “mostrare il proprio savoir-faire altrove” e mandava la gendarmeria al confine con l'Italia per respingere minori verso il versante italiano come dimostrato da un video del Collettivo Roya Solidaire.

I piedi di un migrante sdraiato in terra appoggiati vicino ad una pietra con incisa la parola "Egalitè" sul marciapiede di un centro di accoglienza. Parigi, Francia, il 7 luglio 2017. REUTERS / Pascal Rossignol
I piedi di un migrante sdraiato in terra appoggiati vicino ad una pietra con incisa la parola "Egalitè" sul marciapiede di un centro di accoglienza. Parigi, Francia, il 7 luglio 2017. REUTERS / Pascal Rossignol

Dichiarazioni e prese di posizioni dure, che si sommano alle già consolidate prese di posizione anti-ONG che ultimamente hanno attraversato la politica europea. Non solo. Il ministro rincarava la dose ricordando che alcun alloggio sarà d'ora in poi costruito a Calais, perché il solo costruire attirerebbe nuovi arrivi. Cosi i migranti si ritrovano prima scacciati via da campi e centri di ricezione già insalubri per poi confluire spesso nella capitale, nel quartiere di La Chapelle-Pajol. Qui, sull'onda di una xenofobia crescente – ben spalleggiata da sapienti dichiarazioni politiche - Le Parisien ha pubblicato un reportage che ha suscitato vive polemiche: si mostra l'incompatibilità tra migranti (una popolazione prevalentemente maschile) e popolazione locale. Le donne verrebbero molestate per strada o addirittura eviterebbero di uscire di casa la sera per paura di essere aggredite sessualmente. Insomma i migranti avrebbero un impatto devastante su questi quartieri del Nord di Parigi. Ma davanti a pezzi di giornalismo cosi prezzolato, i residenti del quartoere La Chapelle-Pajol si sono rivoltati organizzando prima un sit-in davanti alla sede del quotidiano poi registrando le testimonianze video di decine di donne che vivono nel quartiere con lo scopo di denunciare la menzogna del reportage. Non è vero quello che dice Le Parisien che le donne hanno paura ad uscire qui ma oramai la frittata è fatta ed è il simbolo di una trasformazione profonda anche all'interno della società civile francese quando l'odio è aizzato a comando dai media. Del resto nonostante l'attivismo ed i sit-in la gendarmeria francese ha comunque evacuato il campo improvvisato sorto a Porte de la Chapelle dopo lo sgombero di Calais. Quasi 3.000 migranti sono stati scacciati via, le loro tende divelte e le persone caricate su bus diretti verso una ventina di strutture d'accoglienza. Tra di loro almeno un centinaio di minori. Si tratta della trentaquattresima evacuazione dal Giugno del 2015.


LEGGI ANCHE : La Balena bianca di Macron dopo la sinistra divorerà anche la destra


Il Piano Migranti che diventerà progetto di legge a Settembre

Se vogliamo dunque capire la politica in materia di immigrazione di Macron dobbiamo prestare attenzione a ciò che dicono e fanno il primo ministro ed il ministro degli interni. I gesti e le parole sono in effetti molto eloquenti e sono spesso all'opposto delle dichiarazioni altisonanti del presidente della Repubblica Francese. Durante l'ultima visita a Calais, il ministro degli interni ha voluto delineare l'arrivo di un piano migranti per, usando le parole del primo ministro Edouard Philippe, “garantire il diritto d'asilo e gestire meglio i flussi migratori”. Un piano migranti che diventerà progetto di legge a Settembre prossimo. In cosa consiste? Per prima cosa ci sarà la creazione di una nuova figura, un “delegato interministeriale”, che si occuperà del problema dell'integrazione dei rifugiati. Una figura che lavorerà a stretto contatto con il ministero degli interni. Per ora è difficile capire quale sarà il ruolo ed i poteri di questa nuova figura prevista dal piano migranti. Il ministro ha annunciato comunque la creazione di 4.000 posti letto nel 2018 per i richiedenti asilo, 3.500 nel 2019 e 5.000 entro il 2020, per un totale di 12.500 entro i prossimi tre anni. Saranno abbreviati poi i tempi e snellite le procedure per le domande ma anche riformati gli sportelli di prima accoglienza già in prefettura e create missioni apposite che lavoreranno a stretto contatto con l'Ufficio Francese di Protezione dei Rifugiati e degli Apolidi (OFPRA). Il governo vuole far capire che veglierà su tutte le tappe dell'accoglienza e controllerà scrupolosamente le strutture legate al mondo dei rifugiati.

Rifugiati o migranti economici? Il distinguo di Macron

Il primo ministro francese lo ha spiegato senza mezzi termini: i migranti ai quali sarà rifiutato il diritto d'asilo saranno immediatamente accompagnati alla frontiera. Ed è qui che viene introdotto il principale distinguo macroniano: rifugiati da un lato, migranti economici dall'altro. Per i rifugiati infatti la Francia vuole dimostrare di essere in linea con i governi precedenti e con la propria tradizione di accoglienza. Sui migranti economici invece nessuna tolleranza. Lo ha ricordato anche il primo ministro: “Dobbiamo fare in modo – ha detto – che i migranti economici capiscano che non sarà possibile accoglierli tutti nel nostro paese”. E qui ha tirato anche fuori le cifre: solo 25.000 persone hanno effettivamente lasciato il territorio su 31.000 domande d'espulsione. La promessa è di migliorare questa proporzione. Al tempo stesso il governo vuole anche promuovere l'immigrazione di qualità, offrendo ad esempio un soggiorno di 4 anni a ricercatori, imprenditori o artisti dalla caratura internazionale. Ed intanto la sindaca di Parigi, di fronte alla crisi migratoria, ha presentato ai parlamentari e al governo un progetto di programmazione per l'accoglienza dei migranti. Un documento di undici pagine in cui la sindaca socialista getta le basi di un più vasto cantiere per smistare i migranti su tutto il territorio francese, riducendo al minimo l'impatto sulle grandi città e sui quartieri. Un progetto che prevede un fondo d'urgenza di circa 10 milioni di euro al quale attingere in caso di flussi anomali. Il progetto prevede la creazione di 50.000 nuovi posti letto per l'accoglienza nel 2018 e fino a 75.000 entro il 2022. Un progetto che probabilmente resterà lettera morta in quanto l'intenzione del governo di Macron è quella di cambiare rotta, irrigidire i controlli, filtrare al massimo i flussi trasformando anche la crisi migratoria in un affaire d'état da gestire in maniera più protezionista.

@marco_cesario

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE