Tenendo a mente che trattandosi di qualcosa che ha a che fare con la Corea del Nord, è probabile non sapremo mai davvero la verità, è bene mettere in fila quanto sappiamo della morte di Kim Jong-nam, fratello di Kim Jong-un. A quel punto si potranno anche analizzare alcune ipotesi sul grande mistero di tutta la vicenda: il movente.


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Cosa è successo

Il 14 febbraio Kim Jong-nam, con un passaporto con un nome falso, Kim Chol, si trovava all'aeroporto di Kuala Lumpur. Doveva imbarcarsi per Macao. Secondo le ricostruzioni della polizia malese, a un certo punto si sarebbe sentito tirare la testa all'indietro. Frastornato si sarebbe recato all'ambulatorio dell'aeroporto. Poi finisce su un'ambulanza per essere trasferito in ospedale. Ma sull'ambulanza muore.

Chi è la vittima

Kim Jong-nam è il figlio di Kim Jong-il, il Caro leader della Corea del Nord. È nato dal primo matrimonio e per anni è stato considerato l'erede della dinastia che dal Presidente eterno, Kim Il-sung, regna in Corea del Nord. Nel 2001 è caduto in disgrazia: avrebbe provato a entrare illegalmente in Giappone, ancora una volta con un passaporto falso, per andare a visitare Disenyland.

Per questo motivo sarebbe stato degradato e infine esiliato. Da allora si dice abbia vissuto tra Macau, Singapore e Cina, protetto dalle autorità cinesi. Una vita complicata dalla costante minaccia di essere nel mirino del “fratellastro”, ovvero Kim Jong-un salito al trono proprio al posto di Kim Jong-nam in occasione della morte del Caro Leader avvenuta nel 2011.

Cosa sappiamo dell'omicidio

Mercoledì sarebbe stata arrestata una donna. Si tratterebbe di una vietnamita, arrestata in quanto sospettata di essere una delle killer di Kim. Secondo la polizia malese, in un primo momento, gli assassini sarebbero state due donne. Avrebbero ucciso Kim con dei coltelli dalla punta avvelenata. Al momento gli arrestati sono saliti tre: una donna vietnamita, un uomo e una donna indonesiani.

Tra ieri e oggi infatti sono emerse altre novità: la polizia malese ha arrestato anche un uomo e una donna: si tratterebbe di un cittadino malese che si ritiene essere il fidanzato della seconda sospetta arrestata in relazione al caso e che è di nazionalità indonesiana. La polizia ha precisato che i due sono stati fermati separatamente, tra ieri e oggi. La seconda donna arrestata è stata identificata come Siti Aishah, nata l'11 febbraio del 1992, a Serang, in Indonesia.

Quale potrebbe essere il movente

Tutti gli analisti ritengono che dietro questo omicidio ci sarebbe Pyongyang, benché sia molto strano l'eventuale utilizzo di due killer non coreani. Ma perché Kim jong-un avrebbe dovuto uccidere il fratello?

Prima pista: il complotto interno
Kim Jong-nam si era espresso in modo molto negativo sul suo paese e la sua famiglia, stando a testimonianze di giornalisti giapponesi e non solo. In particolare Kim viene dato molto vicino allo zio, quel Jang Song-thaek, potentissimo in Corea del Nord, ma caduto in disgrazia, arrestato e poi giustiziato a fine 2013. Non a caso proprio a fine del 2013 il figlio di Kim Jong-nam, studente in Fracia, era stato messo sotto protezione. La paranoia di Pyongyang potrebbe aver determinato la sua morte a seguito dello scontro interno del leader contro lo zio. Benché siano passati tre anni, sappiamo pochissimo di cosa è accaduto nel frattempo.

Seconda pista: bloccare la Cina
Dal 2011 – quando è salito al potere – Kim Jong-un non ha mai incontrato ufficialmente la controparte cinese. Pechino ha dato segnali di fastidio nei confronti del giovane leader, ad ogni sua escandescenza. Dopo l'ultimo test missilistico, proprio di alcuni giorni fa, la Cina è stata molto critica. In una fase di grande complessità Pechino non vuole avere problemi nella regione, quindi la Corea del Nord può diventare un problema. Voci suggeriscono quindi che Pechino potrebbe aver pensato a un regime change a Pyongyang, utilizzando, forse, proprio Kim Jong-nam come potenziale nuovo leader coreano. A questo punto Kim Jong-un potrebbe “aver mangiato la foglia”, provvedendo a uccidere il fratellastro.

@simopieranni

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