710 milioni, la metà della popolazione totale, in viaggio. La tradizionale settimana di vacanza a ottobre dei cinesi, quest'anno diventa speciale e registra numeri record, mettendo in evidenza i tanti cambiamenti, rapidi ma epocali, del paese.

Le «super vacanze» dei cinesi

La «golden week» in Cina è il periodo di vacanze legato alla festa  della Repubblica popolare cinese. Quest'anno la «golden week» diventa «super», perché dura un giorno in più: contemporaneamente alla festa nazionale il 2017 vuole che la luna piena arrivi nella notte del 4 ottobre: si celebra dunque anche la Festa di Metà autunno o Festa della Luna, una delle ricorrenze principali per la popolazione, dopo il capodanno cinese.


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E per festeggiare questo straordinario super periodo di vacanza, si sono mossi 710 milioni di cinesi, la metà del paese, facendo entrare nelle case dell'industria del turismo 90 miliardi di euro.

Le origini contadine della Cina oggi sono in volo. O in treno

Quando Mao sulla Tiananmen, il primo ottobre del 1949, celebrò la nascita della Repubblica popolare cinese, il paese era allo stremo. Mao invitò e promise che il paese e i cinesi si sarebbero «rialzati in piedi», garantendo un futuro alla propria popolazione e riportando il paese al posto internazionale che gli spettava, al centro del mondo.

La Cina usciva dal suo periodo storico più umiliante: era caduta – tra corruzione, incapacità amministrative e decadenza - l'ultima dinastia imperiale, la Cina era stata falcidiata da invasioni, da trattati ineguali, guerra dell'oppio e concessioni agli occidentali, era stata occupata dai giapponesi e poi era stata dilaniata dallo scontro tra comunisti e nazionalisti. Era una Cina a maggioranza rurale, con un'ampia popolazione di contadini sui quali puntò tutto il leader comunista Mao Zedong.

E anche la festa di metà autunno – celebrata con giochi di luci delle lanterne e con dolcetti della luna tradizionali e dal gusto autunnale – ricorda un passato rurale: si celebra la luna piena affinché protegga e custodisca e garantisca raccolti importanti, sperando che il Cielo sia clemente con la dura vita nei campi. Immaginatevi la Cina descritta nei libri di Mo Yan: fatica, braccia e gambe anchilosate per ottenere qualcosa dalla terra: qualcosa da mangiare per sopravvivere.

Si tratta però di un legame con la natura ormai quasi antico, immagine di un paese che forse non c'è più o che resiste nel nostro immaginario occidentale, che vorrebbe la Cina come ce la siamo sempre immaginata. Un legame che oggi indubbiamente stride. La Cina è infatti la seconda potenza mondiale, si affaccia su un panorama internazionale con una nuova consapevolezza, di cui sono coscienti i cinesi stessi.

È una Cina urbanizzata, concentrata sui servizi sulle nuove tecnologie, sulla ricerca e sulla «qualità». Mentre la campagna è in grande difficoltà a trovare terreni e produrre beni a causa dell'inquinamento e del restringersi di quegli spazi che sembravano infiniti e che oggi sono mangiati dal cemento e dallo sviluppo.

Una campagna che negli anni si è spogliata dei suoi abitanti, specie i più giovani, e che solo ultimamente vede un lento ma progressivo ritorno, fomentato dagli scandali alimentari, dall'insicurezza del cibo e dell'ambiente. Quello sviluppo che ha svuotato la tradizionale ruralità cinese, sta finendo per ridarle una seconda possibilità.

La «super golden week» ha dunque memorie e immaginari contadine, rurali e le celebrazioni che avvengono oggi contribuiscono a rendere evidente lo scarto: 751 milioni di cinesi si sono messi in viaggio, in auto, aereo e treno, verso destinazioni interne e per lo più asiatiche. Il giro d'affari per l'industria del turismo locale è strabiliante: 90 miliardi di euro.

Milioni di persone, miliardi di dollari, migliaia di voli

Questo movimento interno mastodontico e a tratti caotico, complicato, farraginoso, ma comunque alla fine funzionante e in grado di garantire le vacanze a milioni di cinesi, rende palese l'immagine di un paese la cui metà della popolazione oggi può viaggiare.

Dimostra forse che quel concetto di «moderata prosperità» lanciato dalla leadership potrebbe anche funzionare: una popolazione moderatamente prospera, nel suo complesso, in grado di avere comportamenti da classe media, o quasi. Tanto che, secondo i calcoli degli uffici statistici, questa popolazione «viaggiante» dovrebbe aumentare di anno in anno di 10 punti percentuali (senza contare che questo rinnovata possibilità di muoversi dei cinesi rende i numeri turistici interessanti per tutte le destinazioni anche durante altri periodi dell'anno).

Durante queste vacanze mezzo paese – dunque - è partito. Come è capitato di osservare a chiunque si sia trovato in Cina durante queste ricorrenze e abbia optato – incredibilmente e in modo un po' rischioso - per un viaggio durante questi periodi, non mancano mai i problemi: l'azzeramento dei pedaggi autostradali ha creato ingorghi terribili sulle strade. C'è chi ha impiegato una vita ad arrivare nel posto prescelto, chi a causa del traffico non è riuscito ad arrivare a prendere il treno o l'aereo (sui media cinesi ci sono centinaia di storie di famiglie mai giunte a destinazione a causa del traffico).

E a poco è servito l'utilizzo di droni da parte della polizia cinese per controllare il traffico. In compenso i voli nazionali e le corse dei treni locali sono state aumentate. 14 mila voli in una settimana, le ferrovie hanno aggiunto 569 servizi in più e secondo le loro statistiche solo sabato scorso 12 milioni di persone avrebbero varcato i tornelli.

Le destinazioni preferite sono quelle interne, le grandi città per chi arriva da fuori (media di 80mila persone al giorno alla Città proibita, una cifra impressionante: nell'antica città dell'imperatore sembrano convergere tutti i cinesi in qualsiasi giorno della settimana, almeno questa è l'impressione consueta di chi passa di fronte all'ingresso), mentre trattandosi in ogni caso di poco più di una settimana le mete straniere sono per lo più asiatiche (prime fra tutti la Thailandia).

Tra poco però tutti saranno di nuovo a casa, tranne i super ricchi la cui vita è ormai un viaggio continuo: e la Cina si concentrerà sul Congresso del Partito. E i cinesi torneranno a costruire la propria moderata prosperità, nella speranza di prenderne un pezzo, anche minimo, di questa nuova ricchezza del paese. Sempre meglio che in passato.

@simopieranni

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