Lo scorso 12 luglio durante l’assemblea dell’Abi, insieme ai soliti problemi di cui sentiamo parlare quotidianamente sulla situazione e le prospettive delle banche italiane, con annessi provvedimenti presi o da mettere in atto, si è discusso dell’importanza degli investimenti nelle tecnologie avanzate.

Photo credit: www.linkedin.com/pulse/
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Durante gli interventi, tasto più volte toccato è stato quello della rivoluzione tecnologica come elemento chiave per migliorare l’operatività bancaria per i clienti, cui è necessario permettere l’accesso a servizi innovativi come i sistemi di pagamenti, generando nuove efficienza nei rapporti con la pubblica amministrazione, ma allo stesso tempo ponendo nuove sfide sia ai mercati, ad esempio il trading ad alta velocità, sia ai sistemi di sicurezza nella lotta ai crimini informatici.


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Nello stesso giorno, ero presente al Forum intitolato “Le sfide digitali” organizzato dalla rivista di geopolitica Eastwest, durante il quale si è parlato con insistenza sull’impatto che l’utilizzo degli algoritmi avranno sulla produzione e diffusione delle informazioni, che devono essere sfruttate in maniera completa sia per gestire meglio i servizi e le operazioni bancarie ma anche e soprattutto per conoscere più in profondità i comportamenti degli agenti economici, siano essi famiglie o imprese. Ed è in questo contesto che ho sentito parlare di fintech, organizzazione di business innovativa, nuovi impieghi, e la necessità imprescindibile di cambiamento.

L'industria bancaria si è evoluta enormemente nell'ultimo decennio sotto tutti i punti di vista ma, sorprendentemente, la maggior parte delle banche ancora non riesce ad utilizzare le informazioni all'interno dei propri database e, in più, alcuni esperti del settore prevedono il moltiplicarsi del volume di dati di circa sette volte prima del 2020. I cosiddetti Big Data rappresentano un passo enorme verso lo sviluppo dei nuovi sistemi finanziari e saranno driver principale del progresso del ventunesimo secolo.

Ma cerchiamo di capire meglio quali potrebbero essere i grandi vantaggi che questi apporterebbero e come fare in modo che le cose si semplifichino invece di complicarsi ulteriormente.

Modifiche nell’offerta dei servizi e valutazione complessiva del progresso

Internet e i Big Data hanno già reso molto più facile monitorare e valutare come le banche, a cui sono state affidate tonnellate di informazioni personali dei loro clienti, stanno gestendo questo avanzamento tecnologico. In primo luogo, le banche possono ora utilizzare questi dati per monitorare costantemente i comportamenti di transazione dei loro creditori in tempo reale, consentendo loro di usufruire del servizio giusto al momento giusto e aumentano quindi la produttività complessiva.

E’ importante che le banche siano in cima per questo tipo di cose perché responsabili della sicurezza dei fondi dei loro clienti, nonché dei loro dati personali. I database di piccole dimensioni non possono semplicemente continuare ad esistere con il crescente volume di informazioni. Quindi, se il settore bancario non riesce ad attuare con successo queste nuove procedure di gestione di Big Data, i loro database saranno quasi certamente inutili ed inutilizzabili.

Inoltre, nonostante allarghino la quantità di informazioni in grado di essere maneggiate con efficienza, il loro ruolo deve essere comunque quello di semplificare i compiti, consentendo alle banche di razionalizzare i processi di lavoro e risparmiare tempo e costi, ma anche dando la possibilità di individuare e risolvere i problemi prima che i clienti ne siano influenzati.

Rilevamento e prevenzione delle frodi e gestione del rischio 

I Big Data aiuteranno l'industria bancaria a rendere coloro che usufruiscono dei servizi più “legati” e responsabili delle proprie scelte, permettendo, ad esempio, di tenere traccia dei limiti delle carte di credito e dei prestiti da parte dei clienti, garantendo che non oltrepassino determinate soglie. D’altra parte, essi  svolgono un ruolo fondamentale nell'integrare i requisiti delle banche in una piattaforma centralizzata e funzionale. Ciò riduce le probabilità delle banche di perdere dati o di ignorare le frodi.

Dal punto di vista della security, uno dei maggiori problemi del settore è senza dubbio la frode e i Big Data in questo senso consentirebbero alle banche di sapere quando vengono effettuate transazioni non autorizzate, offrendo un livello di sicurezza che aumenterebbe senza dubbio gli standard richiesti nel medio-lungo periodo.

Segmentazione del cliente

I Big Data forniranno poi alle banche approfondimenti sulle abitudini e sui modelli di spesa del cliente, semplificando il compito di accertare le loro esigenze e desideri. Essendo in grado di tracciare ogni transazione del cliente, essi potranno essere categorizzati in base a diversi parametri, inclusi i servizi comunemente accessibili, le spese per carte di credito preferite o addirittura il patrimonio netto. Il vantaggio della segmentazione del cliente è che consente anche alle banche di individuare il suo target e  le campagne pubblicitarie relativamente più adeguate per soddisfare le sue esigenze.

Questo processo può essere ulteriormente utilizzato per creare e distribuire nuovi schemi e piani, diretti specificatamente alle esigenze dei consumatori di servizi. Analizzando le spese e le transazioni passate e attuali, una banca può avere una chiara comprensione di come ottenere il tasso di ricavo più alto. La creazione di offerte personalizzate sui loro prodotti darà alle banche la possibilità di creare relazioni più significative con nicchie di mercato prima mai sfiorate.

Appena un terzo delle banche italiane ha avviato progetti per sfruttare Big Data interni e organizzare le informazioni sulle abitudini e le richieste potenziali della clientela, anche perché manca ancora capitale umano in grado di operare questa transizione.

E’ necessario comprendere che la tecnologia non deve essere più, per così dire, ancillare rispetto allo sviluppo dei prodotti e processi, ma essa stessa fonte di nuove creazioni che si affiancheranno al mondo tradizionale, per allargare le scelte del pubblico, accrescerne la soddisfazione dei bisogni, ridurre i costi e accelerare i tempi di esecuzione.

@Fala_luigissi96

 

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