Abe è partito per Vladivostock sperando di trovare un accordo di pace sulle Isole Curili, fermo dalla Seconda Guerra Mondiale. Putin però ha preferito parlare di Corea del Nord.

Shinzo Abe e Vladimir Putin assistono al Jigoro Kano International Judo Tournament evento ai margini del Eastern Economic Forum a Vladivostok, in Russia. 7 settembre 2017. REUTERS / Sergei Karpukhin
Shinzo Abe e Vladimir Putin assistono al Jigoro Kano International Judo Tournament evento ai margini del Eastern Economic Forum a Vladivostok, in Russia. 7 settembre 2017. REUTERS / Sergei Karpukhin

Ci si aspettava molto, in Giappone, dal meeting del 7 settembre scorso tra il premier Abe e il presidente russo Putin, in particolare, un accordo sulle isole a nord di Hokkaido. Accordo che però non è arrivato.


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Un «sistema speciale», che non dannneggi né gli interessi russi, né quelli giapponesi. Questo da decenni cercano i governi di Tokyo e Mosca per risolvere l’annosa questione delle isole Curili — quelle che in giapponese sono conosciuti come territori del Nord — un pugno di piccole isole a nord di Hokkaido e ad est dell’isola di Sachalin nel Mar di Okhotsk, estremo oriente russo.

All’ultimo Eastern Economic Forum, ospitato proprio dalla Russia a Vladivostock, la questione dello sviluppo economico congiunto delle isole Curili avrebbe dovuto essere al centro del terzo vertice bilaterale quest'anno tra il primo ministro giapponese Shinzo Abe e il presidente russo Vladimir Putin.

«Spero di fare progressi sul trattato di pace realizzando attività economiche congiunte e garantendo l’accesso senza visto alle isole per i cittadini giapponesi», aveva spiegato alla stampa lo scorso 6 settembre Abe, in partenza per la Russia.

Sono cinque le aree di cooperazione identificate da Tokyo per favorire lo sviluppo delle isole e raggiungere un accordo di pace a più di settant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale: progetti di acquacoltura; coltivazione in serra; turismo; generazione di energia elettrica con pale eoliche; misure di gestione dei rifiuti. I due paesi dovrebbero poi istituire un meccanismo di incontri diplomatici di alto livello per discutere periodicamente la realizzazione e l’avanzamento dei singoli progetti.

Nei mesi di giugno e luglio di quest’anno, riporta lo Yomiuri Shimbun, gruppi formati da attori pubblici e privati hanno condotto sopralluoghi nelle isole per raccogliere dati e informazioni.

Dopo la resa giapponese del 1945, le isole furono occupate dai soldati dell’Unione Sovietica. Da allora, in assenza di un Trattato di pace che dirima la questione, Tokyo continua a rivendicare la sovranità delle isole, che rimangono amministrate da Mosca. D’altra parte, la Russia punta ad attirare investimenti stranieri in questi territori, tra le aree più povere del paese.

Al vertice di Vladivostock, tuttavia, nulla di fatto sulle isole Curili. Putin ha fatto un breve riferimento al trattato di pace a cui le due parti starebbero lavorando ma senza parlare della contesa in essere sulle isole.

Invece di queste, i due leader hanno discusso principalmente di Corea del Nord, a pochi giorni di distanza dall’ultimo test nucleare di Pyongyang.

Nella strategia di Abe che più volte in questi anni ha sottolineato l'importanza di mantenere buoni rapporti con la Russia, avere l’appoggio di un membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è cruciale per spingere la comunità internazionale verso nuove sanzioni contro il «Regno Eremita». 

Per ora, il primo ministro giapponese è riuscito ad ottenere il sostegno "di principio" di Mosca sulla pericolosità dei test nucleari di Pyongyang e sulla minaccia che questi costituiscono per la pace e la stabilità nella regione. Tokyo vorrebbe ora, seguendo la linea Usa, puntare a sanzioni più decisive sugli approvvigionamenti di petrolio della Corea del Nord.

D’altra parte, però, Putin è stato categorico nel ribadire l’intenzione di continuare a cooperare con Pyongyang evitando nuove sanzioni economiche o un’escalation militare. «Creare un’atmosfera militare e favorire un’isteria generale potrebbe essere controproduttivo e non condurre a risultati concreti», ha detto Putin ai margini del vertice di Vladivostock.

E visto il clima di tensione venutosi a creare dopo che un missile nordcoreano ha sorvolato il territorio giapponese lo scorso 29 agosto, chi ha orecchie per intendere intenda.

@Ondariva

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