Credit: radio godot

Crush the terrorists with your mind” recita, fra il serio e il faceto, un manifesto dal gusto retrò nel quale un pilota stringe la mano, come a concentrarsi nell'atto di schiacciare qualcosa. Il nemico, appunto. E sotto: “US Dept. Psy Ops”, cioé guerra psicologica ( psychological operations, nda) una forma di combattimento che parrebbe moderna, ma in realtà è molto antica e che si muove sui binari dell'informazione e della propaganda per sondare ed influenzare comportamenti e stato d'animo del nemico.


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Comunicazione che, chiaramente, passa anche attraverso ai media tradizionali come la radio che, in territori impervi e scarsamente coperti dal segnale televisivo come l'Afghanistan, può avere un ruolo fondamentale. Lo sanno bene i militari del 28° reggimento “Pavia” - comunicazione operativa, unità storica dell' Esercito Italiano (erede di una brigata nata nel 1860) che fino al marzo scorso ha seguito un'emittente radiofonica nella base NATO di Herat.

Storia

“Ardeam dum luceam.Dai duri cimenti della guerra nella tormentata trincea e nella aspra battaglia conobbe ogni limite di sacrificio” è ancora visibile sulla lapide, intatta, posta all'ingresso del Centro Addestramento Reclute di Falconara Marittima, un tempo sede dell'84° rgt “Venezia”, oggi in decadenza. Copertosi di gloria nelle due guerre mondiali poi destinato alla formazione dei soldati di leva, dalla metà degli Anni Duemila il “Pavia” è parte del COMFOSE (Comando Forze Speciali Esercito); nella nuova veste di unità con funzioni di “comunicazione operativa” il reparto è articolato in: Comando di reggimento, compagnia comando, un battaglione e tre compagnie specializzate nella produzione di materiali stampa ed elettronici, televisivi e radiofonici.

RBW

Per la guerra piscologica la comunicazione è fondamentale, in particolare in teatri operativi nei quali la carenza di canali d'informazione rende difficile la penetrazione di news relative alle attività svolte dai contingenti ivi dislocati. Nel caso del 28°, il terreno aspro e le divisioni sociali dell'Afghanistan rendono necessario un quotidiano contatto con la popolazione, che si è materializzato con Radio Bayan West onair in lingua locale, con notizie sulle attività della NATO e indicazioni e consigli per i civili, in una nazione in cui i pericoli non mancano: attentati, rapimenti, pericolo ordigni inesplosi (l'Afghanistan non conosce pace dal 1979, anno dell'invasione sovietica).

PsyOp in pillole

Duranteun'intervista rilasciata alla RSI(Radio Svizzera Italiana) nel dicembre 2014, il capitano Silvia Greco (allora direttore di RBW) ha ricordato che il compito dell'emittente è “comunicare che il cambiamento c'è stato e voler infondere fiducia nella popolazione per spiegare agli afghani che possono iniziare a muoversi con le loro gambe. Cerchiamo di dare una buona iniezione di ottimismo, tentando di trasmettere quelle notizie dalle quali trapeli il sostegno che la comunità internazionale dà all'Afghanistan”.

Ma è sufficiente una radio a “piegare” la strategia di terrore alla quale per anni hanno ricorso i talebani?

Il massimo dell'abilità consiste nel piegare il nemico senza combattere” sentenziava, oltre duemila anni fa, Sun Tzu e, se è vero come ricorda Jerrold M. Post che la guerra piscologica si sviluppa nel condurre “azioni politiche, militari ed ideologiche finalizzate ad influenzare comportamenti, emozioni, capacità per sostenere il raggiungimento degli interessi nazionali” ( da Psychological Operations and Counterterrorism, Joint Force Quarterly, aprile 2005), il fatto che oggi RBW sia riuscita a fare “audience” nelle provincia di Herat significa che gli studenti coranici hanno perso parte dell'appeal che ha permesso loro di sviluppare una tenace resistenza nelle prime fasi della guerra statunitense.

Radio al fronte

L'esperienza di RBW è nuova per l'Afghanistan, ma non per il mondo dell'intelligencee dellepsyops: negli Anni Trenta, Radio Bari ha un palinsesto in lingua araba destinato a sobillare e ad infiammare gli animi nei mandamenti coloniali del Medio Oriente; il progetto è recuperato ed ampliato dai britannici che, dai microfoni della BBC, rassicurano l'Europa occupata dall'Asse con notizie che “bucano” la propaganda tedesca, spingendo gli ascoltatori a simpatizzare e a sostenere, moralmente, la causa degli Alleati. Anche gli americani hanno una loro emittente, diventata popolare nel dopoguerra grazie alla pellicolaGood Morning Vietnammentre, in tempi più recenti, il contingente italiano in Kossovo ha sperimentato l'esperienza di Radio West (chiusa nel 2009), un viatico informativo e di intrattenimento che si mostra vitale in un angolo di mondo sconvolto da tensioni sociali e odi razziali dalle radici molto antiche.

Quanto all'Afghanistan, è bene non dimenticare che ci sono alcuni ostacoli che rendono il lavoro psyops più complesso primo, le divisioni tribali che privano le aree periferiche di un controllo che neanche i taliban, nel lontano 1996, sono riusciti ad imporre, secondo, la progressiva penetrazione dell'Isis – Khorasan Province mina la già precaria stabilità interna di una nazione che ha bisogno di tempi particolarmente lunghi per raggiungere una stabilità sociale e politica. E' per questo che le attività di “comunicazione operativa” come RBW devono continuare e, al momento, l'idea di lasciare le redini dell'emittente alle autorità afghane (ponendo fine di fatto all'attività del “Pavia”) pare essere il modo migliore per responsabilizzare i locali, coerentemente a quanto affermato dal capitano Greco: “spiegare agli afghani che possono iniziare a muoversi con le loro gambe”.

@marco_petrelli

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