Janus Putkonen, direttore dell'agenzia DONi press.
Janus Putkonen, direttore dell'agenzia DONi press.

DONBASS - Continua l’esame delle email leakate dai computer della “repubblica di Dontesk”. La macchina della propaganda separatista è nelle mani di un manipolo di stranieri accomunati dal sentimento antiamericano. Ma dilaniati da una lotta per il potere.


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L’agenzia DONi press è di fatto una centrale di controllo delle informazioni. Il suo direttore, il finlandese Janus Putkonen che si è trasferito a Donetsk per svolgere la sua missione, vaglia i giornalisti stranieri che chiedono l’accredito al press center della Dnr, scrive report su di loro, cura la linea dell’informazione della “repubblica”, lavora per la contronarrazione sull’abbattimento del volo Malaysia MH17, e riferisce tutto diligentemente al “ministero dell’Informazione”.

Insieme a lui lavora un team internazionale di “volontari”, compreso un ex agente della Cia, David “Dave” Simpson, che dichiara espressamente di prendere ordini da un ufficiale di Mosca, Roman Manekin. Quest’ultimo scrive sulla sua pagina VK di lavorare per l’ufficio stampa del ministero degli Esteri della Federazione russa.

Lotta interna

Il 5 aprile 2016, Dave Simpson scrive a Putkonen un’email dall’oggetto «top secret», in cui dice che «Manekin è l’ufficiale a tre stelle assegnatomi da Mosca, a cui io devo riferire e per cui sono responsabile qui. Se sai qualcosa che non so, sono felice di ascoltare». Da un altro scambio di email tra Simpson e Tatiana Egorova del “ministero dell’Informazione” per organizzare un’intervista con la tv russa Ntv, emerge che Manekin è spesso al fianco dell’americano.

Simpson arriva in Donbass all’inizio del 2016 e viene subito messo in vetrina da Putkonen come l'ex agente della Cia disgustato dall’imperialismo americano e pronto ad aiutare la causa della Dnr. Le sue comparsate su DONi e altre televisioni locali si moltiplicano. Tanto che a Putkonen viene in mente di creare una serie di documentari intitolata «Donbass life with Dave». Prepara una sinossi di quattro episodi e il 18 marzo la manda a Egorova per l’approvazione. La serie però non vedrà mai la luce.

Simpson – e, alle sue spalle, Manekin – sembra volersi attribuire più potere di quanto ne ha. E forse pesta i piedi a Putkonen, che invece sembra avere più potere di quanto ne mostri. È lui a girare a Egorova l’email «top secret» ed è sempre lui, il 5 giugno, a mandare all’ex agente Cia la lettera di licenziamento. Non prima di averla fatta però vedere ai piani alti del ministero. «Nella sua email del 5 maggio ha confessato di aver costantemente infranto le regole di sicurezza, contro gli ordini diretti di Janus Putkonen, riferendo informazioni a terzi (citati nella sua email). La violazione è stata riportata alla sicurezza nazionale della Dnr che oggi stesso ha aperto un’inchiesta», scrive in direttore di DONi.

Far saltare le prove su MH17

Putkonen è il vero deus ex machina della propaganda separatista. È lui che segnala i giornalisti «amici» e quelli «nemici», dà pareri sul rilascio degli accrediti per lavorare a Donetsk («persona ok», oppure «suggerimento: NO», manda i suoi «report settimanali» al ministero, consiglia di «controllare gli spostamenti» di chi non lo convince. E quando mostra il suo disappunto perché un giornalista “novorusso” non lavora come vorrebbe, Egorova lo tranquillizza prontamente: «Questo giornalista è sotto il nostro controllo, non ti preoccupare :)».

Ed è lui il regista della contronarrativa sull’abbattimento del Boeing Malaysia nel 2014, oggetto di un’attenta indagine internazionale e obiettivo mirato della disinformazione russa. «Possiamo veramente far saltare tutte le ‘prove’ prodotte dall’Sbu [i servizi segreti ucraini] sul [sistema antiaereo] Buk a Donetsk con l’aiuto di Max Van Der Werff, dall’Olanda», scrive a Egorova il 14 ottobre 2015.

Van Der Werff presenta le sue investigazioni su MH17 pubblicate sul suo sito Kremlintroll.nl  e comincia a mandare a Putkonen e Egorova le sue analisi e le decostruzioni degli articoli che compaiono sulla stampa internazionale. Si incontra con il “ministro degli Esteri” della Dnr, Aleksandr Kofman e prepara un piano d’azione per smentire gli investigatori olandesi.

E Putkonen supervisiona il tutto in nome del giornalismo verità. Perché la macchina della propaganda separatista, pur nella piccola Dnr, funziona a pieno regime.

 @daniloeliatweet

 

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