C’è un Paese che è sempre più urbano e sempre meno rurale. È giovane e istruito, ma inizia ad invecchiare. È un Paese che cresce e ha oggi 79.926 milioni di abitanti, ovvero 4.92 milioni in più rispetto a cinque anni fa. L’Iran è quella realtà dove le famiglie diventano lentamente più ristrette e le giovani coppie aspettano qualche anno dal matrimonio prima di avere figli. È quel Paese in trasformazione dove diminuiscono i single mai sposati, ma aumentano allo stesso tempo le donne divorziate.

Photo credit Stella Morgana

A raccontarlo sono i dati preliminari dell’ultimo censimento nazionale (2016-2017), effettuato in due fasi: 1) registrazione online (in Iran quasi la metà della popolazione usa Internet) e 2) interviste porta a porta.


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Città versus campagna

Negli anni della crisi economica e dei tentativi di ripresa, in quelli dei negoziati per raggiungere l’accordo sul nucleare e ottenere la sospensione delle sanzioni internazionali, oltre 5 milioni di iraniani hanno scelto di vivere in una dimensione urbana. Attualmente le strade delle città persiane sono popolate da 59.146 milioni di persone, ovvero 18.126 milioni di famiglie, contro i 20.730 milioni (6.070 milioni di famiglie) che abitano nei villaggi rurali, come ha dichiarato Omid Ali Parsa, direttore del Centro Statistico Iraniano.

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Il contesto che i numeri fotografano è quello di un Iran che ha un livello di istruzione elevato, al 94.7 per cento, e per questo opta per una vita urbana, dove l’offerta lavorativa è maggiore, la dimensione sociale più aperta.

Città piene, case vuote

C’è stato un anno nella storia recente dell’Iran, in cui i prezzi del pollo e del riso crescevano di mese in mese fino a raddoppiare e l’inflazione metteva a dura prova l’economia iraniana schizzando al 29 per cento. Era il 2012. In quegli stessi mesi si costruivano grattacieli di lusso e case costosissime, lontane dalle possibilità della maggior parte degli iraniani. Oggi quegli appartamenti sono vuoti. In cinque anni il numero degli edifici disabitati è passato da 1.663 a 2.587 milioni. Solo a Teheran ci sono quasi 500 mila palazzi vacanti, ovvero il 13 per cento in più rispetto al 2012.

Il futuro dei trentenni e la “finestra demografica”

Se nel 2012 il 55 per cento degli iraniani aveva meno di 30 anni, i dati del 2017 dicono che l’età media è salita da 29 a 31. I figli degli anni Ottanta e del dopo rivoluzione, concepiti ai tempi della guerra con l’Iraq e della propaganda pro-nascite, sono la risorsa principale del Paese. Ma anche loro invecchiano. Quella che sta attraversando adesso l’Iran è “una finestra demografica che dovrebbe durare per i prossimi 30-40 anni prima che la popolazione anziana diventi dominante”, come ha spiegato qui Mohammad Esmaeil Motlaq, direttore della sezione Popolazione, Famiglia e Scuola del Ministero della Salute. Il nodo della questione riguarda il tasso di fertilità che è attualmente leggermente inferiore a due figli per donna, numero che consente il naturale ricambio generazione in una popolazione.

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Famiglie sempre più ristrette

Se i giovani fanno meno figli significa che i nuclei familiari diventano più piccoli, esattamente dello 0.2 per cento rispetto al 2011-2012. Negli ultimi cinque anni, le famiglie con cinque figli sono scese dal 21 al 15 per cento, mentre quelle costituite da una coppia sono aumentate dal 18.4 al 20.7 per cento. E se i numeri non mentono, una generazione di figli unici, dunque, è quella dell’Iran che verrà.

Aumentano le donne divorziate

Mentre sempre più iraniani (specialmente nelle grandi città) perdono interesse nel matrimonio e il governo prova ad andare ai ripari promuovendo campagne per convincere le coppie a sposarsi (con un “dichiarato” successo pari al 3 per cento secondo l’ultimo censimento), aumenta al 2.2% il numero delle donne che scelgono di divorziare. E se guardiamo ancora un po’ più indietro, è evidente che negli ultimi dieci anni, le persone non sposate sono praticamente raddoppiate (specialmente tra il 2012 e il 2015). Nel frattempo, mentre la crisi economica ha fatto schizzare il tasso di disoccupazione tra i giovani, si sono trasformate le relazioni tra uomini e donne e sono cambiati molti tabù sociali. Se l’età media in cui gli iraniani si sposano è fissata tra i 20 e i 34 anni per gli uomini e tra i 15 e i 29 per le donne, oggi sono sempre di più i giovani che – almeno nelle grandi città – rimandano il fatidico giorno a data da destinarsi.

@transit_star 

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