Soldati davanti alla sede del Consiglio europeo di Bruxelles. REUTERS/Yves Herman
Soldati davanti alla sede del Consiglio europeo di Bruxelles. REUTERS/Yves Herman

Se la battaglia contro il terrorismo in Europa non è ancora finita. Torna la preoccupazione nell’Ue. O forse non è mai cessata nonostante un’apparente tranquillità. È l’impressione che si ha in queste settimane dal susseguirsi di allarmi Europol e avvertimenti direttamente dagli USA ai propri connazionali sul prestare attenzione nel viaggiare in Europa nel periodo natalizio e nei prossimi mesi.


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All’ indebolimento dell’Isis sul proprio territorio in Siria potrebbe non corrispondere la fine della minaccia terroristica in Europa, come già stato detto, potrebbe invece portare a ripercussioni più ampie in Europa rispetto alla minaccia terroristica.

I terroristi hanno intensificato il proprio impegno nel diffondere la propaganda sui social media, ma variando anche le modalità utilizzando più canali social e online , con diversi account per cercare di radicalizzare, reclutare e dirigere attacchi terroristici.  Che scenario potrebbe verificarsi nel 2017?

L’Europol ha recentemente coordinato un’azione di controllo delle piattaforme online con esperti dell’antiterrorismo in Belgio, Francia, Olanda e Romania: in due giorni sono stati analizzati 1814 messaggi online di terroristi e estremisti violenti, il contenuto dei messaggi era in nove lingue diverse e ospitato da trentacinque diverse piattaforme. L’indagine del 29 e 30 novembre scorsi, si è concentrata sulla produzione di materiale propagandistico online dell’Isis e di al-Qaeda e media collegati.

Il 2017 vedrà la sconfitta l’Isis?

Europol ha lanciato nei giorni scorsi l’allarme: con l’indebolirsi delle forze dello Stato Islamico, terroristi con le proprie famiglie potrebbero far ritorno nei paesi Ue di origine e si sarebbero moltiplicati gli appelli a utilizzare automobili esplosive come avviene negli attacchi in Siria e in Iraq. Tra i paesi indicati più a rischio: la Francia, poi il Belgio, l’Olanda, la Germania e il Regno Unito. Secondo gli esperti si potrebbero verificare nei prossimi mesi attacchi da parte di lupi solitari come di gruppo, diretti dall’Isis o ispirati all’organizzazione terroristica, con l’utilizzo di armi da fuoco o veicoli esplosivi o meno, coltelli e armi affilate. Gli esperti dell’antiterrorismo di Europol si aspettano che i terroristi inizino a pianificare attacchi direttamente dalla Libia. Potrebbero essere utilizzati anche metodi di estorsione e rapimenti in Europa. Target principali dell’Isis rimangono obiettivi semplici e non infrastrutture cruciali o impianti nucleari. Ma non si esclude l’utilizzo di armi chimiche.

E ancora una volta i rifugiati siriani potrebbero essere elementi deboli su cui l’Isis potrebbe puntare per avere reclute o infiltrarsi tra i campi rifugiati , ma soprattutto per cercare di creare uno scontro sempre più forte tra i migranti e la popolazione Ue . In generale , Europol sottolinea che i contatti tra criminali di lunga data e terroristi avvengano solo a scopo opportunistico o per supporto e obiettivi specifici. Ma allo stesso tempo è cresciuta la casistica dei criminali conosciuti che si sono prestati all’Isis, anche perché usufruiscono spesso della rete di collegamento del crimine organizzato nella preparazione di attacchi, nel reperimento di carte di identità false, di armi da fuoco.

Non si deve sottovalutare poi che l’Isis non è l’unico gruppo terroristico che minaccia l’Europa, ma ci sono anche Al-Qaeda e Al –Nusra. "E’ necessaria una migliore e più forte cooperazione nello scambio di dati tra le forze di intelligence europee per far fronte alla minaccia dell’Isis che è ancora alta" ha commentato recentemente Rob Wainwright direttore di Europol.

Inoltre anche il fattore donna non è da trascurare, tra i foreign fighters che sono o sono state in viaggio tra la Siria e l’Iraq si contano ora soprattutto donne: ad esempio il 40% dei foreign fighters olandesi in movimento ora è rappresentato da donne.  Le donne, secondo Europol, hanno dimostrato di essere abili nel reclutare o favorire il reclutamento già dall’Europa. Molte donne reclutate dall’Isis poi appena arrivate in Siria sposano un combattente , se non l’hanno già sposato via internet, e danno alla luce un figlio.  I bambini di donne combattenti sono nati spesso in Siria, saranno poi destinati alla formazione Isis per diventare futuri terroristi. In generale le donne più difficilmente faranno ritorno nel proprio paese rispetto agli uomini.  

Intanto in Europa continuano le perquisizioni e in Belgio ieri sono state arrestate (il fermo deve essere ancora confermato), otto persone coinvolte o che hanno prestato supporto, finanziato o reclutato terroristi per la Siria.

@IreneGiuntella 

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