Un campo Rom lungo La Petite Ceinture, linea ferroviaria abbandonata, a Parigi, Francia, il 2 febbraio 2016. REUTERS / Jacky Naegelen
Un campo Rom lungo La Petite Ceinture, linea ferroviaria abbandonata, a Parigi, Francia, il 2 febbraio 2016. REUTERS / Jacky Naegelen

I Rom in Europa vivono in uno stato di indigenza diffusa, numerose famiglie emarginate dalla società,  bambini e ragazzi privi di prospettive e senza scolarizzazione.


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 È quanto emerge da un rapporto realizzato dall’Agenzia Ue per i diritti fondamentali (FRA): l’80% dei Rom è a rischio povertà  e il 30% vive in abitazioni  senza acqua corrente  e il 46%  non possiede servizi igienici , bagno o doccia in casa.  In queste condizioni si trova il 25% dei Rom in Portogallo, il 65% in Bulgaria e l’82% in Romania. Migliore la situazione abitativa  e igienica in Spagna e in Repubblica Ceca.

Il rapporto fotografa una realtà disarmante: il 30% dei bambini rom intervistati ha dichiarato di far parte di un nucleo familiare dove almeno una volta al mese si va a dormire affamati.  L’indagine della FRA indica chiaramente che i rom continuano a vedere disattesi gli obiettivi di integrazione del quadro Ue per le strategie nazionali di integrazione dei Rom.

“La nostra evidente incapacità di far rispettare i diritti umani delle comunità rom in Europa è inaccettabile. Il livello di indigenza, marginalizzazione e discriminazione della più numerosa minoranza d’Europa rappresenta un grave fallimento del diritto e delle politiche dell’UE e dei suoi Stati membri”, afferma il direttore della FRA Michael O’ Flaherty.

Discriminazioni e poca scolarizzazione

Pochi sono i bambini che frequentano scuole per la prima infanzia (53%) meno della metà dei coetanei  del paese in cui vivono. Tra i Rom intervistati solo il 30% ha un lavoro retribuito , mentre la media Ue del tasso di occupazione era del 70% nel 2015. Negli ultimi cinque anni il 41% dei Rom si è sentito discriminato  non solo nella ricerca di un lavoro o di un alloggio, ma anche sul luogo di lavoro, nel ricorso a cure sanitarie e in situazioni  varie di formazione e istruzione. Uno su quattro degli intervistati ha dichiarato di essere stata vittima di atti discriminatori negli ultimi mesi. La maggior parte dei Rom (82%) non conosce organizzazioni che offrono sostegno alle vittime di discriminazioni.

La Romania rimane l’unico paese dove il tasso di cittadini Rom che vive in un ambiente malsano è minore del resto della popolazione.  Il tasso di occupazione femminile è  in generale  inferiore a quello maschile,  il 63% dei giovani tra i sedici e i ventiquattro anni di età è disoccupato, non segue un corso di formazione o studia, secondo i dati del 2015, la media Ue  dei Neet si aggira intorno al 12%. Tra i giovani Neet Rom si registra anche un forte gap di genere: non lavora e non studia il 70% delle donne in questa fascia di età contro il 55% degli uomini. Il fenomeno della segregazione scolastica per i Rom rimane un serio problema in Grecia, Bulgaria, Ungheria e Slovacchia.

Tra le priorità per migliorare la situazione: sostegno all’apprendimento e istruzione integrata, una maggiore tutela sociale intesa a sradicare la povertà. Particolare attenzione si dovrebbe prestare ai giovani e alle donne nel garantire loro formazione e sostegno nella ricerca di un lavoro.

"Non riusciremo mai a sradicare povertà ed esclusione sociale dei Rom se non facciamo fronte all’antinomadismo . Questo report ci conferma che l’Ue dovrà impegnarsi ancor di più nel finanziare programmi per migliorare le condizioni di vita dei Rom dopo che finirà il programma di finanziamenti Ue per il 2020" ha commentato l’eurodeputata socialista Soraya Post.

@IreneGiuntella

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