Dopo l'ultimo lancio, Kim ha dichiarato il Paese potenza nucleare, uno status cruciale per le sue ambizioni. Anche a Trump e Abe fa comodo sovrastimare l’arsenale nordcoreano. Ma i conti non tornano e secondo gli esperti l’ingresso di Pyongyang nel “club nucleare” sarebbe prematuro

Kim Jong Un accompagnato da alcuni militari.
Kim Jong Un accompagnato da alcuni militari.

Perché a Kim conviene considerarsi potenza nucleare

Il giovane leader della Corea del Nord ha effettuato i venti test del 2017 con scopi e obiettivi precisi. Nonostante ancora oggi venga etichettato semplicemente come un folle, i test miravano a dimostrare la propria determinazione nell'arrivare a dotarsi di un arsenale nucleare. E una volta proclamatosi "potenza nucleare" Kim forse potrebbe anche ritenere che sia giunto il momento di sedersi a eventuali negoziati da una posizione di assoluta forza e senza dover più rinunciare alla sua corsa nucleare.


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Dal punto di vista esterno dunque, nell'ambito del suo piano per mantenere in vita il proprio potere e la dinastia dei Kim, la definizione di potenza nucleare è fondamentale. Altrettanto lo è dal punto di vista di politica interna: gli strali contro gli imperialisti e il ricorso ai miti di Davide contro Golia vedrebbero una loro straordinaria realizzazione pratica nello status di potenza nucleare. Kim raggiungerebbe un traguardo che neanche il padre e il nonno hanno mai ottenuto.

La propaganda interna dunque e quella esterna mirano a far sì che al più presto tutti accettino questo status (vero o presunto che sia) in modo da poter arrivare a trattative dove poter anche fare concessioni. Ma non certo riguardo al nucleare.

Perché a Trump conviene un'opinione pubblica asiatica convinta che Kim abbia il nucleare

Se i democratici nei giorni scorsi hanno palesato la possibilità di considerare ormai la Corea del Nord una potenza nucleare, almeno in via ufficiosa, come avviene per Pakistan e India, è per un motivo ben preciso: vogliono chiedere alla Casa Bianca un cambiamento di strategia nei confronti di Kim in modo da agire dunque su altri fattori di quelli utilizzati fino ad ora (e non credo che i dem intendano quanto pare Trump sia propenso a fare, ovvero cacciare Tillerson e mettere al suo posto il capo della Cia Pompeo).

Trump e la sua amministrazione hanno tutto l'interesse ad aggravare la percezione dell'opinione pubblica della forza militare nord coreana. Durante il suo viaggio in Asia Trump è stato molto preciso, almeno su questo: gli Stati Uniti possono garantire la sicurezza alla regione, ma i singoli Stati devono fare acquisti importanti di armi da Washington. La sicurezza e la protezione da Kim Jong-un non sono gratis. Sovrastimare dunque il pericolo nord coreano potrebbe aiutare lo spirito da venditore di armi di Trump.

Arriviamo al dunque: i missili nord coreani possono trasportare una testata nucleare?

Partiamo dunque dalle caratteristiche tecniche dell'ultimo lancio nord coreano. Senza perderci in particolari che lasciamo agli esperti di cose militari, dobbiamo però sottolineare alcuni aspetti:

1) Il missile Hwasong-15 lanciato nella notte di alcuni giorni fa può essere considerato una evoluzione del Hwasong-14, che la Corea del Nord ha testato per due volte durante la scorsa estate. Il missile lanciato di recente sarebbe partito da una località vicino a Pyongyang, Sain-in, utilizzando un lanciatore mobile. Secondo lo Stato maggiore della Corea del Sud ha volato per 53 minuti, cadendo a 960 km dal luogo di lancio, nella Zona economica esclusiva del Giappone, raggiungendo un'altezza massima di 4.500 km. I calcoli preliminari fanno pensare che, se non fosse stato lanciato con questa traiettoria a cupola, avrebbe avuto una gittata di 13mila chilometri.

Secondo il sito 38North.org, da sempre molto preciso sulle questioni nordcoreane anche quelle più tecniche rispetto a missili e test nucleari, il tempo di volo e soprattutto l'ampia gittata potrebbero essere dipesi da "un carico utile stimato in base a calcoli ingegneristici in 150 kg, 50 dei quali sono destinati ai due piccoli motori".

Su questo aspetto si basano i dubbi riguardo la verità circa la potenza nucleare nordcoreana. Non si sa se Pyongyang sia in grado di di produrre un'arma nucleare con un peso inferiore ai 100 kg. E un aumento di peso ne accorcia la gittata. La stima che fa 38North.org è che un carico (arma nucleare più massa del veicolo di rientro) di 500 kg permetterebbe su una traiettoria standard una gittata di un massimo di 8.500 km. Il peso che la testata nucleare e il veicolo di rientro dovrebbero avere perché il missile raggiunga la costa occidentale degli Usa deve essere di meno di 350 kg.

Il fisico David Wright, condirettore dell'Union of Concerned Scientists, analizzando il lancio ha infatti specificato che: «Noi non sappiamo quanto pesante fosse il carico che il missile trasportava ma, dato l'aumento di gittata, sembra probabile che portasse una finta testata da guerra molto leggera. Se fosse vero, questo significherebbe che il missile non è in grado di trasportare una testata nucleare per una lunga gittata, perché tale testata sarebbe molto più pesante».

Uguale scetticismo è stato espresso sulla BBC da John Nilsson-Wright, della Catham House, secondo il quale la Corea del Nord in realtà potrebbe arrivare allo status di potenza nucleare solo nei prossimi due anni. Dubbi che sono condivisi anche dal presidente sudcoreano Moon Jae-in che, al contrario di Abe e Trump, sembra comunque convinto di poter ancora risolvere la crisi per vie diplomatiche.

@simopieranni

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