Si chiama Avbpm ed è quattro volte più potente della Moab Usa. È russa l’arma convenzionale più potente al mondo. Tanto che gli americani stessi l’hanno soprannominata Foab, Father Of All Bombs. E se Putin decidesse di usarla?

Nella gara a chi ce l’ha più grosso – il missile – non è Trump a vincere. Questo è stato fatto notare dagli esperti quasi immediatamente dopo lo sgancio della Moab americana in Afghanistan. Il primato è di Putin, con la sua “Bomba aerea termobarica a elevato potenziale”, nell’acronimo russo Avbpm. Potenza in tonnellate di Tnt quattro volte superiore alla Gbu-43 americana, raggio distruttivo di 300 metri contro 150, e temperatura della palla di fuoco doppia. Nel commentarne il potere distruttivo, il vicecapo di Stato maggiore Alexandr Rukshin, pare abbia detto che «Tutto ciò di vivo nel suo raggio d’azione semplicemente evapora».


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Ma quella che gran parte della stampa generalista ha chiamato “la risposta” di Putin a Trump non ha niente a che vedere con il fatto che la Moab sia stata usata per la prima volta qualche giorno fa.

La Foab aveva fatto la sua comparsa nel 2007, suscitando un certo clamore. Ora, tutti gli occhi sono tornati su di lei.

È iniziata una nuova era delle superbombe? Può Putin decidere di sganciare una sua Foab?

Effetto propaganda

Non è un’ipotesi così remota. Durante le prime mosse dell’intervento russo in Siria, il Cremlino aveva fatto sfoggio della propria capacità di colpire a distanza e con precisione lanciando dei missili Kalibr da quattro corvette nel Mar Caspio, a più di mille chilometri di distanza. Si era trattato di un’azione dispendiosa e apparentemente inutile dal momento che lo stesso risultato poteva essere ottenuto lanciando missili dai propri aerei di base a Latakia. L’effetto propagandistico, però, aveva ripagato il Cremlino della spesa: era chiaro a tutti come la Russia potesse colpire con precisione obiettivi anche a lunga distanza con armi convenzionali.

È esattamente quello che è successo oggi con la Moab di Trump. Ha ottenuto lo stesso effetto al suolo di una decina di Tomahawk, ma ha lanciato un messaggio chiaro al resto del mondo. Cioè che gli Usa possono ricorrere alla forza bruta senza per questo infrangere il tabù nucleare. Musica per le orecchie di Putin.

Nessun obiettivo

Non è azzardato dire che dopo il lancio della Moab, il Cremlino un motivo in più – e molte remore in meno – a usare la propria Foab. Magari non oggi, ma l’asticella è stata elevata. L’uso di atomiche, anche tattiche, si porterebbe dietro una forte riprovazione internazionale. E, del resto, la forza dell’arsenale nucleare è nella dissuasione.

La bomba termobarica ha un potere distruttivo paragonabile a una piccola atomica, senza però le radiazioni. Un’esplosione di potenza muscolare che distrugge tutto in un raggio di 300 metri ma non genera alcun fall out.

Se Putin decidesse di farne ricorso, potrebbe contare sul precedente americano per scrollarsi di dosso un’eventuale condanna internazionale. Il punto è però nelle aree di intervento militare russo, dall’Ucraina alla Siria, non esiste alcun obiettivo che potrebbe giustificare l’uso di una bomba così potente. In altri termini, non è che Putin non possa usare la sua Foab, è semplicemente che non saprebbe dove sganciarla.

@daniloeliatweet

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