Photo credit: www.scuolazoo.com
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Un recente sondaggio di TD Bank rivela che la nostra generazione esce il doppio se la si paragona alla Generatione X e ai “Baby Boomers”: quando si tratta di pagamenti, l'indice nazionale di spesa dei consumatori di TD Bank, partendo dalle abitudini di spesa mensili dei consumatori e dalle loro preferenze, svela che, anche se i Millennials fanno più acquisti senza restrizioni e escono più frequentemente di altri gruppi di età, spendono fino al 27% in meno. Tendiamo a utilizzare contanti, carte di debito e assegni più spesso ($ 5.200) e a spendere il 22% in meno ($ 3.300) rispetto al consumatore ordinario.


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In media, gli americani spendono $ 4.700 all'anno con carta di credito e $ 2.400 in contanti; carte di debito e assegni vengono usati per acquisti discrezionali. Secondo un altro studio, solo il 37% dei Millennials ha fiducia nella gestione del proprio credito, mentre il 70% detiene i propri risparmi e investimenti in contanti. Questo è dimostrato dai risultati di un altro sondaggio, secondo cui 7 Millennials su 10 preferiscono la carta di debito alla carta di credito per i loro acquisti.

Tuttavia, il Millennial medio esce 13 volte al mese, spendendo $ 103, per una media di $ 7,90 per transazione, spesa relativamente bassa se messa a confronto con i nove viaggi con $ 122 di spesa ($ 17 per transazione) del consumatore medio. Quindi, un’interessante conclusione dell'indagine è che spendiamo meno al mese sugli acquisti rispetto ai gruppi più anziani.

Inoltre, i consumatori americani spendono una media di $ 1.000 al mese su elementi discrezionali come mangiare fuori, acquistare vestiti e viaggiare e circa $ 1.600 al mese su fatture come l'affitto o il mutuo. Questo raggiunge un totale complessivo di $ 32.000 l'anno (esclusi i pagamenti per l’automobile, il rimborso di debiti o l'assistenza sanitaria). I Millennials, invece, spendono circa $ 26.000 l'anno: il 27% in meno rispetto alla Generazione X e il 23% in meno rispetto ai “Baby Boomers”. L'unica categoria in cui i Millennials hanno il primato è quella dei caffè e fast food - dimostrando una necessità di cibo rapido e frequenti dosi di caffeina.

Mentre l'indagine dipinge i Millennials come una generazione flessibile, potremmo intrepretare la stessa storia da un'altra prospettiva: alcuni ritengono che questo cambiamento di atteggiamento sia sintomo del valore che i Millennials attaccano alle loro esperienze. I Baby Boomers, i più grandi consumatori del nostro recente passato, si distinguevano per il loro maniacale attaccamento nei confronti del “possesso” poiché segno di successo. Oggi, invece, possedere un prodotto è facile: anche la persona più povera può possedere un telefono cellulare se lo desidera veramente. Possedere qualcosa non significa più nulla ed è diventato quasi scontato. E così i Millennials guardano altrove. Per noi, l'esperienza vale di più. E’ per questo che sempre di più stiamo cercando di massimizzare la nostra produttività lavorando da casa (il cosiddetto “smart working”). Il nostro stile di vita è diventato più importante dell’idea di perseguire una carriera tradizionale semplicemente per comprare un’automobile o una casa. E la differenza è significativa. Secondo uno studio, il 52% dei consumatori della nostra generazione sta spendendo soldi sugli acquisti connessi “all'esperienza”. Siamo alla ricerca di qualcosa che fornisca loro un'impressione duratura; vogliamo la possibilità di connetterci con nuove persone. E’ per questo che i Millennials vengono sempre più di frequente definiti “Generation Rent”.

Se c’è una cosa su cui siamo disposti a spendere i nostri soldi, però, è viaggiare. Ma non solo: valorizziamo ogni sorta di esperienza - spettacoli dal vivo, eventi sportivi, concerti e altri eventi sociali - molto più che i beni o persino raggiungere un determinato successo lavorativo.

Anche i social media sono responsabili del cambiamento nel modo in cui i Millennials stanno spendendo: ognuno può parlare della propria vita e scoprire le vite degli altri, cosa che le generazioni precedenti non avevano la possibilità di fare. Vogliamo sentirci connessi ma allo stesso tempo abbiamo paura di “perderci”. La tecnologia ha contribuito a guidare questo mutamento e ha portato alla crescita di quella che potremmo chiamare “economia dell'esperienza”.

A ciò si aggiunge il fatto che oggi il mondo è radicalmente diverso. I Millennials si trovano a vivere in un momento difficile. Molti di noi sono cresciuti durante la crisi finanziaria, la peggiore recessione che le nostre nazioni hanno sperimentato negli ultimi decenni, e per questo tendiamo ad essere più avversi al debito. Paradossalmente, dall’altro lato, abbiamo un immenso importo da restituire a causa i debiti contratti per pagarci gli studi. Ancora, i Millennials hanno avuto accesso a molti meno soldi rispetto alle generazioni precedenti a causa degli alti livelli di disoccupazione e di scarso rendimento dell’economia per cui hanno sviluppato i più svariati modi per gestire le loro finanze in modo strategico e dare priorità alle spese personali: stiamo mettendo da parte il matrimonio per evitare le spese legate alle nozze; non stiamo comprando automobili e case agli stessi livelli delle generazioni precedenti e preferiamo invece la condivisione di auto e case, o rimanere con i nostri genitori. Tuttavia, mentre stiamo facendo relativamente bene nella pianificazione per la pensione, non stiamo investendo nel mercato azionario come le generazioni più vecchie.

La generazione dei Millennials è diversa dalle altre per una varietà di ragioni e le loro abitudini di acquisto non costituiscono un'eccezione: ci stiamo prendendo un ruolo da protagonisti anche in questo. Negli USA e in Canada, la maggioranza della forza lavoro è ormai composta dalla nostra generazione e ciò segna un grande punto di svolta. Gli amministratori delegati si stanno chiedendo perché le vendite sono in discesa e perché si stanno ancora affidando alle generazioni più vecchie per soddisfare i loro obiettivi finanziari. Attirare i Millennials, oggi, è la prossima grande sfida delle aziende.

@Fala_luigissi96

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