Soccer balls are seen during a training. REUTERS/Eric Gaillard

Simpatico, discreto e lavoratore. Non era certo questo il profilo del terrorista che aveva disegnato l’intelligence francese per prepararsi agli Europei 2016, eppure è così che i concittadini di Gregoire M., l’attentatore 25enne arrestato in Ucraina, lo descrivono.


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Il primo caso di complotto contro i campionati di calcio del nostro continente, infatti, non viene da un musulmano intenzionato a morire da martire, ma da un giovane di estrema destra, che voleva protestare contro l’eccessiva apertura culturale della Francia. Gregoire M. era andato fino in Ucraina orientale per organizzare una serie di attentati con l’aiuto di gruppi armati nazionalisti.

Una scoperta sorprendente dunque, che non fa che alzare il livello di allarme in vista della manifestazione sportiva in programma dal 10 giugno al 10 luglio. La lista dei sospetti, infatti, si allunga ogni giorno di più. I servizi di sicurezza americani segnalano addirittura che ci sarebbero 82 soggetti pericolosi – tra i quali inseriscono tutti coloro che sono stati segnalati per idee radicali o comportamento discutibile – tra il personale assunto dallo Stato francese per rafforzare l’apparato di sicurezza. E cioè tra quelle 3500 persone selezionate appositamente per aiutare la gendarmerie durante gli Europei, quando gli uomini in servizio per garantire l’incolumità dei visitatori saranno 90mila.

Isis, jihadisti infiltrati, estrema destra. Il rischio può arrivare dunque da qualunque parte, anche dalla polizia stessa. Ma il governo francese si sta preparando da mesi. A Lione ha simulato l’ipotesi di un kamikaze che si fa esplodere tra la folla all’uscita dello stadio, in tutte le maggiori città ha inviato truppe di militari e alle frontiere – chiuse da novembre – ci saranno 5mila poliziotti.

Anche gli obiettivi sono molteplici, ma i luoghi più a rischio sembrano le fan zone. Nate nel 2006 ai Mondiali di Germania e gestite dalla città ospitante, sono le aree aperte dove i tifosi che vogliono guardare insieme la partita hanno a disposizione schermi giganti. In Francia ce ne saranno dieci, di cui una, vicina alla Torre Eiffel, potrà contenere addirittura 92mila persone. Troppe, secondo una parte della destra francese, che non crede che sia possibile garantire la sicurezza di tutto questo pubblico. Nicolas Sarkozy l’ha detto chiaramente: «Non vedo perché dobbiamo affrontare questo rischio, sarebbe meglio cancellare le fan zone». Ma la maggior parte dei francesi non è d’accordo. Il 39 per cento dice che per eventi festivi vanno conservate, mentre solo il 32 per cento vorrebbe abolirle del tutto

Il governo non vuole sacrificare l’evento sportivo – e i guadagni ad esso legati – sull’altare della guerra al terrorismo. Preferisce che a venir toccati siano il diritto alla libera circolazione e alla riservatezza. Oltre a pattugliare le frontiere, dunque, la Francia si prepara a captare e immagazzinare dati sensibili di migliaia di visitatori. Con una legge entrata in vigore il 3 giugno, infatti, le forze dell’ordine che indagano su casi di terrorismo potranno applicare sistemi di autorizzazione speciale per l’accesso in certi luoghi, perquisire il bagaglio di un visitatore soggetto a controllo di identità e anche trattenerlo sul posto. E gli agenti potranno pattugliare i dintorni dello stadio con una bodycam, una telecamera all’altezza della cintura, che registrerà immagini e suoni relativi a migliaia di persone.

@ceciliatosi

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