Proprio mentre Trump riportava il carbone al centro della politica energetica americana, il presidente cinese Xi Jinping si faceva ritrarre mentre piantava alberi e sottolineava l'importanza di un ambiente sano a dei giovani cinesi.

La sfida ormai è aperta e sarà senza esclusione di colpi. Così uno dei paesi accusati di essere tra i principali inquinatori al mondo, la Cina, grazie al presidente degli Stati uniti Donald Trump, può ergersi a nuovo difensore dell'ambiente.


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La scelta di Trump di affossare le politiche ambientali della passata amministrazione Obama – secondo gli esperti – metteranno in crisi anche i recenti accordi raggiunti alla Cop di Parigi.

La Cina, infatti, ha sottolineato l'importanza della tutela dell'ambiente mondiale, unitamente alla necessità di abbandonare carbone e fossili per innovare anche nel campo energetico, sottolineando la propria volontà a proseguire sulle promesse e sugli accordi siglati a Parigi.

Si era trattato di uno dei successi dell'amministrazione Obama: ora con Trump si riparte da capo da molto indietro. Tanto che qualcuno tra gli analisti ha suggerito che la politica di Trump nel suo complesso sta favorendo la Cina.

Xi Jinping ha potuto presentarsi al mondo come leader responsabile, guida del mondo globalizzato anche grazie alla percezione di instabilità che arriva in questo momento dagli Stati uniti. E anche sul clima ha potuto contare sul senso di incertezza che proviene dalla Casa Bianca. Pechino ha rassicurato tutti: la Cina non si fermerà.

L'ambiente e gli accordi sul clima a questo punto saranno sicuramente uno degli argomenti di discussione al prossimo vertice di Mar a Lago in Florida tra i due numeri uno.

Il leader cinese Xi Jinping si recherà in visita negli Stati Uniti il 6 e 7 aprile: lo ha confermato ieri il portavoce del ministero degli esteri cinese. I media statunitensi avevano detto all'inizio di questo mese che il presidente Donald Trump aveva intenzione di ospitare Xi nella sua proprietà in Florida il 6 e 7 aprile.

Le avvisaglie che arrivano dagli States non sono le migliori. L'amministrazione Trump si appresterebbe infatti a sfidare la Cina con i dazi, come promesso durante la sua campagna elettorale e nei primi giorni di presidenza.

Gli Stati Uniti starebbero infatti preparando una revisione dello «status di economia di mercato» della Cina nell'ambito della Wto, secondo quanto riportato nei giorni scorsi dal quotidiano finanziario Wall Street Journal.

Il quotidiano ha ricordato che secondo Pechino i paesi membri dell'Organizzazione mondiale del commercio sono tenuti a trattarla come una «economia di mercato» dal dicembre 2016, ovvero dal 15esimo anniversario della sua appartenenza all'organismo internazionale. L'annuncio ufficiale della revisione potrebbe arrivare a giorni, precedendo l'incontro fra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping. L'amministrazione Obama si è rifiutata di garantire lo status di economia di mercato allaCina. Il presidente Donald Trump ha affermato in dicembre che la Cina «non è un'economia di mercato».

Per quanto riguarda la visita, Xi Jinping prima della Florida andrà in Finlandia. «Su invito del Presidente della Finlandia Niinisto e del presidente degli Stati Uniti Donald Trump - ha detto Lu Kang in un briefing -, il presidente Xi Jinping si recherà in visita ufficiale in Finlandia il 4-6 Aprile e poi il 6-7 aprile visiterà Mar-a-Lago in Florida, dove si incontrerà con Trump».

Nei giorni scorsi i media americani hanno riportato che Xi non alloggerà nell'esclusivo club di Palm Beach, che Trump ha battezzato la «Casa Bianca del Sud», ma in un altro resort, l'Eau Palm Beach Resort and Spa a Manalapan.

Il mese scorso invece il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, e la moglie Akie sono stati ospiti per un intero weekend di Trump a Mar-a-Lago, dopo essere arrivati, insieme al presidente ed alla first lady, in Florida a bordo dell'Air Force One.

@simopieranni

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