La possibilità di una maggiore integrazione Ue e di un’Europa a più velocità spaventa i Paesi nordici. Paesi poco inclini all’idea di una integrazione più profonda a livello politico, monetario e di difesa. È quanto emerge da una analisi di VoteWatch Europe sul ruolo dei Paesi nordici nell’Europa del futuro sul ruolo dei Paesi nordici nell’Europa del futuro. 

Il Presidente francese Emmanuel Macron e la Cancelliera tedesca Angela Merkel. REUTERS/Hannibal Hanschke
Il Presidente francese Emmanuel Macron e la Cancelliera tedesca Angela Merkel. REUTERS/Hannibal Hanschke

I decisori politici Nord-Ue non sembrerebbero sostenere i piani attuali volti ad accrescere una cooperazione militare a livello europeo. Allo stesso tempo però Macron e la Merkel hanno espresso il loro comune interesse a procedere ad una migliore integrazione politica ed economica della zona euro. Una maggiore integrazione danneggerebbe in realtà i paesi nordici in diversi modi come la Danimarca e la Svezia ne risentirebbero perché non hanno adottato l’euro come moneta corrente ed è anche per questo che si stanno opponendo fortemente ad una maggiore integrazione europea per timore di vedersi marginalizzate da un’Unione Europea che potrebbe tendere a dare priorità allo sviluppo della zona euro. Mentre la Finlandia si è completamente integrata nell’Unione Economica e Monetaria (EMU) ma è anche la più scettica in tema di definizione di un budget per la zona euro. La coalizione del governo finlandese è divisa sul tema in quanto da una parte l’Alleanza della Coalizione Nazionale supporta l’instaurazione di un budget comune mentre dall’altra il Partito di Centro si oppone al progetto. A favore risultano invece i Socialisti e Democratici  non il partito euroscettico dei Veri finlandesi che si schiera contro. Solo se si applicheranno delle condizioni severe al budget comune, quest’ultimo avrà una possibilità di essere accettato da Finlandia, Germania e Olanda .


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Dall’analisi del voto al Parlamento Europeo risulta che a votare a favore di una Difesa Unica non sia stata neanche la metà degli europarlamentari del Nord Ue. A differenza di altre delegazioni nazionali che hanno supportato a gran maggioranza il piano per una cooperazione rafforzata nella Difesa. Sul fronte dell’opposizione a una integrazione nella difesa militare si trovano in particolare la Svezia, la Finlandia e la Danimarca. Il clima di insicurezza locale ha alimentato in Svezia un forte dibattito su come difendere il Paese dalla Russia, il Partito Moderato (EPP) e il Partito del Centro  (ALDE) stanno premendo per unirsi alla Nato. La Svezia ha recentemente reintrodotto il servizio militare obbligatorio. Ma l’opposizione più forte  verso una difesa comune arriva dalla Danimarca, che è sotto la protezione Nato quando necessario e che non partecipa infatti alle Politiche di  Difesa e Sicurezza Comuni.

La coalizione di governo finlandese appare invece divisa: L’Alleanza della Coalizione Nazionale di Centro Destra è il partito più favorevole a relazioni più vicine con il resto d’Europa riguardo la difesa. Mentre il Partito di Centro e i Socialisti e Democratici hanno timore a rompere con la parte tradizionale e non allineata della Finlandia. Ad essere più favorevoli a delle relazioni amichevoli con la Russia sarebbero la Francia, l’Italia e in parte la Germania.

Se si passa poi ad esaminare l’Unione bancaria, stati come la Germania o l’Olanda si dimostrano preoccupati per le condizioni del sistema bancario di alcuni paesi del Sud, tra i quali l’Italia. In Danimarca entrambi i partiti di centro destra il Partito Liberale e il Partito del Popolo euroscettico danese sono a favore di misure più forti per ridurre l’esposizione delle banche ai bond pubblici. 

@IreneGiuntella

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